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Il vantaggio di trasferirsi per lavoro e vivere in affitto.

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Aprile 18, 2014
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Dopo aver scritto delle detrazioni previste a favore degli inquilini che spostano la residenza in un immobile in affitto per ragioni di lavoro, andiamo ad analizzare nello specifico quando queste detrazioni sono applicabili, cosa succede nel caso di contratto cointestato con altre persone e soprattutto se posso sommare o meno tale detrazione ad altre agevolazioni fiscali; rispondendo, quindi, alla curiosità di un nostro attento lettore.

Gentile esperto,
ho trasferito la mia residenza a Roma da quasi un anno e sono arrivato in questa grande città perché la mia azienda, succursale di una grande società a Roma, ha deciso di tagliare alcuni costi e quindi ha dovuto rinunciare alle sedi dislocate nella tranquilla provincia (io sono di Forlì). Insomma, da Forlì sono stato trasferito a Roma e naturalmente ho cercato e per fortuna trovato un immobile in affitto. Considerando le mie esigenze e i costi degli affitti a Roma ho pensato bene di dividere le spese con altre due persone: uno è un mio collega e l'altro uno studente universitario che viveva già in questa casa. Ora, avendo scoperto molto piacevolmente di aver diritto almeno ad una sorta di compensazione per questi sacrifici, le chiedo:
• Nella dichiarazione dei redditi che andrò a presentare a breve posso portare in detrazione l'intera somma a cui ho diritto o devo portarne in detrazione solo un terzo, relativo alla porzione che pago di affitto?
• Vivo a Roma da giugno 2013, quindi devo considerare l'intera detrazione o la metà?
• Abbiamo un contratto a canone agevolato di 3 anni + 2 per il quale l'agente immobiliare mi ha detto avrei avuto diritto ad una detrazione, posso sommare le due agevolazioni?
Grazie!
Alessio

Caro Alessio,
conosciamo bene il comfort di vivere in provincia, ma sicuramente una grande città come Roma sa offrire grande opportunità. Innanzitutto quella di lavoro nel suo caso che ben rispecchia l'attuale situazione degli inquilini italiani che proprio nella grande città sperimentano la convenienza della condivisione. A tale convenienza si aggiunge quella delle detrazioni previste per lavoratori dipendenti che si trasferiscono per lavoro. Da quanto ci ha scritto lei ha tutte le caratteristiche per usufruirne:
• Titolare di un contratto di locazione legale;
• Trasferimento della residenza nel nuovo comune entro i tre anni previsti (la detrazione può essere richiesta entro tre anni dalla data di cambio della residenza);
• Provenienza da un comune, Forlì, che fa parte di una regione diversa.

Detto questo, proviamo a rispondere con ordine ai suoi dubbi:
La detrazione va suddivisa tra i cointestatari del contratto e ognuno dovrà riferirsi al proprio reddito complessivo per scegliere tra la detrazione di 991,60 prevista per i redditi fino a 15.493,71 euro e quella di 495,82 per redditi oltre i 15.493,71 ma non superiore a 30.987,41 euro. (oltre tale cifra l'agevolazione non è prevista). Nel suo caso specifico, però, poiché l'agevolazione è prevista per la particolare condizione di essere lavoratore dipendente traferito per motivi di lavoro, lei dovrà suddividerla solo con il suo collega che si trova quindi nella sua stessa condizione, non con lo studente che non ne avrebbe titolo. Ovvero lei potrebbe portare in detrazione il 50% di 996,60 o di 495,82 euro.
La detrazione è rapportata al periodo dell'anno in cui l'immobile preso in affitto è stato usato come abitazione principale. Per esempio: se il contratto è partito dal 01/06/2013 per quest'anno dovrà calcolare la detrazione sui 7 mesi: se dividiamo i 991,60 per 12 mesi, possiamo poi moltiplicarli per 7 e ottenere la detrazione di 578,43 euro.
Le detrazioni non sono tra loro cumulabili, ma va scelta quella per lei più conveniente. Quindi l'agente immobiliare che le ha fatto sottoscrivere il contratto d'affitto ha pienamente ragione nel dirle che sono previste agevolazioni anche per gli inquilini che stipulano un contratto a canone concordato e stabiliscono qui la propria abitazione principale; ma in questo caso non può sommare le due agevolazioni. Semplicemente, poiché le detrazioni relative al trasferimento valgono solo per i primi tre anni, potrà poi per gli anni residui usufruire delle detrazioni relative alla sua tipologia di contratto.

Credo possa essere utile specificare, a proposito di detrazioni Irpef, alcuni ulteriori punti:
1. Se la detrazione a cui si ha diritto dovesse risultare superiore all'imposta Irpef da versare, è riconosciuto un credito d'imposta pari alla cifra d'incapienza.
2. I soggetti che non hanno reddito non possono però usufruire di tale detrazioni e tanto meno calcolare il credito che deriva in questo caso dall'importo della detrazione che non può trovare capienza.
3. Quando parliamo di lavoratori dipendenti si intendono coloro che sono titolari di un contratto da dipendenti, escludendo collaboratori coordinati e continuativi, oltre che i titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.
4. Le detrazioni spettano all'intestatario diretto del contratto e quindi non sarebbe possibile usufruirne se il contratto fosse intestato a familiari fiscalmente a carico.
5. Tali detrazioni non sono cumulabili con i "contributi fondo affitti", salvo espressa indicazione dei bandi regionali che spesso prevedono l'erogazione di tali fondi al netto della detrazione d'imposta goduta.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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