Cerca

Accordi territoriali aggiornati, Milano e Napoli si preparano a far volare i contratti a canone concordato.

by Chiara Bianchi
on Giugno 26, 2015
Visite: 1774

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Buone notizie per i proprietari e gli inquilini di Milano: dopo sedici anni sono stati finalmente aggiornati gli accordi territoriali, indispensabili per poter utilizzare il contratto a canone concordato a prezzi di mercato. La novità arriva a distanza di qualche giorno da quella di Napoli, città nella quale gli accordi erano datati 2004.


Accordi territoriali Milano NapoliD'ora in avanti a Milano e a Napoli sarà finalmente possibile utilizzare il contratto a canone concordato, quella formula contrattuale che permette di usufruire di diverse agevolazioni tanto dal lato del proprietario, quanto da quello dell'inquilino. Proprio per questo gli aggiornamenti degli accordi territoriali erano attesi e auspicati da anni. Ne hanno dovuti attendere ben 16 i milanesi, ma finalmente lo scorso 24 giugno è arrivata la firma dei rappresentanti dei sindacati inquilini (Sunia, Uniat, Conia) e della proprietà edilizia (Uppi, Assoedilizia, Asppi, Appc, Confappi, Confabitare), dopo una trattativa durata 14 mesi.

Il nuovo testo va a sostituire il vecchio, datato 5 luglio 1999, ormai inefficace come alternativa ai contratti di libero mercato. Nella città meneghina sono state individuate dodici zone urbane omogenee, che accorpano le diverse microzone in base a valori di mercato, dotazioni infrastrutturali e tipi edilizi. Ogni zona è poi definita con una fascia di oscillazione che presenta valori minimi e massimi del canone, suddivisa in ulteriori micro gruppi che si riferiscono a una serie di elementi oggettivi dell'immobile, come gli impianti tecnologici, la disponibilità di pertinenze, la presenza dell'ascensore, lo stato di manutenzione, la vicinanza a stazioni di metropolitana, esercizi commerciali e servizi sociali. Incrociando quindi la zona urbana e gli elementi oggettivi dell'immobile, si trova il raggio entro cui ricade il canone convenzionato.

A Milano nel 2014 si registrava già un ampio utilizzo della cedolare secca, ma le previsioni sono confortanti: ricorrendo al canone concordato, i proprietari potranno usufruire dell'aliquota agevolata al 10% al posto di quella piena al 21%, con un risparmio notevole a livello di tassazione sui redditi da locazione. Anche per gli inquilini i vantaggi sono consistenti: con i valori di canone previsti dagli accordi, gli inquilini milanesi risparmieranno in media il 30% sulla cifra dell'affitto a prezzo di mercato. In pratica, secondo i calcoli di Assoedilizia, l'inquilino di un immobile in fascia intermedia con valore catastale di 800 euro potrebbe pagare un affitto di 7mila euro l'anno invece dei 10mila euro che spenderebbe su libero mercato, mentre per il proprietario il risparmio fiscale è stimato in circa 1.800 euro, poiché verserebbe circa 1.700 euro invece che 3.500 euro.

A Napoli gli accordi territoriali risalivano al 2004 ma, pur non essendo datati quanto quelli di Milano, scoraggiavano l'utilizzo del canone concordato a causa dell'ampio discostamento dei canoni dai prezzi di mercato attuali. Adesso però anche i proprietari e gli inquilini in affitto nella città partenopea potranno godere dei vantaggi fiscali previsti dai contratti agevolati. Anche qui la cedolare secca nel 2014 ha segnato un record, con l'85% dei nuovi contratti stipulati in regime alternativo, ma ci possiamo aspettare che la percentuale salga ulteriormente grazie all'introduzione dei nuovi accordi. In particolare, i napoletani potranno godere di:

- cedolare secca al 10% sul prezzo concordato, con le esenzioni previste dal regime fiscale secco (imposta di registro e imposta di bollo dovute per le registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione)

- ulteriore riduzione forfettaria del reddito derivante dal canone di locazione; in pratica l'imposta va calcolata sul totale del canone concordato ridotto del 40,5%

- per gli inquilini, la detrazione dell'imposta sui redditi derivanti dall'Irpef di € 495,80 se il reddito complessivo non supera € 15.493,71. Oppure, detrazione dell'imposta per i redditi derivanti dall'Irpef di € 247,90 se il reddito complessivo è superiore a € 15.493,71, ma non superiore a € 30.987,41

- un'aliquota agevolata dell'8 per mille per i proprietari che concederanno una riduzione di almeno il 15% sull'affitto attuale

- imposta Imu agevolata con aliquota dell'8 per mille, o del 6,6 per mille qualora l'affitto concordato sia stipulato con giovani coppie, anche di fatto

 

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Fai una domanda o lascia il tuo commento

0 Restrizione caratteri
Il tuo testo deve essere più lungo di 10 characters

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.

×
Rimani in contatto con noi
Iscriviti per essere informato sulle novità di Blogaffitto
×
Articoli correlati
Principali novità negli affitti a canone concordato – Nuova Convenzione 2016Principali novità negli affitti a canone concordato – Nuova Convenzione 2016
Finalmente una nuova Convenzione Nazionale Come anticipato in un recente articolo del Blog, il 25 ottobre 2016 è stata stipulata presso il...
Le 8 cose da sapere sul mercato dell’affitto nel 2016Le 8 cose da sapere sul mercato dell’affitto nel 2016
Canoni di affitto a due velocità tra nord e sud. Va forte l’abbinamento tra cedolare secca e canone concordato. In aumento chi si...
Nuove regole per gli affitti a canone concordato.Nuove regole per gli affitti a canone concordato.
Rinnovata la Convenzione Nazionale per gli affitti, in arrivo nuove regole per i contratti transitori. Nuove regole più soft sono in arrivo...
Canone concordato, con la cedolare secca al 10% in molte città è ormai la regola per l’affitto di casaCanone concordato, con la cedolare secca al 10% in molte città è ormai la regola per l’affitto di casa
Se negli ultimi anni il ricorso all’affitto è molto aumentato nel nostro paese non è solo a causa della crisi delle compravendite...
Fisco immobiliare, la riduzione IMU/TASI del 25% assicura una redditività senza precedenti all’affitto a canone concordatoFisco immobiliare, la riduzione IMU/TASI del 25% assicura una redditività senza precedenti all’affitto a canone concordato
Affittare la propria seconda casa assicura un bel guadagno, ma la vera soddisfazione è sapere di poterci pagare anche poche tasse sopra. Questo...