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Innovazione e sostenibiltà: ecco il futuro dell’edilizia

by Chiara Bianchi
on Ottobre 23, 2012
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Fillea Cgil e Legambiente presentano “Costruire il futuro”, il primo rapporto congiunto sull’innovazione e la sostenibilità nel settore edilizio.

 

foto terremoto emilia crollo duomo mirandola 0 1Sei milioni di italiani vivono in zone ad alto rischio idrogeologico e tre milioni in quelle ad alto rischio sismico. Queste le cifre spaventose snocciolate dal Consiglio Nazionale dei Geologi e raccolte nel rapporto “Costruire il futuro”, il primo nato dalla collaborazione di Fillea Cgil e Legambiente, presentato in occasione del Saie di Bologna la scorsa settimana.

 

Più della metà degli edifici ad uso residenziale presenti sul suolo italiano sono stati costruiti prima del 1971, mentre l’introduzione della legge antisismica risale al 1974. Solo questo dato basterebbe a comprendere le dimensioni del rischio, ma anche il punto da cui partire per mettere in sicurezza il patrimonio edilizio del nostro Paese.

 

Non solo. Le nostre case non sono solo costruite nei posti sbagliati, ma sono anche costruite male, fa freddo d’inverno e caldo d’estate. E continua a essere così, malgrado la spesa energetica delle famiglie sia cresciuta del 52% negli ultimi dieci anni.

 

La risposta di Fillea e Legambiente alla situazione odierna risiede in una serie di interventi mirati al sostegno dell'economia sostenibile delle costruzioni, con particolare attenzione alle prestazioni energetiche degli edifici, allo sviluppo delle rinnovabili e alla certificazione energetica. Cinque le priorità individuate:

 

- il primo intervento riguarda la necessità di una regia nazionale che fissi i riferimenti normativi validi su tutto il territorio nazionale, in particolare in materia di prestazioni energetiche e di Immaginecertificazione;

- il secondo intervento riguarda gli edifici di nuova costruzione, dove occorre accompagnare il miglioramento delle prestazioni previsto dalle Direttive Europee stabilendo da subito un obbligo minimo di Classe A. Questo obiettivo permetterebbe praticamente di azzerare le bollette delle famiglie, anche grazie al contributo delle fonti rinnovabili ai fabbisogni elettrici e termici già previsto dalle Direttive;

 - il terzo intervento riguarda la riqualificazione del patrimonio edilizio, per dare certezze degli interventi e incentivi. Incentivi che occorrono soprattutto per promuovere interventi di retrofitting e messa in sicurezza di interi edifici;

- il quarto intervento riguarda il patrimonio edilizio pubblico: agli Enti Locali deve essere data la possibilità di realizzare questi interventi direttamente, o attraverso Esco;

- il quinto intervento riguarda la messa in sicurezza del patrimonio edilizio con la necessità di aggiornare l’apparato normativo anche per quanto riguarda gli aspetti di sismica e statica. Occorre intervenire sugli incentivi, per premiare chi realizza interventi sia energetici che statici, e poi introdurre il libretto del fabbricato.

 

Secondo le stime di Fillea Cgil e Legambiente, questi interventi creerebbero 600 mila nuovi posti di lavoro. Quando si dice “prendere due piccioni con una fava”.

 

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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