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Muffa e umidità: come fare a liberarsi del problema o solo del contratto d’affitto?

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Febbraio 13, 2014
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Sarà la stagione, sarà che non ci sono più le case di una volta.. sta di fatto che purtroppo sono tanti, inquilini e proprietari, a ritrovarsi con il gravoso problema della muffa. Pareti che si coprono di strane escrescenze, odori indelebili ed una spiacevolissima sensazione di umidità che permane nonostante i tanti rimedi (casalinghi o professionali) che si mettono in campo. Ma la questione che preme i nostri lettori è soprattutto: quale rimedio dal punto di vista del contratto? Continua ad essere valido oppure l'inquilino può chiedere la risoluzione immediata senza preavviso?

Buongiorno,
le rubo qualche minuto per raccontarle la mia storia e capire se ho meno modo di intervenire e di venirne a capo.
Abbiamo un contratto di affitto regolarmente registrato dall'ottobre 2010. L'appartamento è stato visionato trovato in buono stato imbiancato.
Dal 1 novembre 2010, prima pioggia, è emersa la muffa in camera da letto, bagno e sala.
Dopo varie richieste di intervento, tutte documentate via mail, il proprietario decide di installare dei pannelli isolanti e di rimbiancare. (GENNAIO 2011)
La situazione sicuramente è migliorata, ma nell'inverno successivo la muffa si ripresenta, in minor quantità ma è li sopra la mia testa ogni notte. Nel frattempo vi è anche stata una scarsa funzionalità del sistema di riscaldamento.
La nostra casa viene invasa da esperti che all'unanimità dicono e dichiarano che vi è un problema strutturale di areazione della facciata (purtroppo non ho io le relazioni degli architetti).
Il proprietario di casa nel frattempo è in conflitto con l'amministratore perché vuole un rimborso spese.
Ora lo scorso novembre abbiamo dato ufficiale disdetta al contratto di locazione, non voglio più spendere un sacco di soldi per vivere e convivere con la muffa.
Voglio però capire se posso intervenire in una delle seguenti cose:
• avvalermi della facoltà della risoluzione del contratto per vizi dovuti all'immobile
• chiedere una riduzione del canone di locazione (1578 c.c) con relativo rimborso delle quote versate e risarcimento dei danni derivanti dai vizi stessi
• far intervenire la ASL e dichiarare insalubre l'abitazione.
La ringrazio per quanto mi saprà dire,
La ringrazio
Saluti
Monica

Gentile Monica,
ha pienamente ragione quando sostiene che la questione principale è quella di capire se si trova di fronte ad una situazione di vizio, ovvero difetto strutturale dell'abitazione o ad una situazione di "caso fortuito", creatasi in seguito a danni arrecati all'immobile a causa di infiltrazioni esterne, età dello stabile, mancanza di manutenzione.
Se pensiamo ad un vizio dell'abitazione, quindi ad un difetto strutturale, dovuto al materiale con cui è stato costruito, ad esempio, allora gli elementi importanti da analizzare sono:
• che tale vizio deve impedire o ridurre notevolmente il godimento dell'immobile in affitto, concesso, da contratto, allo scopo di venire usato come abitazione;
• deve trattarsi di un vizio che, al momento della stipula del contratto, non era conosciuto o facilmente riconoscibile dall'inquilino, usando l'ordinaria diligenza.
Se il vizio contestato, quindi, ha entrambe le caratteristiche, allora lei, come indicato dall'articolo 1578 del Codice Civile, può scegliere tra due soluzioni:
1. chiedere la risoluzione del contratto di locazione, immediata senza necessità di rispettare il termine dei tre o sei mesi previsti da contratto;
2. oppure chiedere la riduzione del canone di locazione.
Oltre a ciò lei può agire nei confronti del proprietario per richiedere il risarcimento dei danni derivanti dai vizi stessi; non potrebbe, invece, pretendere l'esecuzione di lavori di manutenzione dell'immobile, né eseguire direttamente le riparazioni.

