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Imu, Tasi e gli acconti di giugno! Il calcolo si complica, le informazioni si moltiplicano. Facciamo un esempio?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Giugno 18, 2015
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Per quanto il mese di giugno abbia tanti motivi per essere tra i più amati dell'anno, in primis l'arrivo dell'estate, ne ha quasi altrettanto per essere un mese molto odiato. Le scadenze di giugno sono da sempre molto numerose e negli utili anni si sono aggiunte quelle Imu e Tasi a complicare la vita dei contribuenti. Molti si rivolgono ai propri commercialista o Caf di fiducia per capire quanto pagare, molti comuni usano i siti internet per offrire ai cittadini un servizio di calcolo on line, noi proviamo a fare un esempio, con la città di Verona, augurandoci possa essere esplicativo e chiarificatore per molti.

 

Proviamo quindi, a prendere come modello due tipiche situazioni (una abitativa ed una commerciale) in cui siamo certi si ritroveranno molti dei nostri utenti.
Il primo caso è quello del proprietario della propria prima casa, di quell'alloggio che utilizza come abitazione principale del suo nucleo familiare, proprio come da esatta definizione del concetto di abitazione principale*.

1. Proprietario di un'unità abitativa, nel comune di Verona, classificata come A/3 con una pertinenza, con rendita catastale di 826 euro. Esente da Imu, questo proprietario dovrà calcolare l'aliquota Tasi del 2,5 per mille. Quindi alla base imponibile data dalla rendita catastale di 826 euro applica la rivalutazione del 5% arrivando alla cifra di 867,30 e la moltiplica per 160 (coefficiente fisso per immobili abitativi), arrivando a 138.768 euro. Su questa base applica il 2,5 per mille ed ottiene una Tasi totale di 347 euro. Questa cifra verrà versata al 50%, 174 euro, entro giugno e altrettanto entro novembre.


Il secondo caso è quello del proprietario che concede in affitto il suo immobile abitativo e sceglie un contratto a canone concordato, per il quale potrà avere una tassazione agevolata.
2. Proprietario che affitta l'immobile con contratto a canone concordato, l'immobile classificato A/3 con rendita catastale di 826 euro ad un inquilino che lo utilizza come propria abitazione principale. In questo caso pagherà l'Imu con aliquota del 4,6 per mille sulla stessa base imponibile (826 + 5 % *160, ovvero 138.768 euro). Quindi 638 euro, di cui 319 a giugno e altrettanto a novembre. All'Imu si aggiunge la Tasi che il comune di Verona fissa nell'aliquota del 2 per mille, attribuendo il 70% al proprietario ed il 30% all'inquilino. Quindi altri 278 euro totali come Tasi, di cui 195 euro a carico di questo proprietario e 83 euro a carico del suo inquilino. Il proprietario del nostro esempio 2 a giugno paga 319 (Imu) + 98 (Tasi), ovvero 417 euro di imposte. Il suo inquilino ne pagherà 42 a giugno e altrettanto a novembre.


Il terzo caso che esaminiamo è quello di un proprietario di un negozio che svolge all'interno dello stesso la propria attività. Quindi un contribuente che non paga un canone, ma non è esentato dalle imposte.
3. Proprietario di un negozio, accatastato C/1, con rendita catastale di 1.052 euro e utilizzato direttamente per lo svolgimento della propria attività. In questo caso il comune prevede il pagamento di Imu con aliquota di 8,4 per mille e Tasi del 2,5 per mille. Per un immobile C/1 il calcolo della base imponibile prevede la rivalutazione della rendita del 5% (1.052 +5%= 1.105) e la moltiplicazione per un coefficiente fisso di 55, quindi per un totale di 60.775; determinando l'Imu di 511 euro + Tasi di 152 euro.


Quarto ed ultima casistica presa in esame è quella del proprietario di un fondo che lo concede in affitto e quindi riceve un reddito da tale bene, ma dovrà anche pagare delle imposte sullo stesso.
4. Proprietario di un negozio, accatastato C/1, con rendita catastale di 1.052 euro e concesso in affitto. In questo caso è prevista la sola Imu con aliquota massima del 10,6 per mille da applicare alla base di 60.775 euro; determinando un importo dovuto di 644 euro.

Insomma, un po' di casistiche e di calcoli da fare.. per tanti tributi da pagare!

 

*L'abitazione principale (art. 13, comma 2, D.L. 201/2011): ai fini dell'imposta municipale propria è abitazione principale l'immobile iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare: nel caso in cui più unità immobiliari siano utilizzate contemporaneamente come abitazione principale, solamente una a scelta del contribuente potrà considerarsi, ai fini del tributo, abitazione principale,. Nell'immobile il possessore e il suo nucleo familiare devono avere contemporaneamente la dimora abituale e la residenza anagrafica. La normativa vigente vieta di ritenere abitazione principale l'unità immobiliare in cui si dimora abitualmente ma nella quale non si ha la residenza anagrafica. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano ad un solo immobile.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • Tiziana Trinchieri

    Mia sorella è proprietaria di una casa situata nel Comune di Roma. E' stata trasferita per lavoro e ha la residenza anagrafica nel Comune di Perugia . Abita nella casa ereditata da mio padre e della quale noi tre figli abbiamo quota di possesso del 22,22% e nostra madre 33,33 (siamo quindi tutti proprietari). Fino al suo trasferimento la casa era messa a disposizione. Deve pagare la Tasi della casa di Roma? Aggiungo che ha concesso in comodato d'uso gratuito la casa di Roma ad un parente (nè genitore nè figlio) che dimora abitualmente nella casa. In questo caso cambia qualcosa per il pagamento della Tasi? La ringrazio e resto in attesa di una sua risposta.

  • Buongiorno Tiziana, anche per sua sorella, quindi, quella casa non è più l'abitazione principale, e quindi la tasi va calcolata come su un immobile a disposizione.

  • renzo

    Buongiorno dottoressa , vorrei donare la mia abitazione (prima casa) a mio figlio già proprietario e residente stesso comune di una casa. Si può ottenere che la casa ottenuta da lui per donazione -una volta stipulata a suo favore- possa diventare la prima e la precedente la seconda da affittare con canne concordato al 10% ? Sulla casa che otterrebbe in donazione, mio figlio si accollerebbe un residuo mutuo ipotecario. Potrebbe scaricarsi gli interessi sul 730 (ovviamente se questa diventasse la prima casa?). Grazie infinite

  • Buongiorno Renzo, dal punto di vista fiscale e quindi di pagamento delle imposte è possibile che la nuova casa donata diventi la prima casa e l'altra, affittata, una seconda casa; dal punto di vista del mutuo, invece, deve verificare che sia possibile far risultare per suo figlio questo mutuo come mutuo prima casa e a quel punto se possibile, trasferendoci la residenza, poter scaricare gli interessi.

  • Gentile Maria Pia direi che dovrebbe avere una sentenza che definisce tale delibera irregolare; altrimenti entrerebbe in contenzioso con il comune.

  • maria pia

    il comune di grosseto con una delibera ha deciso che un terreno agricolo diventasse edificabile,questo nel 2012;sono passati tre anni e non c'è nessun progetto edificativo.Il mio commercialista mi ha consigliato di non pagare l'imu (cifra considerevole) perchè la delibera non è regolare.Cosa ne pensa?Se non so paga cosa può succedere? grazie della risposta

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