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Aumentano le imposte di registro, cedolare sempre più conveniente.

by Chiara Bianchi
on Settembre 13, 2013
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La cedolare secca non è mai stata così conveniente. Dopo la riduzione dell'aliquota al 15% per i contratti concordati, ecco un altro motivo per sceglierla come regime fiscale: l'aumento dell'imposta di registro dei contratti d'affitto, che non si paga in caso di scelta della cedolare.


aumenta imposta registroCon la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 12 settembre 2013 n. 214 del D.l. sulla scuola, entra in vigore la nuova normativa "Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca", un pacchetto da 470 milioni la cui copertura arriva, in parte, anche dall'immobiliare. Dal 1 gennaio 2014 aumenteranno dunque le imposte di registro e catastali su compravendite, contratti di affitto, donazioni e conferimenti in società, passando da 168 a 200 euro. Vengono inoltre reintrodotte le imposte ipotecarie e catastali, annullate nel 2011 dal federalismo fiscale, che costeranno un fisso pari a 50€.


Se a pagare i conti sembra essere, ancora una volta, il mattone, tuttavia una scappatoia c'è, almeno per i contratti d'affitto. Scegliere come regime la cedolare secca risulta, dalle ultime novità fiscali, doppiamente conveniente: da una parte, con il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 102, il Governo ha ridotto l'aliquota per i contratti a canone agevolato dal 19 al 15%, con risparmi ben visibili soprattutto laddove gli accordi territoriali sono più aggiornati; dall'altra, con la constatazione che la cedolare secca va a sostituire il pagamento dell'imposta di registro e di bollo, comprese quelle su annualità successive, proroghe e risoluzioni, assorbendo pertanto anche l'aumento previsto di 32€.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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