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Arriva la Tasi anche per gli inquilini. Tutte le regole per il versamento.

by Chiara Bianchi
on Ottobre 07, 2014
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Il 16 ottobre scade il termine per il versamento della seconda rata della Tasi, la tassa per i servizi indivisibili che in molti Comuni verrà pagata per la prima volta proprio in questa occasione. In caso di abitazione affittata, il tributo è dovuto parte dal proprietario, parte dall'inquilino. Vediamo di fare un po' di chiarezza nella giungla delle regole.


CalendariolNella maggior parte dei Comuni italiani si avvicina il momento di pagare la Tasi, la nuova tassa sul mattone che serve a finanziare i servizi indivisibili, quali l'illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione stradale, il trasporto scolastico ecc. Il 16 ottobre scade infatti il termine per saldare la seconda rata, la prima nel caso di quei comuni ritardatari che hanno pubblicato le delibere solo il mese scorso. L'appuntamento con la Tasi risulta particolarmente impegnativo soprattutto nel caso di abitazioni in affitto, a causa della copartecipazione al versamento tanto dei proprietari, quanto degli inquilini. E' vero che la maggior parte delle amministrazioni è stata generosa nei confronti di questi ultimi, esentandoli dal pagamento della quota e rendendola così interamente a carico dei locatori. Ma in altre città, come Roma, Milano, Brescia, Lecce o Cagliari, ci si dovrà mettere a tavolino a calcolare quanto dovrà versare l'uno e quanto l'altro. In merito, abbiamo già presentato alcuni esempi di calcoli di casi particolari. Ma qui vogliamo ricapitolare le regole generali della Tasi in caso di abitazione in affitto.

 

  • Affitti brevi: in caso di affitto dell'abitazione inferiore ai 30 giorni, come avviene generalmente per i contratti turistici, la Tasi rimane a carico del proprietario.
  • Affitto da meno di 6 mesi: nel caso di un contratto di locazione entrato in vigore da meno di 6 mesi, la Tasi è dovuta solo dal proprietario. Anche nel caso l'abitazione venga affittata ad un inquilino per sei mesi, e poi ad un altro per i restanti sei, il tributo è dovuto interamente dal proprietario.  
  • Sfratto: in caso un inquilino venga sfrattato ma continui a detenere l'immobile senza alcun titolo, la Tasi è comunque dovuta in base alla suddivisione tra proprietario e occupante stabilita dalla delibera di riferimento. Non esiste infatti alcun vincolo di solidarietà tra proprietario e inquilino sfrattato.
  • Immobili ex Iacp: le abitazioni gestite dall'ex Iacp (Istituto Autonomo per le Case Popolari), sono tenute a corrispondere la Tasi, anche in caso siano alloggi sociali. La quota sarà a carico dell'assegnatario occupante.
  • Mancata delibera: in caso di mancata pubblicazione della delibera nel canale ufficiale del Dipartimento delle Finanze, le abitazioni locate nei Comuni ritardatari dovranno prevedere un tributo con aliquota base dell'1 per mille, interamente a carico del proprietario.
  • Mancata indicazione delle quote: nel caso il Comune abbia emesso la delibera ma non vi abbia specificato la quota spettante all'inquilino, o all'eventuale occupante, questa è fissata in maniera standard dalla legge ed è pari al 10%.
  • Pluralità di inquilini: in caso di presenza di due o più inquilini, la legge prevede che questi siano "tenuti in solido all'adempimento dell'unica obbligazione tributaria". Ciò significa che ciascun contribuente paga per la sua quota di utilizzo. Diversamente dall'Imu, se una delle parti (proprietario o inquilini) non paga il dovuto, il Comune può rivalersi sugli altri, ma il vincolo di solidarietà vale solo per categoria, quindi il proprietario non può essere chiamato a rispondere al mancato versamento dell'inquilino e viceversa.
  • Aliquota: nei casi in cui l'inquilino utilizzi l'immobile come propria abitazione principale, dovrà comunque essere utilizzata l'aliquota Tasi prevista per le seconde case, dal momento che la tassazione sull'immobile è unica e, secondo quanto stabilito dalla legge 147/2013, deve essere determinata "con riferimento alle condizioni del titolare del diritto reale".
  • Minimo di legge: nel caso la quota Tasi risulti inferiore ai 12 euro, l'importo non si paga. Tuttavia questo Importo minimo può essere cambiato dai Comuni all'interno delle delibere.
  • Niente bollettini: per quest'anno non ci sarà alcun obbligo, da parte dei Comuni, di inviare i bollettini precompilati ai contribuenti. Pertanto, gli inquilini dovranno munirsi dell'importo della rendita catastale dell'abitazione affittata e delle pertinenze, chiedendo i dati catastali al proprietario. e dovranno presentare entro il 30 giugno 2015 la dichiarazione Tasi.
Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • claudia

    Il mio intento sarebbe quello di chiederle almeno tre mesi di preavviso per le spese condominiali e sei per l intero canone.
    Sarebbe giusto secobdo lei?

  • claudia

    Buonasera.
    Ho un contratto cointestato con altre due ragazze. Una delle due ha lasciato casa,con due mesi di preavviso,a fine maggio. Il contratto é stato automaticamente rinnovato a settembre per me e l'altra inquilina,pur restando nel contratto il nome della ragazza andata via a maggio. In piu la proprietaria ne ha stipulato un'altro per una terza che é subentrata a settembre. In tutto questo il mio problema ora é che la Proprietaria pretende da me ( unica rimasta al giorno di oggi in casa) l'intera somma del canone e delle spese condominiali ,poiche le altre due inquiline hanno lasciato casa nel giro di 30 gg per gravi motivi,seppur con raccomandata da me pero non sottoscritta. Ora la mia domanda é io sono obbligata in solido a pagare anche la loro somma se quest'ultime hanno lasciato casa in poco tempo,e poi il mio contratto é differente da quello della terzultima subentrata a settembre. In poche parole cosa devo fare?
    Non spetta un minimo di preavviso,per chi resta in modo che si possa decidere se rimanere e pagare oppure no?

  • Gentile Claudia, lei ha sicuramente diritto a venire a conoscenza della mutata situazione e quindi a far rispettare i termini di preavviso. Quindi se la proprietaria ha concesso di abbreviare la disdetta ora non può pretendere da lei l'intera somma. Quindi valuti lei stessa se rimanere o dare a sua volta disdetta con 30 giorni di anticipo.

  • claudia

    Io avrei bisogno di rimanere in quella casa fino ad agosto,quindi vorrei chiedere alla proprietaria di darmi almeno tre mesi di tempo,é legalmente giusto?
    E poi dopo quei tre mesi decido se rimanere o meno,ma almeno ho avuto tempo e modo di organizzarmi.

  • Cara Chiara, lei potrebbe sicuramente chiedere tre mesi di disdetta e quindi indicare una data ultima entro cui lascerà l'immobile. Deve però trovare un accordo rispetto al pagamento dell'intero canone che la proprietaria potrebbe chiederle.

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