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5 pattuizioni nulle: il contratto è irregolare se...

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Giugno 30, 2014
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Nell'ambito degli affitti ad uso abitativo, in seguito alla riforma introdotta dalla legge 431/98, ci sono pattuizioni contrattuali alle quali è possibile derogare. Tali pattuizioni devono essere espressamente riportate nel contratto come clausole vessatorie, che richiedono pertanto la doppia firma delle parti e quindi un richiamo esplicito ad averle lette ed approvate. Ma ci sono altre pattuizioni che non possono in nessun modo essere modificate e che, seppure inserite nel contratto, sarebbero nulle se contestate davanti ad un giudice.

La libertà contrattuale è un concetto che viene applicato alle locazioni abitative a partire dall'entrata in vigore della legge 431/98 che ha abolito l'articolo 79 della vecchia legge sull'equo canone (Legge 392/78) che recita espressamente " E' nulla ogni pattuizione diretta a limitare la durata legale del contratto o ad attribuire al locatore un canone maggiore rispetto a quello previsto dagli articoli precedenti ovvero ad attribuirgli altro vantaggio in contrasto con le disposizioni della presente legge".

Quindi ora è possibile, per un contratto libero 4+4, prevedere ad esempio un aggiornamento Istat del 100% o una suddivisone delle spese di registrazione a carico interamente dell'inquilino. Ma non è mai possibile, neanche per questi contratti, derogare ad alcune particolari pattuizioni.


Ne abbiamo individuate 5 in particolare:
1. DURATA: non è ammissibile prevedere una durata inferiore ai 4 anni + 4 nel caso di contratto libero o di 3 anni + 2 nel caso di contratti a canone concordato;
2. CANONE: è nulla la scrittura o l'obbligo che imponga il pagamento di un canone d'affitto superiore a quello indicato nel contratto scritto e registrato;
3. AUMENTO CANONE: non è possibile prevedere un aumento del canone forfettario, ad esempio di 50 euro ogni anno; ma è necessario legarlo al meccanismo di aggiornamento Istat;
4. DISDETTA: mentre l'inquilino può dare disdetta in qualsiasi momento, qualora ricorrano gravi motivi, il proprietario può dare disdetta solo in corrispondenza delle scadenze contrattuali; quindi non può indicare nel contratto che l'immobile deve essere liberato in caso di vendita, per fare un esempio abbastanza comune.
5. FORMA: non è ammessa l'istituzione di un rapporto che di fatto è un contratto d'affitto, ma che viene presentato come un accordo verbale che aggira l'obbligo inderogabile della forma scritta e della conseguente registrazione del contratto.

La nullità delle singole clausole non comporta la nullità del contratto per intero, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto dalle norme imperative. Ovvero, se nel contratto viene prevista una durata di due anni, quel contratto verrà ricondotto ad un classico 4 + 4.
Per contestare questi casi ed altri casi di nullità è possibile ricorrere al Giudice per richiedere una parere che accerti la nullità e possa, nel caso di aumenti illegittimi del canone, condannare il proprietario al risarcimento di quanto percepito in eccedenza.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • Rosanna

    Da 42 anni vivo in affitto sempre nella stessa casa e stesso proprietario... Ho sempre pagato puntualmente l'affitto mensile...se volessi acquistare l'alloggio che tipo di agevolazioni posso avere? Grazie...

  • Gentile Rosanna, se parliamo di un contratto regolarmente registrato non ci sarebbero particolari agevolazioni, se non un accordo con il proprietario che potrebbe voler venirle incontro nella sua offerta.

  • cristina

    salve,
    a gennaio 2017 ho firmato un contratto di locazione con cedolare secca di un appartamento di cui sono proprietaria insieme ad altre 4 persone che hanno a loro volta sottoscritto il contratto.L'agente immobiliare a cui mi ero rivolta ha decisoall'ultimo momento e quando il contratto era già staato firmato da noi 4 con l'ultimo comproprietario che ha firmato che i canoni d'affitto andassero completamente a favore di quest'ultimo senza preoccuparsi di avvisare gli altri e aggiungendo a penna una postilla in cui destinava il canone interamente al suddetto.Appena visionato il contratto le ho manifestato il mio disappunto anche perché era al corrente dei cattivi raporti che intercorrono con il beneficiario del canone e lei che era già stata pagata mi ha risposto che i nostri problemi personali non erano un problema suo. posso fare qualcosa per rimediare?gli altri proprietari sono d'accordo con me che il canone d'affitto venga dato invece interamente a me perché si tratta di un appartamento in cui avrei potuto abitare io e che non utilizzo perché vivo in affitto a mia volta in un'altra città.
    a disposizione per ulteriori info,
    grazie
    Cristina

