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I Luoghi del cuore, la classifica regione per regione (ultima parte)

by Alberto Bombarda
on Febbraio 13, 2015
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Compie 10 anni il censimento del FAI, attraverso il quale gli italiani votano i posti da salvare nelle singole regioni. Zone verdi, piccoli borghi, spiagge, chiese, fontane, monumenti: troppe in Italia le situazioni in graduale deperimento. Vediamo insieme quelle più segnalate dai cittadini nell'ultimo biennio. Ecco la classifica relativa al Centro/Sud Italia.

 

Nell'ultimo rapporto messo a punto dal Fai su dieci anni di Luoghi del Cuore, il progetto di censimento e di aiuto ai gioielli più amati del territorio portato avanti con Intesa Sanpaolo, è stato sottolineato quanto sia piaciuta l'idea. In sei edizioni biennali l'iniziativa ha raccolto 1 milione 800 mila segnalazioni, con 31.105 Luoghi del Cuore votati, 5.964 comuni coinvolti, 45 interventi del Fai distribuiti in 15 regioni e 12.160 beni ambientali votati.

Se la sensibilità è alta per le zone verdi, per i piccoli borghi, le spiagge, le chiese, le fontane, la sorpresa dell'ultimo rapporto è anche la scarsissima sensibilità degli italiani verso il patrimonio archeologico, la tipologia di beni meno segnalata in assoluto.

Ecco la classifica relativa al Centro/Sud Italia.

 

MONASTERO DI SANTA BRIGIDA (UMBRIA). Il Monastero di Santa Brigida a Calvi dell'Umbria (Tr) fu realizzato nel 1715 per accogliere le suore benedettine. Fino al 1994 è stato abitato dalle religiose, oggi ospita il municipio, la biblioteca comunale e il museo del monastero ed è aperto al pubblico. Il degrado riguardo il grande e bel giardino, per salvare il quale il Monastero delle Suore Orsoline è stato il Luogo del cuore più votato in Umbria in ben quattro edizioni del censimento.

 

FARO DEL MONTE DELLA GUARDIA (LAZIO). Costruito nel 1886 su uno sperone di roccia a Ponza, ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per i naviganti e un'attrazione per i turisti dell'isola, fra le più belle dell'arcipelago del Golfo di Gaeta. A seguito dell'automatizzazione del faro, che oggi funziona con un sistema a valvole solari, l'intero complesso, non più presidiato dal 1975, è caduto in uno stato di degrado: il sentiero che vi conduce non è più percorribile, così il faro è accessibile solo via mare.

 

CASTELLO DI ROSCIANO (ABRUZZO). Quadrato e massiccio, il torrione rivela subito la sua funzione difensiva che ha svolto nei secoli per il borgo, che dall'alto del suo colle domina la valle del fiume Pescara, tra la catena appenninica e la costa adriatica. Edificato sicuramente prima del 1288 (fa fede una bolla papale che lo cita), nel corso del Seicento il castello venne ampliato e prese le forme di palazzo baronale, passando alla nobile famiglia De Felice di Pianella, che successivamente lo lasciò al Comune, che ha intenzione di trasformarlo nel museo della cultura Arbereshe, la minoranza di origine albanese presente in Abruzzo sin dal Settecento.

 

BORGO DI CIVITACAMPO-MARANO (MOLISE). Affascinante borgo di montagna a pochi chilometri da Campobasso, si è formato nel corso del X secolo dalla fusione dei diversi villaggi sparsi nella valle di Campomarano. Conquistò così il titolo di civitas che, aggiunto al nome antico, avrebbe dato luogo all'attuale nome "Civitacampomarano". Tra i monumenti, il Castello Angioino, vero gioiello architettonico, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, e, in cima al profondo dirupo della "Cavatella", la Chiesa di San Giorgio Martire.

 

RIONE SANITÀ MUSEO DI TOTÒ (CAMPANIA). Totò era nato in questo rione storico di Napoli ai piedi della collina di Capodimonte, che da zona residenziale per importanti famiglie nobili e facoltosi borghesi, si è trasformato in una delle realtà più difficili di Napoli. Tra i tanti edifici monumentali, spicca Palazzo dello Spagnuolo, eccellenza architettonica considerata un simbolo della Napoli barocca. Negli anni Novanta erano iniziati dei lavori di ristrutturazione per creare al suo interno un museo dedicato a Totò, ma tuttora, dopo vari stop, non è ancora stato aperto.

 

CHIESETTA DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA D'EGITTO (BASILICATA). La struttura della chiesa di Pisticci, risalente alla fine del Seicento, è caratterizzata da un impianto architettonico di estrema semplicità, impreziosito solamente da una volta a crociera, voluta come cappella privata famiglia Minaja. L'interno dell'aula è impreziosito da un altare barocco in gesso e malta, in cui è inserito un dipinto con la gloria della Santa. Apertura al pubblico: ore 9-12/17-19.

 

CHIESA DI SAN NICOLA (PUGLIA). La chiesa di San Paolo di Civitate, splendido esempio di tardo barocco pugliese, si trova nel cuore di questa cittadina dell'Alto Tavoliere. Non è più visitabile in seguito al fulmine che ha colpito la cupola del campanile (rivestita di formelle di maiolica smaltata) nel 1989 e al terremoto che ha scosso del 2002.

 

CATTOLICA DI STILO (CALABRIA). Un piccolo capolavoro dell'architettura bizantina nella regione, che sorge sulle pendici rocciose del monte Consolino. Conserva l'antico nome greco Cattolica, legato al concetto di universalità. Ha pianta a croce greca e cinque cupole su alti tamburi. Dal 2006 la chiesa, con altri complessi basiliano-bizantini della Calabria, è tra i candidati a entrare nella lista del Patrimonio Unesco. Una curiosità: l'effige della Cattolica compare sulla filigrana del passaporto italiano. Apertura al pubblico: ore 8-18, da ottobre a marzo/8-20 da aprile a settembre.

 

CASTELLO SVEVO DI AUGUSTA (SICILIA). Il castello e la città stessa furono fondati per volontà dell'imperatore Federico II di Svevia. La prima costruzione del castello risale al 1232, ma nel corso dei secoli l'impianto è stato trasformato più volte. Dal 1890 al 1978 il castello è stato usato come carcere, oggi è chiuso.

 

VILLA SANNA E PARCO DI MONFERRATO (SARDEGNA). Una grandiosa tenuta di fondazione seicentesca a Sassari, appartenuta a diversi notabili della città, con un parco di 6 ettari, ricco di raffinate architetture e giochi d'acqua. Questo storico polmone verde della città, insieme alla cappella e alla casa colonica, è stato restituito alla città nel 2007 (orari di visita: invernale 9-17/ estivo 9-20.30), dopo un intervento conservativo, mentre Villa Sanna non è agibile.

 

 

Presentazione Autore
Alberto Bombarda

Una vita da giornalista e comunicatore e adesso affitto case... Da quel lontano 31 agosto 1966 quando vidi la luce a Modena, sotto i ponti della mia vita, in sintesi, è passata una laurea in Scienze politiche nel 1993, un master in Comunicazione d'azienda nel 1995, un esame da giornalista professionista a Roma nel 2000, migliaia di firme tra Il Resto del Carlino, Gazzetta di Modena e anche Gazzetta dello Sport, una moglie, due figli e un'agenzia immobiliare. Un vero globe-blogger...


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