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Dallo Sblocca-Italia arriva una regolamentazione al rent to buy.

by Chiara Bianchi
on Novembre 07, 2014
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Lo Sblocca Italia, convertito in legge dopo l'ultimo via libera del Senato, contiene diverse novità per la casa, fra cui la regolamentazione del rent to buy, la formula di affitto con riscatto che potrebbe aiutare il rilancio del settore immobiliare in Italia. Facciamo il punto sugli aggiornamenti normativi.


regole rent to buyIl decreto Sblocca Italia è stato convertito in legge, dopo l'approvazione da parte del Senato avvenuta lo scorso 4 novembre. Diventano così definitive le norme che incentivano la ripresa dell'immobiliare, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo. Fra queste, l'articolo 23 introduce la disciplina per i contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili: in pratica, viene finalmente regolamentato l'affitto con riscatto, chiamato anche rent to buy, una formula che permette di acquistare un immobile prendendolo in affitto per un determinato periodo di tempo e impegnandosi poi a concludere il contratto di compravendita alla scadenza pattuita. I vantaggi sono ben evidenti da entrambe le parti: gli inquilini/acquirenti ottengono immediatamente la disponibilità dell'immobile desiderato, e inoltre possono recuperare le somme versate per l'affitto come pagamento del prezzo in caso di successivo acquisto, diluendo così nel tempo l'impegno finanziario. I proprietari/venditori trovano dei potenziali acquirenti e iniziano da subito a mettere a reddito l'immobile, sgravandosi dall'onere finanziario sostenuto per la costruzione.

Finora questa tipologia di contratto è rimasta poco diffusa in Italia, anche a causa del fatto che non esisteva una disciplina specifica che ne regolamentasse la giurisprudenza. Eppure la crisi degli ultimi anni ha accentuato la necessità di formule contrattuali alternative, a maggior ragione vista la difficoltà di molte famiglie ad accedere a mutui bancari. Dunque il provvedimento del Governo in materia è parso quanto mai opportuno, anche se non interviene sui profili fiscali dei contratti quanto sulla tutela reciproca dei contraenti. Vediamo le novità:

- I contratti di rent to buy dovranno essere trascritti nei registri immobiliari. Così l'inquilino/acquirente si tutela dal rischio che l'immobile possa essere ceduto ad altri se per caso il proprietario dovesse cambiare idea nel corso degli anni, mentre il proprietario/concedente tornerà più facilmente in possesso della casa se l'inquilino dovesse saltare il pagamento dei canoni pattuiti.

- Non viene fornita nessuna indicazione specifica circa la natura dell'immobile e delle parti contraenti, che potranno perciò essere privati, imprese, società ecc.

- Viene concessa ampia libertà alle parti di stabilire in sede contrattuale la definizione degli accordi, come la quota dei canoni da considerare come acconto o la durata della fase di godimento. Le parti possono stabilire in maniera autonoma anche l'inserimento in contratto di diritti di recesso, clausole penali o condizioni e regole per l'inadempimento dell'obbligo di trasferimento.

- Se l'inquilino non è in regola con i pagamenti e salta un numero di canoni stabilito dalle parti, in maniera anche non consecutiva e comunque in misura non inferiore ad un ventesimo del loro numero complessivo, il contratto si risolve e il proprietario tornerà in possesso dell'immobile.

- In caso di risoluzione per inadempimento dell'inquilino/acquirente, il proprietario/concedente ha diritto a vedersi restituito l'immobile e trattiene i canoni a titolo di indennità, a meno che non sia stato diversamente convenuto dalle parti alla firma del contratto. Al contrario, in caso di risoluzione per inadempimento del proprietario/concedente, questi deve restituire i canoni giù versati dall'inquilino, maggiorati degli interessi legali.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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