Se invece non parliamo di un vizio strutturale, ma di un "caso fortuito" risolvibile con dei lavori di ristrutturazione (se ad esempio le infiltrazioni di cui parla non fossero dovute alla vetustà dell'immobile o al materiale usato, bensì alla rottura di una tubazione) allora l'obbligo dell'inquilino è di avvertire il proprietario affinché provveda a far eseguire i necessari lavori di riparazione. Se il proprietario è disponibile a far eseguire le riparazioni, l'inquilino deve sopportare tali lavori, anche se questo implica una riduzione del godimento del bene concesso in affitto. Se tale limitazione dovesse durare per oltre 1/6 della durata della locazione o comunque per più di 20 giorni, l'inquilino può chiedere una riduzione del canone proporzionata alla durata delle riparazioni ed al mancato godimento del bene (in nessun caso è consentito all'inquilino di autoridursi il canone).
Se il proprietario, però, decidesse di non intervenire e di non voler sostenere le spese di riparazione, allora l'inquilino può scegliere tra:
l'esecuzione forzata in forma specifica degli obblighi di fare (in questo modo potrebbe costringere il proprietario ad eseguire i lavori di riparazioni);
oppure chiedere la risoluzione del contratto per inadempienza del proprietario (quando parliamo di una grave inadempienza).
Anche in questo caso, a prescindere dalla scelta, l'inquilino ha diritto a chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Riportiamo un po' di articoli del Codice Civile utili
1578 Vizi della cosa locata
Se al momento della consegna la cosa locata è affetta da vizi che ne diminuiscono in modo apprezzabile l'idoneità all'uso pattuito, il conduttore può domandare la risoluzione del contratto o una riduzione del corrispettivo, salvo che si tratti di vizi conosciuti o facilmente riconoscibili (1580, 1581).
Il locatore è tenuto a risarcire al conduttore i danni derivati da vizi della cosa, se non prova di avere senza colpa ignorato i vizi stessi al momento della consegna (1494).

1580 Cose pericolose per la salute
Se i vizi della cosa o di parte notevole di essa espongono a serio pericolo la salute del conduttore o dei suoi familiari o dipendenti, il conduttore può ottenere la risoluzione del contratto, anche se i vizi gli erano noti, nonostante qualunque rinunzia (1229, 1578, 1579, 1581).

1460 Eccezione d'inadempimento
Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria, salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto.
Tuttavia non può rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • Roberta

    Gentilissima Isabella,
    Le scrivo in quanto ho un grave problema di muffa nella casa dove sono in affitto.
    A prescindere che lo stabile era nuovo quando siamo entrati noi nel 2011; ci sono di 5 piani e molte famiglie si lamentano per lo stesso problema. Una vicina ha persino contattato il costruttore, il quale ha ammesso le sue colpe e lei si è fatta sistemare diverse cose in casa a spese di lui.
    Tuttavia, non voglio dilungarmi per annoiare, ma abbiamo avvisato il proprietario che ci ha dato ragione e ci ha pagato la tinteggiatura data da professionisti con materiale tecnologico antimuffa. Due giorni dopo la fine dei lavori, il muro trasuda; allora l'ho fatto presente al proprietario il quale ha chiamato l'avvocato per chiedere poi i danni al costruttore. Invece ci ha fregati perché, dopo avergli comunicato che avevamo comprato un deumidificatore (quello in dotazione sul soffitto di casa, non ha mai funzionato seppur fosse stato sempre acceso), ha girato la frittata a suo favore facendo scrivere dal suo avvocato che, siccome con il deumidificatore acquistato avevamo risolto la situazione (assolutamente falso!!), allora in automatico la colpa era nostra e voleva indietro i soldi spesi per la decorazione della camera.
    E si è rifiutato di mandare un tecnico per verificare danni e colpe.
    A parte che siamo riusciti ad ottenere la disdetta di preavviso per andarcene (noi ce ne andremmo immediatamente se trovassimo, ma purtroppo la ricerca non è facile perché in questo periodo c'è poco e niente e quello che si trova è esageratamente caro), vorrei chiedere i danni materiali e morali per quello che stiamo subendo (e non specifico in che condizioni siamo costretti a vivere, ma eventualmente non abbiamo nemmeno nessuno che ci possa ospitare!!).
    La mia domanda è questa: se chiamassi l 'ASL, dato che in questi giorni sto lavorando per pulire la muffa che si è ricreata in tutte le stanze ( compresa la camera che pochi mesi fa era stata decorata dal professionista), loro sono comunque in grado di valutare l'insalubritá degli ambienti o, per farlo, deve esserci muffa ovunque?
    Perché non vorrei pagare inutilmente un sopralluogo, di cui, oltretutto, dovrei anticipare le spese.
    Questa situazione va avanti dall'anno scorso: la muffa si crea e la distruggiamo, tutto così. Io ho una bimba piccola e non posso permettermi di avere muffa per troppo tempo in casa. Già l'anno scorso ho dovuto tenerla per farla vedere a uno e all'altro.
    Oltretutto mio marito si è preso la polmonite lo scorso inverno (ci sono i referti), per tenere le finestre aperte tutto il giorno!!!! Come ci avevano detto loro di fare! (Io prima aprivo quotidianamente, ma nella norma).
    Infatti, grazie ai loro consigli, dopo mesi di apertura finestre tutto il giorno, non è cambiato niente. ?
    Un'ultima cosa: per dimostrare le nostre ragioni (dato che non siamo proprietari, mentre la mia vicina che lo è, ha ottenuto subito quel che le spettava), ci sono altre vie (oltre all'asl)? Consideri che io ho tutto documentato, con tanto di foto (muffa sui muri, armadi, roba pulita negli armadi).
    Grazie Isabella per il suo prezioso aiuto e scusi per il disturbo.
    Buon lavoro!
    Roberta