  • Gentile Cristina, come inquilini la vostra preoccupazione è di pagare regolarmente e puntualmente il canone nelle modalità indicate nel contratto, nella copia registrata presso l'agenzia delle entrate. Questo fa fede per voi, il resto sono questione che risolveranno i comproprietari.

  • Mauro

    Buongiorno, nel 2015 ho preso un appartamento in locazione. Con il primo freddo sono uscite forti problemi di umidità e muffa nella parete nord della casa. Ho contattato diverse volte il proprietario a telefono, ma questo signore dapprima diceva che a lui non era mai successo e nemmeno agli inquilini prima di me, poi mi disse si una volta mi stava succedendo e bisogna alzare più il riscaldamento altre i 20 gradi e di far arieggiare spesso. Insomma scuse e soluzioni che non risolvevano il problema. L'anno passa arriva la bella stagione io pulisco le pareti e il suo armadio dalla muffa e lui non si è mai azzardato a venire a vedere il problema. Nel ottobre del 2016 il problema si ripresenta, sempre nei soliti punti, umidità e muffa. Arieggiare con la pioggia e la nebbia non è proprio il massimo ma lo faccio sempre anche di pochi minuti alla volta. Chiamo di nuovo il proprietario e ricomincia con le sue frasi dell'anno precedente. Allora gli scrivo una raccomandata per farlo muovere altrimenti avrei disdetto il contratto. Lui manda un perito e stabilisce che è un problema strutturale e al momento di arieggiare ma di intervenire con cappotto e apparecchiature per l'umidità. Il proprietario mi fa scrivere dal suo avvocato che è colpa mia perchè non arieggio la casa! Nonostante la verifica del suo tecnico che diceva la vera natura (ne ho una copia) insomma tra una lettera e un'altra con il suo avvocato il tempo passa, fanno finta che vogliono fare ma poi non fanno. Il problema di muffa mi ha creato un problema a miei suppellettili e comunque anche a me e alla mia famiglia, disagio dell'umidità e della puzza di muffa da respirare. Non vogliono pagarmi i danni dei suppellettili ne di un mio risarcimento personale che ho richiesto. ancora adesso fanno finta che vogliono fare i lavori e io voglio dargli un'altra data possibile per farli, visto che sono riusciti a dare la colpa alle poste per il ritardo della loro risposta per appuntamento precedente. Ho scoperto un fatto importantissimo, sia i locatori che il resto della palazzina sono in causa con l'impresa edile per vari problemi strutturali compreso il mio. Un altro inquilino della palazzina mi riferisce che il proprietario della casa in cui sono in affitto aveva già fatto vari lavori murari rifacendo l'intonaco interno ma il problema gli si ripresentava sempre. Quindi il proprietario sapeva fin dall'inizio della locazione! Adesso tutto mi torna, nel contratto d'affitto c'è una voce che dice che io ho visionato l'appartamento e che ho potuto visionare che l'appartamento è salubre, e mi ha chiesto di firmare tutte le pagine del contratto. La stanza con il problema era imbiancata mentre il resto della casa no. Io feci imbiancare tutta casa compresa la stanza perchè non mi piaceva il tipo di pittura lucida bianco perla. Ho scoperto che posso recedere dal contratto per giusta causa e il pagamento per i danni, anche se non vuole pagarmeli, posso chiedere il risarcimento anche di tutti gli affitti versati visto che il problema strutturale c'era già da sempre e il proprietario l'ah taciuto facendo pitturare la stanza e mettendo quella frase per farmi ammettere che era sano l'appartamento? Dovrò andare in tribunale sicuramente visto il personaggio, ma mi conviene? Le spese legali saranno più alte di quello che mi darà il locatore?

