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Cedolare secca, i canoni concordati tornano a pagare il 15%.

by Chiara Bianchi
on Aprile 01, 2015
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Marcia indietro del Governo sul provvedimento contenuto nel Piano Casa che riduceva la cedolare secca dal 15 al 10% per i contratti a canone concordato nel trimestre 2014-2016. Con il D.L. 31 marzo 2015, n. 51 il periodo di sconto dell'aliquota cedolare si riduce di un anno, terminando a fine 2015 a causa della mancanza di coperture finanziarie.

Bufala 1 aprile cedolare seccaE' finita la pacchia per i proprietari che affittano la propria abitazione usufruendo dell'aliquota agevolata per la cedolare secca. A partire dal 1 gennaio 2016 i contratti a canone concordato torneranno a pagare il 15% di tassa sul regime fiscale secco, a causa di una misura contenuta nel D.L. 31 marzo 2015, n. 51 in corso di approvazione alla Camera. La riduzione al 10% era stata introdotta dal Piano Casa, entrato ufficialmente in vigore circa un anno fa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 28 marzo 2014, n. 47 recante "Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015", e doveva produrre effetti fino alla fine del triennio 2014-2016.

Il provvedimento è stato inserito nel decreto legge in corso di approvazione alla Camera a causa della mancanza di coperture fiscali per l'ultimo anno, il 2016. Chi occuperà la poltrona ancora vacante del Ministero delle Infrastrutture dovrà fare i salti mortali per riportare la situazione allo status quo attuale. Saranno migliaia infatti i proprietari di case concesse in locazione che subiranno un aggravio che potrebbe mettere nuovamente in ginocchio il mercato immobiliare.

Gli studi mostrano infatti come il concorso a questi vantaggi fiscali, grazie a strumenti normativi dedicati, abbiano stimolato il mercato degli affitti, riducendo l'emergenza abitativa figlia della crisi economica degli ultimi anni, della difficoltà di accesso al credito e della mancanza di liquidità che allontanano le famiglie italiane dal sogno della casa di proprietà. Secondo i primi calcoli, tornando all'aliquota del 15% l'Erario incasserà oltre 500 milioni di euro, mentre l'aggravio per i proprietari è stimabile tra i 60 euro in più per chi percepisce un canone annuo pari a 1.200 euro, fino a +720 euro per chi annualmente dichiara redditi da affitto pari a 14.400 euro.

C'è da auspicare che il sostituto di Lupi compia il miracolo e riesca a trovare i fondi necessari per finanziare l'agevolazione anche per tutto il 2016. E che questo avvenga prima della conversione in legge del D.L. 51/2015.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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