  • Gentile Roberta, sicuramente la Asl se disponibile al sopralluogo potrebbe valutare lo stato di abitabilità o bene del bene; inoltre potrebbe chiedere il parere di un tecnico, un ingegnere solitamente, che possa accertare la natura del vizio:; quindi se strutturale il proprietario o interviene facendo lavori che vanno a risolvere definitivamente il problema, oppure potete chiedere la risoluzione immediata del contratto e valutare la richiesta di risarcimento dei danni.

  • Gabriella Delgado

    Buongiorno racconto la mia storia..spero di essere aiutata...
    Ho presso una casa ad'aprile dal 2016 ho dato tutto quello che chiede il proprietario..ho pagato agenzia...e tutto quanto..dopo 10 giorni mi esce acqua dalla cameretta dal bambino..esce acqua dal box del bagno anche dal pavimento quindi chiamo al proprietario spiegando i problema,arriva il idraulico e me lascia senza doccia per due giorni..dopo dieci giorni il water...acqua di dietro..di nuovo arriva il idraulico..lo soluziona..dopo 15 giorni acqua dal vide dal pavimento..io no c'e la faccio piu che praticamente vorrei vivere tranquilla ma sempre c'e in casa un idraulico no ostante il acqua se no che inizia a fare la muffa nella cameretta dal bambino perché dal box aveva fatto infiltrazione dal muro..li spiego al proprietario che appena entrata in casa devo passare tutti questi problema peggio ancora ancora con un bambino di tre anni,allergico..la casa essendo umida era talmente fredda essendo anche un piano terra no posso lasciare tanto tempo aperta le finestre perche se no mi entrano in casa..le apro quando sono in casa..pero no posso tenerle aperte perche c'era piu freddo dentro che fuori allora dovevamo coprirci di piu perche questo anno hanno spento i calorifero prima..il mio proprietario arriva in casa presto al mattino le finestre gocciolavano e lui voleva che a quel ora alle 9 dal mattino freddo fuori doveva tenere le finestre tutto il giorno aperto con un bambino piccolo..ho chiesto al proprietario che volevo andarmene via perché la casa era in vivile e chiedevo la mia cauzione anche i soldi della agenzia e i soldi dal affitto avanti perche me ha fatto abitare nel disaggio...lui dicendo che la cauzione me la consegnava pero i altri soldi no...
    ho cercato l'avvocato pero invece di essere aiutata loro vogliono in audience con il proprietario..io chiedevo solo la mia cauzione e tutto per cambiare di casa anche perche devo comprare tutti i mobili perche se stanno iniziando a uscire la muffa dai mie mobili..io chiedevo solo 3500 euro basta pero le mie avvocate hanno chiesto di più senza la mia autorizzazione e il mio proprietario no accettato perche loro hanno chiesto 7500 euro..e lui solo vuole darmi 1500 che con quello no posso prendere una casa..pero allora io chiedo perche no fanno le impossibile le mie avvocate se noi siamo nella ragione perche dopo un messe di vivere in casa succede tutto questi problema..voglio fare entrare ALL'ASL pero no trovo il numero perche il mio proprietario no si sta comportando bene..lui vuole che continuo a pagare il affitto abitando in questa condizione..vorrei un consiglio di come potere fare gia che mio figlio essendo allergico ha la tosse sempre e no può dormire alla notte..grazie

  • Gentile Gabriella se la situazione che vive, da quello che descrive, rappresenta un grave vizio della cosa locata che le impedisce di vivere ora lei può chiedere una risoluzione immediata del contratto, la restituzione del deposito, per eventuali rimborso danni forse potrebbe rivolgersi ad un'associazione di categoria come Sunia o Sicet.

