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Canoni bassi e cedolare secca: la ricetta anti-crisi parte dagli affitti.

by Chiara Bianchi
on Aprile 23, 2013
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Della serie "Meglio un canone basso oggi, che un inquilino moroso domani": sembra essere questa la ricetta anti-crisi dei proprietari italiani, che preferiscono abbassare il prezzo degli affitti a fronte di una solvenza più sicura. E a giocare un ruolo fondamentale concorre anche la cedolare secca, che sta conquistando sempre più adesioni fra i proprietari.


iStock 000023763000XSmallLa nuova tendenza anti-crisi del mercato immobiliare vede i proprietari abbassare i canoni d'affitto percepiti, per avere maggiori garanzie di solvenza da parte degli inquilini. A rilevare il dato è il franchising Solo Affitti, specialista della locazione, che ha promosso uno studio all'interno della propria rete di agenzie, dal quale emerge come il 90% degli agenti abbia riscontrato almeno un caso di ribasso negli ultimi sei mesi. Cifre che aumentano quando si parla di grandi città metropolitane, dove lo sconto è registrato da un terzo delle agenzie.


Silvia Spronelli, presidente del franchising Solo Affitti, commenta così la tendenza: "Evidentemente la crisi morde e i proprietari cercano di andare incontro alle esigenze degli inquilini. Si preferisce abbassare il prezzo piuttosto che rischiare la morosità. Toscani, lombardi e umbri sono i locatori più sensibili in questo senso. Casi di sconti medi inferiori a 30 euro si sono verificati soprattutto nelle zone dove i canoni di locazione sono già particolarmente bassi. Nei grossi centri come Roma, invece, ci sono state riduzioni piuttosto elevate, tra i 70 e i 100 euro, a testimonianza di prezzi d'affitto evidentemente troppo elevati rispetto alla capacità di spesa dei locatori. Pochissimi, in generale, gli episodi di sconti superiori a 100 euro al mese registrati dai nostri affiliati".


L'analisi segnala contemporaneamente la rivincita della cedolare secca, regime fiscale che prevede una tassazione del 19 o 21% sulla cifra incassata, evitando spese e trafile burocratiche: il 64% dei proprietari la preferisce, infatti, al regime Irpef, che prevede invece la tassazione in base allo scaglione di reddito. La cedolare secca riscuote molto successo nel Sud (70%) e nelle Isole (73%) ma è nelle città metropolitane come Roma e Firenze che c'è stato il vero boom, scelta nell'85% e nell'83% dei casi, mentre a Bologna il canone concordato rende ancora conveniente l'opzione del regime Irpef.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • bruno cau

    Salve, ho affitato la mia casa a due trasfertisti universitari, con contrato cedolare secca, 4 anni, sono sopraggiunti problemi familiari, e ho inviato una racc.a/r ai miei inquilini, con preaviso di 6 mesi per lasciare l'appartamento. Se questi nn dovessero rispettare quanto richiesto, posso cambiare la serratura? A cosa vado incontro? io sono un invalido del lavoro, posso avvalermi di questo handik?
    Ringrazio anticipattamente
    Brjno

  • Gentile Bruno, purtroppo nonostante i motivi che immagino validi gli inquilini hanno diritto a rimanere nell'immboile almeno fino alla prima scadenza. Procedere con il cambio della serratura non sarebbe mai ammissibile.

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