  • Gentile Mauro, quello che lei dice è corretto; può lamentare un vizio strutturale della casa presa in affitto che le è stato volutamente taciuto. Quindi l'effetto immediato è la risoluzione di diritto del contratto.. per il risarcimento come dice lei stesso occorre iniziare una causa..: tempi e costi da valutare magari con un avvocato di fiducia.

  • Mauro

    Buongiorno, nel 2015 ho preso un appartamento in locazione. Con il primo freddo sono uscite forti problemi di umidità e muffa nella parete nord della casa. Ho contattato diverse volte il proprietario a telefono, ma questo signore dapprima diceva che a lui non era mai successo e nemmeno agli inquilini prima di me, poi mi disse si una volta mi stava succedendo e bisogna alzare più il riscaldamento altre i 20 gradi e di far arieggiare spesso. Insomma scuse e soluzioni che non risolvevano il problema. L'anno passa arriva la bella stagione io pulisco le pareti e il suo armadio dalla muffa e lui non si è mai azzardato a venire a vedere il problema. Nel ottobre del 2016 il problema si ripresenta, sempre nei soliti punti, umidità e muffa. Arieggiare con la pioggia e la nebbia non è proprio il massimo ma lo faccio sempre anche di pochi minuti alla volta. Chiamo di nuovo il proprietario e ricomincia con le sue frasi dell'anno precedente. Allora gli scrivo una raccomandata per farlo muovere altrimenti avrei disdetto il contratto. Lui manda un perito e stabilisce che è un problema strutturale e al momento di arieggiare ma di intervenire con cappotto e apparecchiature per l'umidità. Il proprietario mi fa scrivere dal suo avvocato che è colpa mia perchè non arieggio la casa! Nonostante la verifica del suo tecnico che diceva la vera natura (ne ho una copia) insomma tra una lettera e un'altra con il suo avvocato il tempo passa, fanno finta che vogliono fare ma poi non fanno. Il problema di muffa mi ha creato un problema a miei suppellettili e comunque anche a me e alla mia famiglia, disagio dell'umidità e della puzza di muffa da respirare. Non vogliono pagarmi i danni dei suppellettili ne di un mio risarcimento personale che ho richiesto. ancora adesso fanno finta che vogliono fare i lavori e io voglio dargli un'altra data possibile per farli, visto che sono riusciti a dare la colpa alle poste per il ritardo della loro risposta per appuntamento precedente. Ho scoperto un fatto importantissimo, sia i locatori che il resto della palazzina sono in causa con l'impresa edile per vari problemi strutturali compreso il mio. Un altro inquilino della palazzina mi riferisce che il proprietario della casa in cui sono in affitto aveva già fatto vari lavori murari rifacendo l'intonaco interno ma il problema gli si ripresentava sempre. Quindi il proprietario sapeva fin dall'inizio della locazione! Adesso tutto mi torna, nel contratto d'affitto c'è una voce che dice che io ho visionato l'appartamento e che ho potuto visionare che l'appartamento è salubre, e mi ha chiesto di firmare tutte le pagine del contratto. La stanza con il problema era imbiancata mentre il resto della casa no. Io feci imbiancare tutta casa compresa la stanza perchè non mi piaceva il tipo di pittura lucida bianco perla. Ho scoperto che posso recedere dal contratto per giusta causa e il pagamento per i danni, anche se non vuole pagarmeli, posso chiedere il risarcimento anche di tutti gli affitti versati visto che il problema strutturale c'era già da sempre e il proprietario l'ah taciuto facendo pitturare la stanza e mettendo quella frase per farmi ammettere che era sano l'appartamento? Dovrò andare in tribunale sicuramente visto il personaggio, ma mi conviene? Le spese legali saranno più alte di quello che mi darà il locatore?