  • silvia

    Ciao a tutti ho bisogno di un aiuto per chi si fosse ritrovato o sapesse qualcosa in merito alla mia spiacevole situazione..
    Ho dato disdetta un paio di mesi fa di una casa in affitto che quest estate risultava essere invivibile per il caldo infernale proveniente da un lucernaio vecchio in corridoio per la maggiorparte, e pensando già ai problemi di isolamento che avrei potuto avere in inverno... è così è stato. Nonostante i termosifoni siano accesi tutto il giorno la temperatura si aggira sotto i 15 gradi (quando si parla esce il fumo dalla bocca come se si fosse all esterno per intendersi) e quindi sono ritornata a vivere dai miei pagando una casa inutilmente.
    Avrei davanti ancora altri 4 mesi di affitto avendo il contratto con preavviso di disdetta di 6 mesi .. la titolare si appiglia al fatto che nessuno prima di me si sia mai lamentato (casa disabitata da 3 anni ..chissà come mai) e che se la caldaia non avesse problemi lei non mi deve niente e io sono costretta a pagare.
    Ho letto in merito all articolo 1578 che è possibile ottenere disdetta immediata della casa per gravi motivi. Ora chiedo..essendo invivibile per il freddo e sentendomi presa in giro per le risposte arroganti date di fronte ad un problema reale...come posso tutelarmi e non pagare una casa invivibile per altri 4 mesi?
    Aggiungo oltre al freddo l umidità della casa ..dal "meraviglioso" lucernaio del corridoio cadono gocce d acqua e mi sono sentita rispondere dalla titolare che è normale se ogni volta che passa dalla mia via vede le finestre di casa chiuse!!!! (è gennaio sicuramente non tengo le finestre aperte tutto il giorno magari!
    Sotto il mio appartamento sono presenti degli uffici sempre di sua proprietà non affittati da anni e con le finestre piene di condensa quindi potete immaginare che temperatura e umidità siano presenti da me grazie anche grazie a questa ulteriore cosa..e lateralmente la casa è esposta su tre lati all esterno non avendo nessuno che mi ripari.
    Ho modo di essere tutelata da una legge?
    Grazie per l attenzione

  • Gentile Silvia l'articolo del codice civile a cui fa riferimento parla di grave vizio della cosa locata, quindi se lei potesse tramite un tecnico dichiarare in qualche modo l'inagibilità dell'appartamento allora potrebbe chiedere la risoluzione immediata; al limite poi andando via prima della scadenza dei 4 mesi potrebbe coprire le richieste della proprietaria con l'eventuale deposito versato.

  • luigi

    Isabella, mi è sorta in mente un'altra domanda: il mio contratto scadrà a novembre, ed è un 2+2, se volessi recedere devo comunque avvisare il proprietario a maggio con raccomandata, o come nelle assicurazioni arrivati al giorno di scadenza o mi pare poco prima, basta comunicare al proprietario che non si intende rinnovarlo?

    Inoltre nel mio contratto è indicato che essendo un 2+2 arrivati al secondo anno si può rinnovare a condizioni diverse, quindi se il locatore mi aumentasse il canone, e me lo dicesse solo in quel momento o comunque non con 6 mesi di preavviso, posso io quando vengo a conoscenza di questa proposta semplicemente comunicare la mia volontà a recedere perchè non accetto le nuove condizioni?
    O non avendo dato io preavviso sono obbligato ad accettare il rinnovo per almeno 6 mesi (nel momento in cui accetto per es. do disdetta) ma alle condizioni precedenti?
    Se invece lui mi informasse della cosa con preavviso di 6 mesi, tra i tempi tecnici di arrivo sua raccomandata e invio della mia (es. si perde un mese) io sarei fuori tempo massimo per comunicare la mia volontà a recedere perchè non accetto le nuove condizioni, anche qui quindi sono obbligato ad accettare per almeno 1 mese rinnovandolo alle vecchie condizioni?

