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Affitti in nero, niente risposte fino al 15 aprile.

by Chiara Bianchi
on Marzo 25, 2014
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Nel corso di un'interpellanza urgente, seguita alla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi i canoni ridotti al minimo per quei proprietari denunciati dagli inquilini perché non avevano registrato il contratto d'affitto, il Governo chiarisce: provvedimenti non prima del 15 aprile, perché ora mancano dati certi.


condominio 157562411Niente risposte fino al 15 aprile per tutti quegli inquilini che hanno visto la loro situazione abitativa divenire improvvisamente precaria a causa della sentenza 50/2014 che ha dichiarato illegittimi i commi dell'art. 3 del D.Lgs. 23/2011, i quali prevedevano per il conduttore la possibilità di registrare il contratto in nero ottenendo in cambio un contratto regolare di 4 anni + 4 e un forte sconto sul canone mensile. Il guaio nell'immediato è che la sentenza produce la perdita di efficacia della normativa censurata con effetto retroattivo; quindi non verranno più considerati validi i contratti registrati dagli inquilini e dai funzionari del Fisco in osservanza alla normativa censurata.

 

Al Governo qualcuno si è accorto del caos che tale sentenza avrebbe generato. Nel corso di un'interpellanza urgente del 21 marzo scorso alla Camera dei Deputati, l'on. Ileana Cathia Piazzoni di Sinistra Ecologia e Libertà ha chiesto esplicitamente che venga fornito il numero delle persone interessate dal grave provvedimento, e che vengano assunte le misure necessarie per porvi rimedio. Secondo le stime in possesso della Piazzoni, gli inquilini che si trovano ora nei guai perché "si sono fidate dello Stato nel denunciare i proprietari che affittavano casa in nero" possono essere forse 500 mila, mentre i proprietari evasori sarebbero intorno ai 950 mila. "Bisogna capire – continua la Piazzoni - quali sono le norme che possono sanare tale situazione, stimare la quantità dei soggetti interessati, l'entità complessiva del danno che potrebbe mettere sul lastrico centinaia di migliaia di persone, e istituire un fondo che possa essere finalizzato a sostenere gli oneri che ora sono solo a carico degli inquilini. Non è giusto che le persone che hanno subito un tentativo di evasione fiscale debbano risarcire chi ha tentato l'evasione fiscale".


Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Umberto del Basso de Caro, pur riconoscendo la priorità e l'urgenza della richiesta, non ha una risposta immediata ai problemi sollevati, dal momento che "i dati richiesti non sono immediatamente desumibili dalle banche dati delle Agenzie delle Entrate. Occorre quindi chiedere all'AdE lo sviluppo di una specifica procedura di elaborazione dati, ma tenendo conto dei tempi tecnici questi non potranno essere disponibili prima del 15 aprile 2014". E qualsiasi iniziativa non può essere presa in considerazione se non vengono prima acquisiti i dati afferenti i soggetti potenzialmente interessati dagli effetti della sentenza.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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