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Casa, ecco quanto ci sono costate Imu e Tasi nel 2014.

by Chiara Bianchi
on Marzo 23, 2015
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Chi, con l'introduzione dell'Imu nel 2012, pensava che la tassazione sugli immobili avesse raggiunto il suo culmine, si sbagliava di grosso. Nel 2014 l'aggiunta della Tasi ha fatto registrare il record di incassi da parte dell'Erario: 25,2 miliardi di euro, cioè 1,6 miliardi più del 2012. Il dato arriva dal bollettino sulle entrate tributarie del Ministero dell'Economia.


AAprelievoCasaQuanto costa la Tasi ai contribuenti italiani? Sono state tante le ipotesi in risposta a questa domanda, ma finalmente è arrivata quella ufficiale, calcoli alla mano, dritta dritta dal Ministero dell'Economia. Ed è una risposta che non ci piace. Perché forse ce n'eravamo già accorti abbondantemente da soli, ma le rassicurazioni arrivate da più fonti sul fatto che non ci fossero stati aggravi fiscali nei vari passaggi da Ici a Imu e poi da Imu a Iuc, un po' ci mettevano in confusione e alimentavano il dubbio. Ma ora il bollettino delle entrate tributarie diffuso dal Ministero ci sbatte in faccia, nero su bianco, la verità: cioè che nel 2014 le nostre tasche si sono alleggerite di un bel 4,6 miliardi di euro in più a causa della Tasi. Un carico fiscale che è stato spalmato su tutti gli immobili, alleggerendo il peso per l'abitazione principale di 500 milioni di euro solo per un numero limitato di proprietari, ovvero quelli che vivono in case dal valore fiscale più elevato, ma di contro alzando la posta per la maggioranza dei contribuenti, quelli che vivono in immobili dalle rendite catastali medio-basse. Anche per seconde case, negozi e imprese l'introduzione della Tasi ha lasciato il segno: da loro provengono infatti circa 1,1 miliardi di euro, che si vanno a sommare a un'Imu già pesantissima per queste categorie di immobili.

 
I dati del Ministero mostrano insomma come la riforma della tassazione immobiliare abbia colpito negativamente proprio la fascia più povera dei contribuenti, attraverso l'aumento della base imponibile, la cancellazione delle detrazioni fisse sull'abitazione principale e l'aumento esponenziale delle aliquote usate come tampone per i tagli ai fondi locali.


La mappa delle città più care per gettito da immobili mostra un'Italia divisa fra le grandi città e i capoluoghi di provincia del Nord, dove l'impatto è massimo, e i capoluoghi del Sud Italia, dove invece l'impatto è minimo. Il gettito pro capite, che tiene conto anche di negozi, alberghi e capannoni non riguardando esclusivamente le tasse pagate da ciascuna famiglia, è più alto a Padova (668,3 euro), Siena (637,5 euro) e Milano (631,2 euro), mentre gli abitanti di Crotone, Palermo e Catanzaro sono quelli che pagano meno, rispettivamente 111,2 euro, 126,4 euro e 134,8 euro.


Visti i precedenti, non sappiamo se credere o meno alle dichiarazioni del Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan che, in merito alla formulazione della Tassa Unica allo studio dei tecnici del governo, ha recentemente asserito che non ci saranno aumenti della pressione fiscale nel passaggio alla nuova tassazione. Possiamo solo incrociare le dita.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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