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In arrivo nuove misure pro affitti nella Legge di Stabilità 2016.

by Chiara Bianchi
on Novembre 04, 2015
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Legge di stabilità 2016 norme pro affitti

Con il Governo al lavoro sui ritocchi alla Legge di Stabilità presentata a metà ottobre, si infittiscono le voci secondo cui fra gli emendamenti che si aggiungeranno alla prima versione ce ne sarà uno a favore degli inquilini, con agevolazioni dedicate a chi ha un contratto concordato e a coloro che contribuiscono a far emergere il nero.

Dopo l’abolizione della Tasi sulla prima abitazione e la proroga dei bonus casa, ora il Governo guarda anche agli inquilini. Fra gli emendamenti in arrivo spunta infatti l’ipotesi di una misura pro affitti che i tecnici impegnati nella revisione della manovra Finanziaria per il prossimo anno stanno valutando. Al momento non si hanno molte notizie in merito, ma le voci parlano di interventi per favorire le locazioni a canone concordato, trascurate negli ultimi anni nonostante i numerosi cambi di rotta delle norme sulla tassazione del mattone.

Ma non è tutto. Dopo le recenti sentenze della Consulta che hanno - per l’ennesima volta-  bocciato la normativa sugli affitti in nero, la Legge di Stabilità potrebbe diventare il giusto mezzo con cui intervenire contro l’evasione fiscale nel settore delle locazioni, prevedendo una norma che vada a sanare l’attuale, paradossale situazione.

In sostanza i giudici della Consulta hanno dichiarato l’incostituzionalità delle norme contenute nel dlgs 23/2011 che prevedono agevolazioni fiscali, come la trasformazione del contratto in nero in un 4+4 con canone pari al triplo della rendita catastale (in genere inferiore ai valori di mercato del 70-80%), per gli inquilini che denunciano all’Agenzia delle Entrate situazioni irregolari, introducendo anzi per i denuncianti maxi sanzioni e la possibilità di incorrere in uno sfratto. Le due sentenze della Consulta hanno bocciato anche il dl Casa voluto da Lupi nel 2014, che tentava di introdurre nuovamente la normativa contro gli affitti in nero prorogando la validità dei contratti stipulati in seguito al dlgs 23/2011 fino al 31 dicembre 2015. Per la Corte Costituzionale i proprietari evasori hanno quindi il diritto di chiedere agli inquilini la liberazione dell’immobile, nonché il pagamento degli arretrati, costituiti dalla differenza tra il canone minimo applicato in seguito alla denuncia e in forza alla legge del 2011, e quello in nero applicato prima della registrazione del contratto.

Una situazione paradossale, per la quale è ora che il Governo preveda una soluzione precisa e definitiva, attraverso un mezzo – la Legge di Stabilità – che speriamo questa volta risulti inoppugnabile in quanto a eccesso di delega.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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