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Fabbricati rurali: nuove disposizioni anche per l'Imu?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Dicembre 20, 2012
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Con l'obbligo di accatastamento di tutti i fabbricati rurali, da cui consegue l'attribuzione della rendita catastale anche per immobili che finora non producevano reddito, i proprietari si ritrovano oggi a dover fare i conti anche su IMU e reddito da locazione. Cosa cambia?

 

Gentile redazione,
in questi giorni ho sentito parlare tanto e a lungo di fabbricati rurali, delle file al Catasto per la loro classificazione e di nuove tasse da pagare. A questo proposito sono preoccupato per il mio immobile. Qualche anno fa ho ereditato un capannone e dei terreni per i quali c'era e c'è tuttora in corso un contratto di affitto con un coltivatore diretto. Il mio geometra si è occupato dell'iscrizione del fabbricato al Catasto Fabbricati con procedura Docfa (come da obbligo introdotto a seguito dell'entrata in vigore dell'Imu?). Di conseguenza il mio fabbricato ora risulta iscritto alla categoria D/10 ed è stata attribuita una relativa rendita catastale. Su questa il mio commercialista mi ha calcolato l'Imu che ho appena provveduto a pagare. Parlando con altri proprietari di terreni, però, mi sono sorti alcuni dubbi, pertanto avrei bisogno di rassicurazioni.. Insomma, devo preoccuparmi o è tutto ok? Grazie,
Francesco

Caro Francesco,
innanzitutto complimenti per la chiarezza con cui ha riportato il suo caso, che credo possa essere simile a quello di molti altri lettori. In effetti, il Decreto Salva Italia ha stabilito che anche i fabbricati rurali fossero soggetti al pagamento dell'imposta IMU e pertanto ha reso obbligatoria (entro il 30 novembre 2012) l'iscrizione degli stessi al Catasto edilizio urbano (invece di quello terreni) con l'obiettivo di non far sfuggire alcun immobile al pagamento dell'IMU.
Per il calcolo esatto della tassazione IMU che ha dovuto pagare entro il 17 dicembre, il suo commercialista avrà fatto riferimento alle aliquote stabilite dal suo comune per questa specifica tipologia. La legge nazionale aveva agevolato gli immobili rurali strumentali (ovvero depositi, fienili, stalle con categoria D/10, se utilizzati direttamente o come nel suo caso concessi in affitto a chi svolge l'attività di agricoltore) prevedendo un'aliquota dello 0,2%, che i Comuni potevano anche ridurre allo 0,1% (aliquota dello 0,0% per i comuni facente parte delle Comunità Montane). La condizione essenziale, quindi per usufruire dell'agevolazione, è quella di un utilizzo del capannone e dei terreni per attività agricola. Pertanto, se al suo immobile fosse stata attribuita una rendita di 250 euro, si sarebbe ritrovato a pagare tra i 44 ed i 22 euro a seconda della generosità del suo comune.
Derivante dal seguente calcolo:
367,50 x(rendita + rivalutazione del 5%)
60 (coefficiente relativo alla categoria catastale D) =
____________________________________
22.050 (base imponibile) x 0,2% = 44
22.050 (base imponibile) x 0,1% = 22

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • arturo

    Buonasera dott.ssa Tulipano,
    sono proprietario di un edificio D 10 con terreno di 1,5 ettari.
    Ho avuto una proposta di affitto e questo mi pone dei problemi
    per la tassazione cui sarei soggetto: insieme a mia moglie, in
    separazione dei beni arriviamo a 45000 euro l'anno.
    Che tipo di contratto mi consiglia per non fare andare in fumo
    quasi tutto? Proposta di affitto 1500 euro mensili.
    E un contratto in deroga alla legge agraria è consigliabile per
    una durata meno biblica?
    Grazie per il suo responso,
    cordialmente
    Arturo

  • Gentile Arturo, purtroppo non ha molta scelta, se affitta il terreno agricolo e come pertinenza l'immobile strumentale all'attività deve stipulare un affitto per terreni e dovrebbe rivolgersi ad un'associazione di categoria degli agricoltori per avere assistenza sulla stesura del contratto. Mentre se affitta solo il bene strumentale allora potrebbe stipulare un 6 +6 e il reddito verrebbe assoggettato ad irpef con deduzione del 5% e scontando quindi la relativa aliquota.

  • Gentile Antonio , in realtà l evarie modifiche non avevano escluso dall'applicabilità dell'imu gli immobili produttivi, fatta eccezione solo per gli immobili rurali strumentali alla conduzione delle attività agricola iscritti a catasto nella categoria D/10. Credo però che il suo commercialista applichi l'aliquota prevista dal suo comune basandosi sul non utilizzo diretto da parte sua, che non può considerare quindi tale immobile come strumentale; cosa che dovrebbe valere per sua madre.

  • Antonio

    Salve
    avrei necessità di chiedere se quanto scritto nell'articolo si continua ad applicare oggi e se si applica pure al mio caso che descrivo di seguito:

    -ho ereditato da mio padre un immobile D10 in misura di un terzo, gli altri due terzi sono stati ereditati da mia madre e mia sorella
    -io non sono un coltivatore diretto, mentre mia madre lo è
    -mia madre coltiva la terra su cui insiste l'immobile che è stata erditata allo stesso modo dell'immobile, per cui io sono proprietario di un terzo
    -per il calcolo dell'IMU il mio consulente ha usato un'aliquota del 10,6

    La ringrazio anticipatamente

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