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Esproprio contro sfratto! La guerra lenta.

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Marzo 08, 2016
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sfrattare sembr apiù lungo e complicato di un esproprio

Se un proprietario è meno tutelato di un futuro proprietario: quando espropriare diventa più breve/facile che sfrattare!


Sta facendo molto discutere, tanto che è stato subito modificato, il provvedimento che permette alla banca di “impadronirsi” del la proprietà di un immobile oggetto di mutuo, come conseguenza del mancato pagamento di un numero (prima 7 e ora 18) di rate. Quindi chi è in difficoltà con il pagamento del mutuo potrebbe valutare a questo punto di tornare sui suoi passi, rinunciando all’immobile che verrà venduto dalla banca. A quale valore? Anche questo è oggetto di discussione.

Sono molti in realtà i punti che fanno discutere di questo provvedimento, che viene presentato, e capita spesso ultimamente, come misura necessaria e non prorogabile, per adeguarsi alla normativa europea (la direttiva Ue 2014/17 sui mutui) .


Il primo punto scottante riguarda l’idea che si possa normare (è difficile anche solo immaginarlo) un equilibrio o se vogliamo essere più precisi un’equidistanza nel rapporto tra Banca e privato correntista, come se ci fosse un ampio ventaglio di possibilità tra cui valutare. Infatti, il provvedimento, ora non più retroattivo, prevede che in fase di stipula del mutuo s’introduca un accordo per cui: in caso di ritardo nel pagamento di N. rate (al momento 18), anche non consecutive, "il consumatore possa restituire il bene o i proventi della vendita dello stesso ai fini dell’estinzione del debito, fermo restando il diritto del consumatore all’eccedenza”.


Da qui la seconda perplessità legata a come avviene la valutazione dell’immobile oggetto dell’esproprio: ci dovrebbe essere la perizia di un tecnico terzo tra le parti, ma di fatti volendo vendere in fretta la Banca potrebbe scegliere di vendere a qualsiasi prezzo, non essendoci un limite di garanzia nei confronti del consumatore. Nella prima versione del provvedimento addirittura in caso di vendita inferiore al valore erogato dalla banca, occorreva provvedere al pagamento della differenza. Al momento, invece, il debito si estingue in ogni caso con la cessione della proprietà e rimane il diritto a percepire l’eventuale eccedenza realizzata nella vendita.

Aggiungiamo una terza preoccupazione, o se volete una provocazione: ci vuole più tempo a far eseguire uno sfratto che ad espropriare un immobile di proprietà!


Riceviamo sempre più spesso, purtroppo, messaggi di inquilini che non riescono più a pagare regolarmente il canone d’affitto e che loro malgrado sono costretti ad accumulare morosità, non avendo più uno stipendio a cui attingere. La loro richiesta quasi sempre è: quanto tempo ci vuole perché mi mandino fuori di casa?
La risposta di solito è che una causa di sfratto ha tempi molto lunghi, difficili da quantificare, ma che indubbiamente superano i 7 mesi proposti all’inizio come numero di rate massime non pagate ed in molti casi sfiorano i 18 mesi, fissati al momento come limite ultimo oltre il quale poter prevedere l’esproprio della proprietà.


Dall’altra parte sono altrettanti i proprietari che ci scrivono per sfogo, per lamentare cause di sfratto infinite, dove il giudice ha già emesso un titolo esecutivo, ma dove nella realtà lo sfratto non viene eseguito, perché nella casa ci sono minori, portatori di handicap o ultrasessantacinquenni.
Insomma, variabili tutte assolutamente degne di nota, ma che non possono gravare su un privato cittadino e di cui non si vedono tracce nel provvedimento a favore dell’esproprio delle banche.


Immaginiamo che molti proprietari si aspettavano un intervento anche in questo senso, considerando il numero di sfratti che continua a salire. Sono tanti quelli che vorrebbero far sentire la loro voce ed avere forza per rivendicare il diritto alla proprietà privata, temendo che alla fine si possa pensare che l’affitto rimanga una strada più “sicura” rispetto all’acquisto con mutuo.


Insomma, potremmo dire con un’equazione semplificata che l’esproprio sta allo sfratto, come la "voce" di una banca a quella di un privato cittadino.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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