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Meglio fuori che dentro!

by Giovanna Rossi
on Gennaio 19, 2014
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Un tempo l'arte, grazie al ruolo didattico e celebrativo che le veniva riconosciuto, era per sua natura tra la gente. Nelle chiese si narravano le storie di Cristo attraverso opere di inestimabile valore artistico, le corti erano tempestate di quadri come diamanti e i potenti facevano a gara per accalappiarsi l'artista del momento al fine di ritrarre le reali beltà. Poi è stato il momento dei musei, luoghi sacri in cui ammirare un'arte iconica e formativa, quanto distante. E poi?

Poi è arrivato Duchamp ed è successo un casino. L'arte è esplosa prendendo forme inattese, grandiose, intimiste, dissacranti, ironiche... Ma soprattutto la sua natura si è dilaniata prendendo forme che andavano dal prodotto al concetto puro. E con questa nuova forma è entrata nel vortice della nosta società: veloce, dinamica e spettacolarizzante. In questo contesto ha cercato il suo posto. Inizialmente il luogo prediletto dell'arte del '900 è stata la galleria ma oggi sembra che anche questo contenitore non basti più e l'arte è scesa in strada. Per dire la sua, ora che può, e per farlo con strumenti che la società stessa gli fornisce, spesso confondendosi con le città stesse, con i muri, le strade e i segnali stradali.

 

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Questo ironico segnale stradale è opera, appunto, dell'artista bretone Clet Abraham che da Firenze, città dove vive, gira l'Europa trasformando divieti e segnaletica in divertenti e più o meno impertinenti quadretti. Ovviamente le multe sono garantite. Il successo pure.

Ne sa qualcosa la scuola di street artist newyorkese che da decenni vive al limite della legalità a causa della sua filosofia di trasformare la città in un museo a cielo aperto, in cui l'arte dialoga con i cittadini e con gli spazi. Il più celebre di questi artisti, Bunsky, ormai milionario che vive tutt'oggi nell'anonimato, è reduce dalla sua ultima incursione nella grande mela, in cui ha "giocato" osando opere e istallazioni che superavano il suo storico lavoro sui muri dei palazzi, tra scimmie e ratti.

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L'ironia dell'artista inglese si è spinta ben al di là di questo simpaticcismo carro bestiame, fino all'organizzazione di una vendita di sue opere a Central Park, come fossero di un artista di strada qualunque acquistabile a pochi dollari, filmando tutta la giornata di vendita con un incasso finale di poco più di 400 dollari. Cifra che va moltiplicata di 100 volte e più per acquistare anche solo una sua opera. Insomma un misto di coraggio e irriverenza, ironia e concettualità.

 

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La strada è segnata e gli artisti, nonostante i divieti, continuano sulla scia dei maestri degli anni 70 a trasformare le città. New York con i graffiti ecologici composti di muschio e con le sculture gonfiabili di Joshua Allen Harris che sfruttano l'aria calda della metropolitana rimane la capo fila di queste istanze ma anche l'Europa non è la meno. Viaggiare ad occhi aperti per credere.

 

Presentazione Autore
Giovanna Rossi

Arriva a Solo Affitti dopo diversi anni trascorsi appassionatamente tra arte ed editoria. Una formazione umanistica che segna la sua indole professionale, in cui, a dispetto del ruolo di Responsabile dell'Ufficio Business, regnano creatività e disordine. Si occupa quotidianamente di accordi commerciali, ma coltiva più o meno in segreto le passioni di sempre. Considera questo blog uno splendido strumento per unire l'utile al dilettevole.


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  • Francesca

    Mi piace questo post. Provocatorio e formativo. La società in cui viviamo non si accontenta più dell'assolutismo di Friedrich o del concettualismo di un Picasso in Guernica o dell'impressionismo di un Monet. Siamo progrediti (o regrediti?) ad un concetto di arte prettamente materialista ed esplicito e questa ne è la dimostrazione. Le città hanno inglobato la nostra idea di arte in cui come sfondo ritroviamo le città stesse. Guarda anche Tim Noble e Sue Webster sorprendenti! La capacità dell'artista nella società contemporanea non sta più nel ritrarre o nel copiare verosimilmente una situazione ma sta nello stupire sfruttando mezzi e cose comuni a tutti e soprattutto proponendo visioni originali che come dice Bonami ti fanno dire "L'ho posso fare anche io" ma che non hai fatto perchè anche se i tempi cambiano la genialità dell'artista rimane unica e non da tutti!

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