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Affitti, si torna a pagare in contante i canoni fino a 3000 euro.

by Chiara Bianchi
on Ottobre 26, 2015
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La Legge di Stabilità per il 2016 introduce un nuovo limite per il pagamento in contanti: da 1000 euro si passa alla soglia meno restrittiva di 3000 euro. Anche per il pagamento degli affitti la nuova disposizione comporta un certo cambiamento, in particolare per quelli di immobili a destinazione d’uso diverso dall’abitativo, che possono effettivamente arrivare a costi mensili superiori a mille euro.

Affitti in contantiNiente più obbligo di pagare l'affitto con assegni o bancomat: con la nuova soglia di 3000 euro per i pagamenti in contanti, anche chi vive in affitto potrà ricorrere nuovamente al cash per il versamento mensile dovuto al proprietario dell’immobile utilizzato come abitazione o per la propria attività lavorativa. I canoni inferiori a questa cifra potranno quindi essere pagati in contanti e non si dovrà rispettare l’obbligo della tracciabilità attraverso il versamento con strumenti quali bonifici bancari o postali, assegni non trasferibili e carte di credito o di debito. La novità è stata introdotta dalla Legge di Stabilità per il 2016, che chiude il cerchio intorno alla manovra di due anni fa secondo cui i pagamenti delle locazioni, di qualsiasi importo fossero, non potevano essere versati in contanti. Una successiva Circolare del Tesoro risalente a febbraio 2015 aveva chiarito che si doveva ricorrere a uno strumento tracciabile per pagare i canoni d'affitto, ma solo per le cifre superiori a 1000 euro, lo stesso limite previsto per le altri operazioni di scambio fin dalla manovra Salva Italia del 6 dicembre 2011.

Secondo la Relazione Tecnica del Governo, tale norma "si è dimostrata di scarsa efficacia anche per l'oggettiva difficoltà di enforcement (tra l'altro non è prevista nessuna sanzione), mentre ha creato disagi per le locazioni turistiche, e più in generale ai soggetti che operano correttamente". La Relazione spiega anche le motivazioni che hanno portato il Governo all’aumento della soglia a 3.000 euro: garantisce infatti maggiore fluidità nelle transazioni, dato che in Italia c’è un’elevata percentuale di “unbanked”, ossia persone che non hanno un conto corrente presso una banca e che, di conseguenza, non utilizzano alcuna forma di pagamento tracciabile. Ma, soprattutto, perché non c’è un indice di correlazione diretta tra contante ed evasione fiscale: secondo lo stesso Padoan “Ci sono Paesi in cui il limite non c’è e in cui l’evasione è molto bassa”.

L’impressione è però che, per quanto riguarda il mondo degli affitti residenziali, saranno ben poche le differenze: ad eccezione degli edifici di lusso, infatti, anche nelle città con i canoni più alti difficilmente si arriva a pagare cifre a tre zeri per un affitto mensile, pertanto non saranno poi molti gli inquilini per cui il pagamento in contanti sarà una novità. Diverso il discorso per gli affitti di immobili ad uso diverso come negozi, capannoni o uffici: ma in questo caso c’è da chiedersi perché una persona dovrebbe preferire il pagamento in contanti, quando esistono sistemi più sicuri e comodi per effettuare transazioni di tale portata. Già, perché? Lo chiediamo a voi con questo sondaggio!

Nuova soglia di 3000 euro per il pagamento in contanti. Quale impatto avrà per il mercato degli affitti?

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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