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Canone concordato al top e tempi di locazione più brevi: ecco i trend dell'affitto nel 2015.

by Chiara Bianchi
on Gennaio 04, 2016
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Casa e affitti: i trend del 2015

Il 2015 ha visto il definitivo sorpasso del canone concordato sul contratto a canone libero, anche grazie all'aliquota agevolata della cedolare secca, che per questa tipologia convenzionata è solo al 10% (mentre rimane al 21% per i contratti 4+4). I dati arrivano dal Report Solo Affitti sul Mercato della Locazione nel 2015.

Dopo aver analizzato i dati sugli affitti in Italia nel 2015, con le variazioni dei canoni di locazione rispetto all'anno precedente, il Report Solo Affitti registra i trend sull'utilizzo dei contratti, sui tempi di locazione e sulle tipologie dei locatari. Allora vediamo insieme i chi, i cosa e i quanto hanno caratterizzato il mercato degli affitti nell'anno che sta volgendo al termine.

InquiliniChi, ovvero: i locatari. Secondo i dati Solo Affitti, le coppie senza figli che vivono in una casa non di proprietà passano dal 36,9% del 2014 al 40,2% del 2015, un aumento compensato dalla diminuzione delle famiglie con figli che rappresentano invece il 25,8% degli inquilini. Numerosi sono anche i single che scelgono l'affitto: 21,9%, mentre la condivisione dell'appartamento, che riguarda generalmente studenti, trasfertisti ma anche giovani lavoratori che preferiscono dividere le spese per la casa con altre persone, sembra aver subito un arresto negli ultimi mesi, quando tale soluzione è stata scelta nel 12,1% dei casi. Un fenomeno che comunque caratterizza soprattutto la vita degli studenti fuori sede, se è vero che sono principalmente le città universitarie a registrare i dati più alti per quanto riguarda questa particolare categoria di locatari: pensiamo ad esempio a Catanzaro, dove sono il 35%, Firenze (21,7%), Bologna (21%), Venezia (17,5%) e Milano (17%).

contrattoCosa, ovvero: i contratti. Abbiamo già detto all'inizio di questo articolo che il 2015 si potrà ricordare nel mondo immobiliare come l'anno in cui il contratto a canone concordato ha superato per utilizzo quello libero 4+4. In effetti la spinta decisiva arriva dalla possibilità, per i proprietari, di ricorrere a una tassazione agevolata, visto che la cedolare secca, alternativa al tradizionale regime Irpef, ha un'aliquota pari al 10% (anche se non ovunque: leggi l'approfondimento dell'Esperto su quando conviene la cedolare secca). Nel 2015 appena il 13% dei proprietari ha fatto ricorso alla tassazione Irpef, mentre la cedolare secca ha registrato punte del 97% a Perugia, del 95% a Napoli, del 93% a Roma, Venezia e Firenze. I contratti a canone concordato, grazie anche all'abbinamento con il regime fiscale agevolato, sono diventati i più utilizzati in Italia negli ultimi dodici mesi: vi hanno fatto ricorso il 43,1% dei proprietari, contro il 42,1% che ha preferito il contratto libero. Una differenza forse minima, ma che si inserisce all'interno di un'escalation partita l'anno dell'introduzione della cedolare secca, il 2011, e che verosimilmente continuerà il suo trend positivo, visti anche i recenti aggiornamenti degli accordi territoriali in città come Milano e Napoli, dove il canone concordato deve ancora prendere piede. Nel 2015 cala anche l’impiego di contratti transitori, passati dal 20,9% del 2014 a 14,3% di quest’anno.

TempoQuanto, ovvero: i tempi di locazione. Quanto tempo occorre a un inquilino per trovare l'appartamento ideale da prendere in affitto? Anche a questa domanda risponde il Report Solo Affitti: 2,3 mesi è il tempo medio stimato in Italia, in diminuzione rispetto a un anno fa anche grazie ai periodi più brevi che occorrono per arrivare alla firma del contratto nelle zone centrali e semicentrali (2 mesi), mentre in periferia ci vogliono 2,7 mesi. Sono più rapidi a trovare casa gli inquilini di Perugia (1,5 mesi), Milano e Firenze (1,7 mesi) mentre impiegano più tempo quelli di Napoli (3,8 mesi), Bari (3,5 mesi), Palermo e Aosta (3,3 mesi).

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • Mariano Giusti

    Buongiorno, avrei una domanda in merito ad un contratto a canone concordato che mi è stato proposto (io sono il futuro conduttore).
    Nella bozza di contratto sono riportate le seguenti righe:

    Maggiorazioni: 15%
    - 10% maggior durata 6 anni + 2
    - 5% recesso con preavviso di 3 mesi

    A parte che sono due richieste che non ho fatto, vorrei sapere se sono previste o trattabili, perchè non ne ho trovato documentazione nelle leggi.

  • Gentile Mariano, sono due condizioni che vengono inserite per riuscire a maggiorare il canone "base", quindi se lei non è interessato può naturalmente discuterle e farsi calcolare il canone senza tali maggiorazioni.

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