  • Mauro

    Buongiorno, nel 2015 ho preso un appartamento in locazione. Con il primo freddo sono uscite forti problemi di umidità e muffa nella parete nord della casa. Ho contattato diverse volte il proprietario a telefono, ma questo signore dapprima diceva che a lui non era mai successo e nemmeno agli inquilini prima di me, poi mi disse si una volta mi stava succedendo e bisogna alzare più il riscaldamento altre i 20 gradi e di far arieggiare spesso. Insomma scuse e soluzioni che non risolvevano il problema. L'anno passa arriva la bella stagione io pulisco le pareti e il suo armadio dalla muffa e lui non si è mai azzardato a venire a vedere il problema. Nel ottobre del 2016 il problema si ripresenta, sempre nei soliti punti, umidità e muffa. Arieggiare con la pioggia e la nebbia non è proprio il massimo ma lo faccio sempre anche di pochi minuti alla volta. Chiamo di nuovo il proprietario e ricomincia con le sue frasi dell'anno precedente. Allora gli scrivo una raccomandata per farlo muovere altrimenti avrei disdetto il contratto. Lui manda un perito e stabilisce che è un problema strutturale e al momento di arieggiare ma di intervenire con cappotto e apparecchiature per l'umidità. Il proprietario mi fa scrivere dal suo avvocato che è colpa mia perchè non arieggio la casa! Nonostante la verifica del suo tecnico che diceva la vera natura (ne ho una copia) insomma tra una lettera e un'altra con il suo avvocato il tempo passa, fanno finta che vogliono fare ma poi non fanno. Il problema di muffa mi ha creato un problema a miei suppellettili e comunque anche a me e alla mia famiglia, disagio dell'umidità e della puzza di muffa da respirare. Non vogliono pagarmi i danni dei suppellettili ne di un mio risarcimento personale che ho richiesto. ancora adesso fanno finta che vogliono fare i lavori e io voglio dargli un'altra data possibile per farli, visto che sono riusciti a dare la colpa alle poste per il ritardo della loro risposta per appuntamento precedente. Ho scoperto un fatto importantissimo, sia i locatori che il resto della palazzina sono in causa con l'impresa edile per vari problemi strutturali compreso il mio. Un altro inquilino della palazzina mi riferisce che il proprietario della casa in cui sono in affitto aveva già fatto vari lavori murari rifacendo l'intonaco interno ma il problema gli si ripresentava sempre. Quindi il proprietario sapeva fin dall'inizio della locazione! Adesso tutto mi torna, nel contratto d'affitto c'è una voce che dice che io ho visionato l'appartamento e che ho potuto visionare che l'appartamento è salubre, e mi ha chiesto di firmare tutte le pagine del contratto. La stanza con il problema era imbiancata mentre il resto della casa no. Io feci imbiancare tutta casa compresa la stanza perchè non mi piaceva il tipo di pittura lucida bianco perla. Ho scoperto che posso recedere dal contratto per giusta causa e il pagamento per i danni, anche se non vuole pagarmeli, posso chiedere il risarcimento anche di tutti gli affitti versati visto che il problema strutturale c'era già da sempre e il proprietario l'ah taciuto facendo pitturare la stanza e mettendo quella frase per farmi ammettere che era sano l'appartamento? Dovrò andare in tribunale sicuramente visto il personaggio, ma mi conviene? Le spese legali saranno più alte di quello che mi darà il locatore?

  • Giuseppe

    Salve, in un contratto a canone concordato in merito al pagamento delle spese condominiali si può mettere il seguente art:
    4) Le spese di condominio sono espressamente a carico della parte conduttrice, dovranno essere pagate dalla stessa direttamente alla parte proprietaria insieme al canone di locazione e vengono in modo provvisorio indicate in euro 200,00 (duecento/00 euro) mensili salvo conguaglio a fine gestione annuale. Le spese per i servizi di energia elettrica, telefono, gas, acqua ed eventuali altre utenze, e la tassa comunale sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani sono a carico della parte conduttrice che deve esserne anche l’intestataria per tutta la durata della locazione. Il canone di locazione sarà aggiornato annualmente nella misura del 100% dell'indice di variazione accertata dall'Istat per i prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati e verificatasi nell'anno precedente , nel caso in cui il locatore , come previsto al successivo punto 15 , decida di rinunciare alla c.d. “ cedolare secca”.

  • Gentile Giuseppe, l'articolo è corretto; è importante che nel pagamento mensile venga distinta la voce canone e spese condominiali.