  • Gentile Luigi il suo contratto presenta molte anomalie, prima fra tutte la durata di due anni non contemplata e la possibilità di aumentare il canone al rinnovo, cosa non possibile se non stipulando un nuovo contratto. In ogni caso le consiglierei, se lei ha già la volontà di lasciare l'immobile a scadenza, di inviare la raccomandata di recesso in modo da essere più che in regola nei confronti del proprietario.

  • Luigi

    La mia ragazza che vive con me soffre inoltre di asma e il proprietario ne era stato informato. Il problema riveste pertanto gravita maggiore.

    Chiedo scusa per degli errori grammaticali, su verbi ecc. Ma col telefono non mi trovo a mio agio a scrivere.
    Luigi Cirillo

  • Luigi

    Salve,
    Mi chiamo luigi cirillo e risiedo in prov. Di torino. A novembre 2014 ho preso in affitto con contratto 2+2 un appartamento ma da circa un mesetto ho scoperto che c'è della muffa sui muro ad altezza uomo o comunque verso il basso (molto strano) e sotto il davanzale delle finestre con infissi in alluminio. Il muro è totalmente esposto.
    Non so se sia vizio strutturale o caso fortuito come infiltrazioni.
    Nè il proprietario vuole fare nulla per rimediare. Mi ha solo detto che non può far nulla e io devo usare la candeggina per pulire e che anche in casa sua ogni sei mesi deve far così perché si forma muffa in bagno.
    Le domande sono:
    Posso recedere dal contratto per gravi 1) motivi?lva casa è insalubre benché le zone colpite erano per ora molto limitate tipo 50 cm quadrati, e benché ora ho pulito anche se ho le foto ma comunque il proprietario non può verificare attualmente ciò che dico, tuttavia bastano le foto a parer mio.
    2) posso recedere senza dare il peeavviso di sei mesi ma dando comunque comunicazione scritta via raccomandata della mia intenzione a lasciare lo stabile? Siccome lui per me è inadempiente a mantenere lo stabile in condizioni idonee all'utilizzo per cui è stato locato mi sentirei im diritto di fate altrettanto non adempierndo all'obbligo del preavvsio.
    3) posso chiedere comunque la restituzione della cauzione in caso di mancato preavviso?
    4) nella casa c'era um lavabo in bagno e un lavandino su muretto in gasbeton in cucina. Devo ripristinarli per ottenere la cauzione?
    4a) Se ripristino ma non do il preavviso la potrò riottenere la cauzione?
    4b) se non ripristino verrà trattenuta tutta la cauzione o solo in parte? Se solo parzialmente in che misura?
    5) posso chiedere i danni al proprietario?
    5a) in che modo? Facendo causa?
    5b) anche se vincessi dovrei comunque pagare delle spese legali e in ogni caso prima della sentenza docrei anticiparle vero?

    Spero di aver spiegato chiaramente tutto e ricevere presto riscontro? .

  • Buongiorno Luigi, diciamo che lei potrebbe dare disdetta immediata, chiedendo quindi una risoluzione per grave vizio dell'immobile e quindi senza rispettare il preavviso; deve però, per chiedere indietro il deposito, ripristinare lo stato dell'immobile iniziale. Rispetto alla causa di risarcimento danni dovrebbe comunque dimostrare di averne subiti e se non parliamo di cifre troppo alte non so quanto una causa possa mai essere conveniente.

  • luigi

    Scusi dimenticavo, a che legge o riferimento normativo mi devo appellare o devo riportare nella lettera di disdetta?
    I sei mesi decorrono dalla data di invio / timbro ufficio postale, non da quella di ricevuto di ritorno, giusto?

  • Il recesso dell'inquilino è regolato dall'rticolo 1613 del codice civile e dall’articolo 3, comma 6 della Legge n. 431 del 1998. La disdetta ha validità a partire dalla data di ricezione della raccomandata.

