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Flop della cedolare secca? Questione di punti di vista

by Chiara Bianchi
on Novembre 23, 2012
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Il gettito proveniente dalla cedolare secca risulta essere molto più basso delle aspettative, e sui giornali si parla di flop. Ma non è possibile che fossero le aspettative ad essere troppo alte?

 

imuDurante l'audizione in commissione Finanze della Camera tenutasi un paio di giorni fa, il direttore del Dipartimento Fabrizia Lapecorella ha reso noti i dati sul gettito incassato dalla cedolare secca. E sembra proprio che le cifre non si avvicinino neanche lontanamente alle previsioni del 2011. Per questo le stime di gettito della tassazione introdotta da appena un anno e mezzo sono state ridotte a un quarto rispetto a quelle originali.


Secondo le attese, infatti, nel 2011 si sarebbero dovuti incassare 2,7 miliardi, ma all'Erario ne sono arrivati appena 672 milioni. La previsione per il 2012 è stata quindi rivista da 3,8 miliardi a 814 milioni, mentre dal 2014 il gettito atteso è passato da quattro miliardi a 976 milioni.


Alessandro Bolis, delegato ANCI alle politiche abitative, parla di flop e si rammarica del risultato rilevato dal Dipartimento Delle Finanze. E aggiunge: "Restiamo perplessi sul tipo di strumento utilizzato per favorire l'emersione del nero che a quanto pare, almeno dai dati ministeriali, non ha sostanzialmente avuto grandi riscontri. Chi viveva in uno stato di clandestinità contrattuale oggi ci rimane".


Quindi la cedolare ha davvero fatto flop?


Lo chiediamo a Isabella Tulipano, Responsabile Marketing e Comunicazione Solo Affitti, il franchising leader nel settore della locazione. "Credo che non sia corretto parlare di flop. Piuttosto, penso che la cifra che si riteneva sarebbe derivata dal gettito sia stata decisamente sovrastimata. Ma la stima è una previsione, e una previsione fatta su un dato reale e quantificabile può avvicinarsi o discostarsi dai dati finali rimanendo sempre all'interno di un certo range. Una previsione fatta invece su un dato non quantificabile né misurabile, come quello dei contratti in nero che per loro proprietà intrinseca non sono dichiarati e quindi non si conoscono, non può che essere azzardata." E aggiunge: "L'obiettivo dell'introduzione della cedolare doveva e deve essere quello di dare una seconda scelta ai proprietari. A noi risulta che la maggior parte di loro abbia apprezzato il nuovo regime di tassazione, che lo ha infatti scelto nel 55,9% dei casi di contratti di nuova stipula."


Questione di obiettivi, dunque. Quello dichiarato originariamente da Lapecorella era l'emersione del nero ma, per sua stessa ammissione, "al momento non è ancora possibile verificare quanto l'imposta abbia assicurato emersione di base imponibile". E ha concluso: "Davanti alla complessità procedurale delle cose che dovevano essere fatte per esercitare l'opzione della cedolare secca sugli affitti è probabile che molti contribuenti abbiano preferito non utilizzare questa tassazione sostitutiva, in molti casi più conveniente".

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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