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La raccolta differenziata 2.0

by Chiara Bianchi
on Dicembre 31, 2012
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Non sempre è facile sapere dove gettare i rifiuti. Ci sono quelli che ogni Comune separa in maniera diversa, come il tetrapak, quelli che sono composti da materiali vari, e quelli che non si sa neanche di cosa siano fatti. Nel dubbio, meglio chiedere al cellulare. Perché, ormai si sa, nell'era dei tablet e degli smartphone esiste un'applicazione per tutto.

 

Può capitare, davanti alla moltitudine di materiali di cui sono composti gli oggetti che ci circondano ogni giorno, di non sapere esattamente quale sia il luogo giusto in cui buttarli, una volta che abbiamo finito di utilizzarli o che la loro vita è giunta al termine: indifferenziata, differenziata o isola ecologica? Ecco dunque che ci viene in aiuto la tecnologia. Chi ha la fortuna di possedere uno smartphone può scaricarsi l'app giusta per le proprie necessità. Sul tema della raccolta differenziata ne esistono diverse.

 

La più scaricata sembra essere l'app Il Rifiutologo, lanciata ormai un anno e mezzo fa dal Gruppo Hera, e giunta a inizi dicembre a quasi 30.000 download. Esiste sia nella versione per Iphone che in quella per Android, ed è personalizzata per ciascuno dei Comuni serviti dall'azienda, principalmente attiva nella regione Emilia-Romagna. Il Rifiutologo diventa una sorta di assistente personale che guida l'utente alla corretta differenziazione dei rifiuti. Con il GPS è possibile trovare la stazione ecologica più vicina e ricevere informazioni sugli orari o sui materiali trattati. Ma non solo. Perché oggi le tecnologie statiche non piacciono più, e l'interattività acquista sempre maggiore importanza. Gli utenti possono infatti segnalare gli oggetti mancanti interagendo con l'applicazione stessa: partita da 140 voci, oggi ne conta circa 600.

 

Il Dizionario dei Rifiuti nasce da una start up di giovani informatici e laureati, ideata con lo scopo di aiutare i cittadini nella differenziazione dei rifiuti. Inizialmente creata per smartphone Android, è ora disponibile anche per Iphone. L'idea di fondo è molto semplice: basta inserire il nome del rifiuto che si vuole gettare e l'applicazione indicherà la giusta destinazione tra le diverse tipologie disponibili. Si può effettuare una ricerca geolocalizzata, che permette agli utenti di ricevere informazioni specifiche sulle modalità di raccolta dei rifiuti, come il calendario della raccolta e il colore dei sacchetti; l'importante è che il proprio Comune abbia aderito all'iniziativa. Un servizio di notifica avverte quando è il giorno preposto alla raccolta di una determinata tipologia di rifiuto.


Stesso principio per Raccolta Rifiuti, che mette a disposizione un dizionario di centinaia di voci grazie alle quali sarà più facile effettuare la nostra raccolta differenziata. L'applicazione raccoglie informazioni dai siti delle pubbliche amministrazioni o dagli operatori del settore e le trasmette agli utenti in base alla differenziazione geografica. Non esiste infatti ancora un metodo unificato a livello nazionale nel metodo di differenziazione, nel tipo e nei colori dei bidoni scelti per distinguere i diversi materiali: ogni provincia ha le sue regole, e ottenere un elenco completo non è certo facile. Proprio per questo l'applicazione permette di segnalare anomalie e mancanze e incrementare il bagaglio di informazione disponibile.

 

Infine per gli utenti Android esiste Gestione Ritiro Rifiuti, che grazie a un pratico widget aiuta a ricordare qual è la raccolta differenziata effettuata ogni giorno nei diversi Comuni italiani. L'app visualizza l'immagine e la descrizione del ritiro, ed è possibile crearsi un proprio calendario o effettuare l'integrazione con Google Calendar.

 

A proposito, sapete dove si butta un cellulare quando non va più?

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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