  • Giovanni

    Buongiorno, mi sono imbattuto in un contratto di locazione abitativa che contiene la seguente clausola:
    "Ove nel corso della locazione venga dichiarata l'inabitabilità o l'inidoneità all'uso contrattuale di tutti o di parte dei locali, il locatore per l'eventuale conseguente risoluzione del contratto dovrà resituire la parte di pigione anticipatagli, proporzionale al mancato godimento, escluso ogni altro compenso ed ogni ragione di danni, anche nell'ipotesi di cui al secondo capoverso dell'art. 1578 C.C."
    E' un contratto proposto da un'Immobiliare ad alcune famiglie per alloggi siti in un vecchio stabile di inizio '900 che si trova in condizioni precarie.
    Una clausola di questo tipo è efficace e di fatto può derogare dal C.C.?
    Grazie

  • Gentile Giovanni, diciamo che una clausola del genere potrebbe limitare il risarcimento che il locatore dovrebbe riconoscere in caso lo stato degli immobili diventasse inagibile; di fatto però se ci fossero danni a cose e persone dovute a tale cattivo stato gli inquilini potrebbero chiedere il risarcimento.

  • giusy

    ho chiesto che un contratto di locazione tutto scarabocchiato venga ritenuto nullo poiché era solo una bozza che doveva essere rifatta, invece senza neppure avvisarmi la proprietaria ha registrato il contratto scarabocchiato e non contenente il vero dato che la casa è in disagevoli condizioni, talmente che io non ho potuto tenere mia madre con me pur avendo diritto alla 104 in quanto non potevo nemmeno farle una doccia, mentre nel contratto è scritto che è in buono stato.
    La signora mi ha pregato di firmarlo ed io l'ho firmato e lei il 29 giorno è andata a registrarlo a mia insaputa.

  • Gentile Giusy, purtroppo avendo firmato il contratto diciamo che si ritiene accettato dalle parti; ora lei può procedere con la risoluzione del contratto con regolare disdetta o lamentare un comportamento scorretto e chiederne la risoluzione immediata.

  • Lorenzo

    Buongiorno, ho affittato un appartamento arredato con un contratto 4+4 a partire dal 12 Gennaio 2016. Mi sono accorto che sono state messe alcune clausole vessatorie (a mio parere), la prima recita così: "E' riconosciuta al conduttore la facoltà di recedere dal contratto, indipendentemente dalla ricorrenza o meno di gravi motivi, solo dopo il primo quadriennio e pur sempre previo preavviso di sei mesi da comunicare al locatore mediante raccomandata a.r., e per l'effetto, solo con decorrenza dal 12/07/2020." Ora l'appartamento doveva servire esclusivamente a me e mia moglie, difatti è un bilocale, camera da letto e cucina. Dopo 3 mesi nostra figlia di 24 anni è venuta a vivere con noi e quindi l'appartamento ora è troppo piccolo per 3 persone, mia figlia dorme su di un divano che non ha un vero letto all'interno, si sta rovinando la schiena, e allora voglio cercare un appartamento con una stanza in più. Io trovo che questa clausola sia altamente vessatoria e non mi si può obbligare a vivere 4 anni e mezzo in un appartamento con delle condizioni inaccettabili per la mia famiglia. Altra clausola vessatoria è questa:"Il conduttore si impegna a riconsegnare l'unità immobiliare locata e di beni di cui al citato inventario nell'identico stato in cui l'ha in oggi ricevuti." Qui non menziona affatto il normale deterioramento naturale delle cose, quindi la trovo una clausola vessatoria. Altra clausola vessatoria è questa: "Sono interamente a carico del conduttore tutte le spese condominiali deliberate sino ad oggi e deliberate in futuro di conduzione ordinaria e straordinaria, comprese quelle spettanti al locatore, fatta eccezione per quelle di amministrazione e manutenzione straordinaria che rimarranno ad esclusivo carico ed obbligo di pagamento dal locatore". Non trovo nessun motivo per cui io debba pagare spese che sono state fatte prima che io entrassi nell'appartamento, io intendo pagare solo ed esclusivamente le spese che devo giustamente pagare.
    Considerando queste clausole, esiste un modo per cui io mi possa liberare di questo contratto, dando adesso i 6 mesi di preavviso previsti per legge? La ringrazio immensamente anticipatamente se vorrà aiutarmi in questo. Cordiali saluti.

