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Comodato a genitori e figli, i chiarimenti del MEF sulle modalità applicative.

by Chiara Bianchi
on Febbraio 23, 2016
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Chiariti dubbi sullo sconto Imu per i comodati a genitori e figli

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze fornisce alcuni chiarimenti in merito alle modalità applicative dello sconto Imu e Tasi riservati agli immobili concessi in comodato a genitori e figli. La risoluzione n.1/DF del 17 febbraio 2016 chiarisce per prima cosa che le agevolazioni spettano non più dalla data di registrazione del contratto, quanto da quella della stipula dell’accordo.

Registrazione

Ora, le cose si complicano leggermente. Perché il comodato può essere redatto sia in forma verbale che scritta, non essendo soggetto a nullità in caso di mancata scrittura dello stesso. Pertanto è bene fare qualche distinzione in base alla forma di contratto:

- Contratto di comodato redatto in forma scritta: la risoluzione del MEF specifica che il contratto di comodato redatto in forma scritta è soggetto a registrazione entro un termine fisso di 20 giorni dalla data dell’atto a norma dell’art. 13 del D.P.R. n. 131 del 1986. Per beneficiare dell’agevolazione sin dal mese di gennaio 2016, “il contratto di comodato redatto in forma scritta deve essere stato, quindi, stipulato entro il 16 gennaio 2016 e registrato secondo le disposizioni che regolano l’imposta di registro". Per i contratti stipulati successivamente alla data del 16 gennaio, i proprietari che vogliono godere dell’agevolazione dovranno registrare l’atto secondo le disposizioni che regolano l’imposta di registro, nel rispetto della regola prevista dal comma 2 dell’art. 9 del D. Lgs. n. 23 del 2011 (secondo cui “L'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria”), prendendo come riferimento la data del contratto di comodato.
- Contratto di comodato redatto in forma verbale: il D.P.R. n. 131 del 1986 non elenca il contratto di comodato d’uso gratuito fra quelli che devono essere sottoposti a registrazione, ma la Legge di Stabilità 2016 ne richiede espressamente la registrazione. Pertanto, recita la risoluzione, “con esclusivo riferimento ai contratti verbali di comodato e ai soli fini dell’applicazione dell’agevolazione in oggetto la relativa registrazione potrà essere effettuata previa esclusiva presentazione del modello di richiesta di registrazione (modello 69) in duplice copia in cui, come tipologia dell'atto, dovrà essere indicato «Contratto verbale di comodato»”.

In sostanza, a far fede per l’ottenimento dell’agevolazione fiscale sarà quindi la data di stipula del contratto, nel caso con la possibilità della registrazione con ravvedimento. Inoltre il contribuente deve presentare, entro il 30 giugno 2017, la dichiarazione Imu.

Possesso di un solo immobile

La Legge di Stabilità stabilisce che le agevolazioni fiscali spettano agli immobili concessi in comodato d’uso gratuito a genitori e figli a patto che:
- si tratti di immobile ad uso abitativo tranne quelli classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9
- i comodatari lo utilizzino come abitazione principale
- il contratto sia registrato
- il comodante possieda un solo immobile in Italia
- il comodante risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato
- il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all'immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione sempre delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9

Per quanto riguarda il requisito che prevede per il comodante il possesso di un solo immobile in Italia, ci si è chiesti se la misura escludesse il possesso, ad esempio, di un terreno agricolo e di un negozio. La risoluzione precisa che la disposizione si colloca nell’ambito del regime delle agevolazioni riconosciute per gli immobili ad uso abitativo, e dunque solo a questa tipologia di immobili si riferisce la limitazione. Pertanto il possesso di un altro immobile che non sia destinato a uso abitativo, o anche di pertinenze, non impedisce che venga riconosciuta l’agevolazione.

Quota Tasi

Altri chiarimenti riguardano la quota della Tasi che deve essere corrisposta dal comodante, una volta determinata l’imposta tenendo conto della riduzione del 50% della base imponibile. Il comodatario, dovendo adibire ad abitazione principale l’immobile concesso in comodato, non deve corrispondere la Tassa sui servizi indivisibili dal momento che la Legge di Stabilità per l’anno 2016 ha previsto l’esclusione dalla Tasi sia per il possessore sia per l’occupante per gli immobili adibiti ad abitazione principale.
Il comodante, invece, dovrà versare la Tasi – una volta ridotta la base imponibile del 50%nella percentuale stabilita dal Comune nel regolamento relativo all'anno 2015; nel caso in cui non sia stata determinata l’aliquota dal Comune, il comodante è tenuto ad applicare la Tasi nella misura pari al 90% dell'ammontare complessivo del tributo.

Bonus edifici storici e altre agevolazioni

Nel caso di un immobile concesso in comodato d’uso, che rientri nei requisiti per beneficiare delle agevolazioni Imu e Tasi ma anche in quelli per ottenere il bonus per gli edifici storici (cui spetta una riduzione del 50% sulla base imponibile), il Mef ha chiarito che le due agevolazioni si accumulano e il contribuente pagherà l’imposta sul 25% della base imponibile. L’agevolazione statale si potrà inoltre cumulare a quella locale nel caso in cui il Comune abbia deliberato un’aliquota agevolata per le abitazioni in comodato d’uso gratuito. Il contribuente dovrà in questo caso versare l’imposta considerando il 50% della base imponibile e l’aliquota agevolata stabilita dall’amministrazione comunale.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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