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Coppie di fatto, arrivano le regole per il contratto di convivenza.

by Chiara Bianchi
on Luglio 21, 2016
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Coppie di fatto e casa in affitto o proprietà

Gli adempimenti da seguire per sottoscrivere il contratto di convivenza.

La legge 20 maggio 2016 n.76 sulle unioni civili e sulle convivenze di fatto ha introdotto il contratto di convivenza, entrato in vigore ufficialmente lo scorso 5 giugno. Ci ha pensato però la Circolare n. 7 del Ministero degli Interni a stabilire le regole da seguire per redigere il suddetto contratto, che permetterà, alle coppie che lo desiderano di disciplinare gli aspetti economici relativi alla loro vita in comune. La caratteristica principale del contratto di convivenza è appunto quella di inerire alle questioni prettamente patrimoniali, non toccando altri ambiti del menage della coppia. Il contratto deve avere forma scritta a pena di nullità, con l’intervento del notaio a garanzia della conformità alle norme imperative e all'ordine pubblico. Inoltre deve essere redatto sotto forma di una scrittura privata, con sottoscrizione autenticata anche da un avvocato, il quale deve trasmetterne copia, entro 10 giorni, al comune di residenza dei conviventi per la registrazione in anagrafe.
Nel contratto di convivenza si trattano quindi in maniera più specifica le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, l’adozione della comunione o della separazione dei beni come regime patrimoniale, la facoltà di assistenza reciproca in caso di malattia e la definizione dei rapporti patrimoniali in caso di rottura della coppia. E per quanto riguarda la casa?

Il nido d’amore delle coppie di fatto: se la casa è di proprietà o in affitto.

A livello giuridico, le novità importanti sono due: il diritto di accedere alla graduatoria delle case popolari come coppia, e la possibilità di rimanere a vivere nell’abitazione comune in caso di morte del compagno/ proprietario. O meglio, il convivente può continuare sì a usufruire dell’abitazione, ma per un periodo che va dai 2 ai 5 anni, mentre nel caso siano presenti figli minori o figli disabili del convivente in vita, il periodo minimo nel quale questi ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza sale a 3 anni.

E se la coppia vive in affitto? Nel contratto di convivenza viene specificato in quale misura i partner contribuiscono a far fronte alla spesa mensile del canone, così come per ogni altra occorrenza derivata dalla vita di coppia. La legge si è espressa inoltre riguardo ai casi di subentro in una casa affittata da una coppia di fatto: ad esempio se l'intestatario del contratto di affitto della casa di comune residenza dovesse morire o dovesse recedere, il convivente potrebbe subentrare nel contratto, esattamente come avviene in caso di separazione o divorzio delle coppie sposate.

Il riconoscimento delle coppie di fatto ha modificato anche la gestione condominiale. L’amministratore di condominio è infatti obbligato a informarsi circa lo status di ogni condomino, per segnalare nel registro dell’anagrafe condominiale tutti i dati relativi agli immobili e ai loro occupanti, riportando non solo i dati dei proprietari e dei titolari dei contratti di affitto ma anche degli usufruttuari e dei conviventi. Il partner di fatto, proprietario dell’immobile o titolare del contratto di affitto, può inoltre dare delega al proprio convivente per rappresentarlo durante le assemblee condominiali o per gestire le questioni relative al condominio.

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Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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