  • Gentile Lorenzo, diciamo che lei può contestare la validità di tali clausole e quindi, indipendentemente da quanto firmato può, per gravi motivi, dare disdetta al contratto rispettando i 6 mesi di preavviso. Rispetto allo stato dell'immobile dovrà sicuramente riconsegnarlo in buono stato, tenendo conto certo della normale usura. infine, sulle spese condominiali riconosca quanto di sua competenza, ovvero dal momento in cui ha preso in affitto l'immobile.

  • CLAUDIO

    salve,
    se possibile vorrei avere da Lei un chiarimento.
    Ho stipulato, in qualità di inquilino, quasi 3 anni fa un contratto di locazione "parziale" a canone concordato 3+2 al modico prezzo di € 700,00 mensili; ovviamente il locatore non si è mai fatto vivo, l'ha fatto fittiziamente. Il proprietario si è affidato all'Uppi per ottemperare la pratica. Al momento della stipula, non fidandomi al 100%, sono andato a vedere le tabelle per il canone concordato nella mia zona e ho scoperto che dovrei pagare non più di 200€ al mese se si considera l'intera superficie, abitabile e non ; meno di 100 se consideriamo la parte locata (una camera e la cucina). All'interno del contratto è indicato che le utenze sono tutte a mio carico, nonchè il condominio. Ho sollevato la questione del canone NON CONCORDATO ma mi è stato risposto che era tutto lecito. Volevo sapere da lei sei in realtà posso rivalermi sul proprietario, o su l'Uppi, per riavere il canone in più che ho pagato, e sto ingiustamente pagando, da 3 anni. Tengo a precisare che ho accettato di firmare il contratto perchè avendo un bimbo piccolo, e venendo da una situazione in cui ero in nero da due anni la possibilità di avere almeno un contratto mi sembrava un bel traguardo.

  • Isabella

    Gentile Claudio se il contratto è concordato e quindi si riferisce ad un calcolo secondo lei errato può intanto sollevare la questione nei confronti dell'Uppi e del proprietario, appoggiandosi magari ad un'associazione di categoria degli inquilini come Sunia o Sicet.

  • claudio

    Grazie mille per la veloce risposta,
    riguardo il calcolo del canone l'Uppi non l'ha proprio fatto! Hanno sentito quanto voleva il proprietario e hanno tutelato solo lui.
    La ringrazio per tutte le informazioni, proverò a contattare queste associazioni!

  • Laura

    Sto per stipulare un contratto di affitto a canone concordato (previsto nel comune dove è sito l'appartamento). Nel modello previsto http://www.comune.torino.it/affitti/pdf/all6_facsimile_contratto_locazione_abitativa_agevolata.pdf sono contenute le disposizioni per gli Oneri Accessori (art 4). Fermo restando corretta l'applicazione di quanto definito all'allegato G così detta Tabella oneri accessori in base alla ripartizione tra Inquilino e Locatore, mi risulta invece difficile capire come possa adattarsi alla relatà la seguente affemazione "Il pagamento
    di quanto sopra deve avvenire - in sede di consuntivo - entro due mesi dalla richiesta." . Essendo l'appartamento situato in un condominio, per i pagamenti delle spese ci si deve attenere a quanto deliberato dall'assemblea dei condomini che solitamente prevede il pagamento sulla base di un preventivo condiviso e poi ripartito in rate, che solo l'anno dopo avranno un conguaglio sulla base del consuntivo. Il riparto che fa l'amministratore suddivide già quanto a carico di inquilino da quanto a carico del proprietario e per entrambi sono previste le rate (sulla base del preventivo) e poi il conguaglio. Mi risulta impossibile quindi richiedere all'inquilino di pagarmi le spese solo una volta l'anno in sede di consuntivo. Posso aggiungere una clausola al contratto che preveda quanto segue? "Spese e oneri accessori: ad integrazione di quanto indicato al precedente Art. 4 il pagamento delle spese e degli oneri accessori avverrà secondo le modalità, l’entità, le scadenze e la ripartizione (che terrà conto di quanto stabilito nella Tabella oneri accessori, Allegato G al Decreto emanato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, della Legge n. 431/1998 che del presente contratto costituisce l’Allegato A) e comunicate ogni anno dall’amministratore di condominio secondo i bilanci consuntivi ed i preventivi di spesa approvati/deliberati dall’assemblea condominiale."

    Grazie

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