  • i riferimenti sono quelli; il primo come lei ha trovato specifica la possibilità di limitare il periodo di preavviso per i soli dipendenti pubblici; l'ltro chiarisce che il preavviso (salvo diverso accordo) è di sei mesi. L'altra eccezione è rappresentata dal vizio dell'immobile di cui parlavamo che trova regolato dal Dispositivo dell'art. 1578 Codice Civile.

  • luigi

    ciao Isabella, scusa, ho cercato l'art. 1613 del codice civile ma esso parla sul diritto degli impiegati pubblici di recedere dal contratto a causa trasferimento...
    http://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quarto/titolo-iii/capo-vi/sezione-ii/art1613.html
    forse volevi indicarmi un altro articolo?
    l'art. 4 della legge 392 del 27/07/1978 fa al caso mio nonostante è indicato in pratica che anche se vi sono gravi motivi occorre dare 6 mesi di preavviso?
    ne hai altri da consigliarmi?

  • luigi

    grazie mille Isabella.

  • luigi

    Grazie Isabella,
    difficile quantificare i danni, ma non era il mio scopo principale quello.
    Più che altro mi interessava potermene andare via subito, ma ho sempre la paura che siccome la muffa non si è estesa molto (è stata mia cura non farla avanzare) e siccome è sempre difficile accertarsi della causa della comparsa di tale muffa (vorrei proprio capire come si fa a dire con certezza che è vizio dell'immobile es. non isolato correttamente, oppure caso fortuito es. pioggia che è ha rovinato un muro o tubatura che si è rotta... o che è colpa mia perchè non ventilavo "correttamente" o perchè per un periodo la temperatura è stata tra i 14 e i 16 gradi massimo in tale camera e comunque non per colpa mia ma perchè la caldaia arrivava a 42° max. e poi infatti il proprietario l'ha sistemata) in qualche modo poi il proprietario riesca a farmi pagare le mensilità del mancato preavviso!
    Sa com'è, se lui chiama il suo perito di fiducia che gli dà ragione, io devo chiamarne uno a mia volta spendendo soldi, e poi la cosa va per le lunghe, probabilmente non si finisce in tribunale ma io che sono la parte economicamente debole (non ho risparmi per affrontare queste cose) come posso gestire la cosa?
    Senza contare che magari ingiustamente si trattiene la cauzione..
    Quindi credo darò comunque il preavviso di 6 mesi, e proverò a richiamare i gravi motivi di insalubrità (nonostante lui mi abbia detto che non c'è mai stata muffa in quella casa, gli altri alloggi attigui non la fanno ecc. e poi dopo una discussione un po' accesa, qualche giorno dopo mi ha anche detto, "ho trovato della vernice antimuffa in questo colorificio, se ti può interessare...") sperando così che mi restituisca la cauzione e la chiudiamo qui.

    Circa il ripristino dell'immobile non c'è un verbale di consegna dettagliato, quindi potrei lasciarglielo così come è ora dopo aver portato via i miei mobili, anche se questo ragionamento fa un po' a pugni con la mia coscienza, la quale nonostante sa bene che io sono la vittima e lui dovrebbe essere totalmente accondiscendente e lasciarmi andare via subito mi fa pressioni per riconsegnare l'alloggio nello stato in cui lo trovai.

    PS: Se non fosse chiaro sto chiedendo implicitamente come si fa a definire con sicurezza la causa della comparsa della muffa.
    Io ho serramenti in alluminio che sicuramente fanno respirare poco o niente la casa, ma anche di inverno tengo aperto da 15 a 60 minuti ogni mattina, ed in bagno invece non si è mai formata muffa nonostante ci si faccia la doccia e si area anche per meno tempo!
    Non ho mai steso in casa panni bagnati, al massimo ritirati dallo stendino che era fuori possono portare freddo e umidità all'interno, ma questo vale anche quando apro le finestre, non è che l'aria fuori sia asciutta!

  • Capisco Luigi la situazione difficile da affrontare e lo sconforto di fronte a situazioni in cui è certo di avere ragione, ma dimostrarlo è un'altra cosa! Direi che potrebbe provare a contattare un tecnico, magari dell'ausl per avere un parere al di sopra delle parti circa la natura e la possibile causa della muffa.

  • luigi

    Isabella la ringrazio per i consigli che mi ha dato, ora potrò valutare meglio come muovermi.

  • Il tecnico potrebbe essere a pagamento; provi a chiedere però all'ufficio di competenza.

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