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Un'indennità per consolazione!

by Isabella Tulipano
in Esperto
on Dicembre 06, 2012
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Un negoziante in affitto dopo aver avviato, con le solite difficoltà e complicazione degli inizi, la propria attività di vendita al dettaglio, quando stava raccogliendo le prime soddisfazioni, si ritrova a dover affrontare un trasloco forzato e a spostare la propria attività in un altro locale! È giusto? Quale tutele prevede la legge per questo inquilino?

 

Gentile esperto, faccio subito una premessa: sono molto deluso! La mia attività stava partendo. Immagino sappia quanto ci vuole per avviare un'attività commerciale. Intere giornate passate a guardare le vetrine, senza vedere un'anima, per anni. Soprattutto per chi non può permettersi il centro storico. Se poi ci aggiungiamo che vendo abbigliamento per bambini, che per comprare hanno bisogno delle madri...beh, è stata proprio dura. Insomma, finalmente riesco a partire, le persone cominciano a conoscermi, le chiacchiere al bar si riducono e, non per vantarmi, ma mi accorgo che piaccio anche alle mamme...Tutto stava finalmente andando nel verso giusto. Poi quella mattina dopo il caffè e la gazzetta, ecco la luna nera: arriva una bella letterina. Il succo? Dodici mesi prima dello scadere del contratto il proprietario mi dà il ben servito, perché il negozio serve a suo figlio. Ora siamo già al sesto, e non ho ancora trovato nulla, come posso fare? Ho qualche diritto?
Valerio

 

Caro Valerio, purtroppo sono costretta a comunicarti che la tua situazione è regolarissima. Il contratto ad uso diverso dall'abitazione infatti prevede che il locatore possa dare disdetta alla prima scadenza (dopo i primi 6 anni), inviando lettera raccomandata con almeno 12 mesi di preavviso, indicando la motivazione per la quale intende tornare in possesso dell'immobile. Tale motivazione deve rientrare fra quelle ammesse dall'art. 29 della legge 392/1978, fra le quali è previsto l'uso dell'immobile da parte di un parente entro il 2° grado in linea retta. La disdetta che hai ricevuto dal proprietario del negozio è, pertanto, perfettamente legittima e sei tenuto a lasciare l'immobile entro la data di scadenza del contratto. Per alleviare un po' le tue pene, però posso dirti che la legge 392/1978 prevede, a favore dei conduttori di immobili ad uso diverso dall'abitazione, che esercitino attività a "contatto diretto con il pubblico degli utenti e dei consumatori", come l'attività di vendita al dettaglio, una serie di agevolazioni e diritti particolari. Fra questi il diritto a ricevere dal proprietario che abbia esercitato facoltà di disdetta, un'indennità di avviamento, pari a 18 mensilità dell'ultimo canone corrisposto. Tale indennità viene riconosciuta per compensare l'inquilino della perdita di avviamento commerciale subita a seguito dell'obbligo di lasciare l'immobile a causa della disdetta, e viene raddoppiata, nel caso in cui il negozio sia adibito, entro un anno dalla data del rilascio, ad un'attività simile a quella del conduttore uscente. Quindi se il figlio del tuo proprietario dovesse aprire a sua volta un'attività di vendita di abbigliamento per bambini, ricordati di chiedere altre 18 mensilità.

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Presentazione Autore
Isabella Tulipano

Donna, per designazione naturale, accettata con orgoglio e vanto. Mamma, per scelta consapevole: impegnativa quanto appagante. Esperta in questioni tecniche, fiscali, legali sul mondo delle locazioni, per lavoro, ma soprattutto per passione e per deformazione filosofica: l'eccellenza non è un atto, ma un'abitudine.


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  • patrizio camba

    Buonasera , sono inquilino di un locale commerciale presso il quale svolgo il mio lavoro di commerciante. Come da contratto ho spedito regolare lettera A/R di disdetta con preavviso di tre mesi prima della naturale scadenza del contratto stesso. Dal timbro postale deduco che la raccomandata è stata ricevuta il giorno 7 del mese di Ottobre 2016 , nel frattempo ho individuato un locale di mio gradimento nel quale vorrei stabilirmi al più presto , prevedo dal 20 al 25 di Ottobre 2016 . Vorrei sapere se posso quindi lasciare il locale attuale prima dello scadere dei tre mesi di preavviso o se sono costretto a rimanere fino al 7 Gennaio 2017 . Se decido di andare via al più prestp come devo calcolare il canone di affitto ? Grazie

  • Buongiorno Patrizio lei può lasciare l'immobile prima dello scadere del preavviso, ma il proprietario potrebbe comunque pretendere il pagamento dei canoni fino al 7 gennaio.

  • Fabrizio

    Salve,
    il proprietario di casa deve fare i lavori in bagno rendendolo inagibile per 3/4 giorni. Ho dovuto trovare un alloggio alternativo per la mia famiglia, con tutti i disagi che ne conseguono.
    Posso chiedere un indennizzo?

  • Gentile Fabrizio per un periodo così breve non è prevista tale possibilità, potrebbe chiedere una riduzione del canone se i lavori dovessero protrarsi oltre 20 giorni.

  • luca

    Salve,
    a tal proposito avrei una domanda specifica da porre.
    Nel mio caso ho in affitto da 13 anni il mio locale adibito a centro estetico. l'anno scorso allo scadere del 12° anno la proprietaria mi ha dato comunicazione di voler recedere il contratto ma solo comunicandomelo 7 mesi prima e non i 12 previsti per legge, quindi ho provveduto a comunicarle la sua mancanza e il contratto si è rinnovato automaticamente per altri 6 anni.
    La mia domanda è se e come posso far valere ancora il mio diritto alle 18 mensilità e come mi conviene procedere se ora vorrei cambiare negozio lasciando questo anticipatamente rispetto i nuovi 6 anni.

    La ringrazio molto

    Luca

  • Gentile Luca, purtroppo se sarà lei a dare disdetta e lasciare l'immobile non avrà diritto all'indennità; la proprietà potrà mandarle disdetta solo un anno prima dello scadere di questi sei anni.

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