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Dichiarazione dei redditi 2014, come funzionano le detrazioni per le spese legate alla casa? Part. I

by Chiara Bianchi
on Maggio 22, 2014
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L'Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti su varie questioni interpretative riguardanti gli oneri deducibili e detraibili in sede di dichiarazione dei redditi 2014. Quali sono i casi di sostituzione dell'Imu all'Irpef? Il reddito di un immobile adibito ad abitazione principale concorre alla formazione della base imponibile Imu? E i canoni di affitto non riscossi vanno comunque dichiarati?


iStock 000027664734SmallL'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la Circolare N/11E nella quale vengono date risposte alle domande poste dai Centri di assistenza fiscale sulla compilazione della dichiarazione dei redditi, in particolare sugli oneri deducibili e detraibili per il 2014 tra i quali gli interessi passivi, le spese per gli interventi di recupero del patrimonio abitativo e per la riqualificazione energetica degli edifici, il bonus mobili, il rapporto Imu/Irpef.

 


Imu: l'Imposta Municipale Unica sostituisce l'Irpef e le relative addizionali in relazione al reddito fondiario di fabbricati non locati e de terreni non affittati. In particolare per l'anno 2013 la sostituzione viene applicata in tutte le ipotesi in cui è dovuta l'Imu, quindi sia per le rate dell'imposta, sia per la mini-Imu, e anche i caso di mancato versamento, ad esempio in caso di riconoscimento delle detrazioni o perché l'importo è inferiore al minimo da versare.


Abitazione principale: secondo l'art. 9, comma 9 del Dl 23/2011, il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso Comune nel quale si trova l'immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all'imposta municipale propria, concorre alla formazione della base imponibile dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali nella misura del 50%. La definizione di "abitazione principale" è contenuta all'art. 10, comma 3-bis del Tuir: "si intende quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente". Ad esempio, un contribuente che dimori abitualmente in un immobile detenuto a titolo di locazione e che, nello stesso comune, possieda a titolo di proprietà un'unità immobiliare ad uso abitativo non locata assoggettata all'Imu, non dovrà far concorrere il reddito di quest'ultima unità abitativa alla formazione della base imponibile dell'Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50%. Diversamente, un contribuente che dimori abitualmente in un immobile posseduto a titolo di proprietà e che, nello stesso comune, possieda a titolo di proprietà un'unità immobiliare ad uso abitativo non locata assoggettata all'Imu, dovrà far concorrere il reddito di quest'ultima unità abitativa alla formazione della base imponibile dell'Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50%. Tale disposizione si applica anche nel caso in cui un proprietario di prima casa che consista in un fabbricato rurale possegga, nello stesso Comune, un altro immobile ad uso abitativo non locato e assoggettato a Imu.


Canoni di locazione non riscossi: in base alla legge secondo cui i redditi fondiari sono imputati al possessore indipendentemente dalla loro percezione (art. 26, comma 1 del Tuir), anche per il reddito da locazione non è richiesta, ai fini della imponibilità del canone, la materiale riscossione di esso. Pertanto, ove il reddito fondiario sia costituito dal canone di locazione, non è rilevante il canone effettivamente percepito dal locatore, bensì l'ammontare di esso contrattualmente previsto per il periodo di imposta di riferimento e per tutta la durata del contratto di locazione. Per le sole locazioni di immobili ad uso abitativo, l'articolo 8, comma 5, della legge n. 431 del 1998, ha stabilito che i relativi canoni, se non percepiti, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del locatore dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità dell'inquilino. Quindi tali canoni non devono essere riportati nella relativa dichiarazione dei redditi se, entro il termine di presentazione della stessa, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità e, nel caso in cui il giudice confermi la morosità dell'inquilino anche per i periodi precedenti il provvedimento giurisdizionale, al proprietario è riconosciuto un credito d'imposta pari alle imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti. Per le locazioni di immobili non abitativi il legislatore tributario non ha previsto invece nessuna deroga. Dunque il canone, benchè non percepito, va comunque dichiarato, nella misura in cui risulta dal contratto di locazione, fino a quando non intervenga una causa di risoluzione del contratto, e le imposte assolte sui canoni dichiarati e non riscossi non potranno essere recuperate.


Qui trovate la seconda parte dell'articolo.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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