Cerca

Inquilino, buon padre di famiglia.

by Chiara Bianchi
on Marzo 19, 2014
Visite: 2096

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Secondo l'art. 1587 del Codice Civile, l'inquilino al momento della consegna delle chiavi diventa il custode dell'immobile che dovrà conservare con la diligenza del buon padre di famiglia. Ma cosa si nasconde dietro a quest'espressione e qual è il suo significato giuridico oggi?


iStock 000003508633SmallChi ha studiato il diritto romano sa che questa formula fu introdotta per valutare il comportamento di una persona in determinati casi di giudizio. Già nel periodo classico, il bonus, prudens et diligens pater familias era individuato dai giuristi quale soggetto libero e responsabile, capace di amministrare accuratamente i propri affari e consapevole dell'importanza della propria posizione e delle proprie azioni. Il concetto fu poi elevato a modello normativo di condotta, e in questa accezione è giunto fino a noi. La giurisprudenza moderna indica nel buon padre di famiglia l'uomo medio, e nell'art. 1176 c.c. il legislatore precisa che la diligenza richiesta altro non è che l'impiego delle energie e dei mezzi utili alla realizzazione di un determinato fine, considerata sia come indice dell'abilità tecnica richiesta per adempiere esattamente alla prestazione, sia come criterio di responsabilità, nel senso dello sforzo che il debitore deve sostenere per evitare l'inadempimento o l'inesattezza della prestazione.

 
Tradotto nel linguaggio degli affitti, chi deve "prendere in consegna la cosa e osservare la diligenza del buon padre di famiglia" altri non è che l'inquilino, e quella che segue è espressione del dovere di custodire e conservare il bene locato al fine di restituirlo al proprietario nei termini convenuti. Quest'ultima disposizione non esaurisce le obbligazioni del conduttore, che vengono chiarite agli artt. 1576, 1588 e 1590 del Codice Civile.

 

  • L'art. 1576 ci dice che il locatore deve eseguire, durante la locazione, tutte le riparazioni necessarie, eccettuate quelle di piccola manutenzione che sono a carico del conduttore. In partica, si tratta delle riparazioni dipendenti da deterioramenti prodotti dall'uso. Sono a carico del conduttore, salvo diverso patto delle parti, anche le spese di conservazione e di ordinaria manutenzione dei beni mobili dirette a mantenere la cosa nello stato necessario per permettere il normale godimento locativo.
  • L'art. 1588 dispone che il conduttore risponda della perdita e del deterioramento della cosa che avvengono nel corso della locazione, anche se derivanti da incendio, qualora non provi che siano accaduti per causa a lui non imputabile. In questo caso l'indicazione dell'incendio è puramente esemplificativa, ed è usata ad indicare genericamente eventi che causano un danno, come potrebbero essere anche la scoppio di una bombola a gas e il furto. La responsabilità viene meno se il conduttore dimostra che l'avvenimento che ha determinato la perdita o il deterioramento del bene, si è verificato per un fatto naturale, come può essere ad esempio un fulmine, o per fatti del tutto estranei al suo comportamento. L'inquilino è pure responsabile della perdita e del deterioramento causati da persone, che siano familiari, subconduttori, ospiti, che egli ha ammesse, anche temporaneamente, all'uso o al godimento della cosa.
  • Infine l'art. 1590 stabilisce che il conduttore restituisca l'immobile al locatore nello stesso stato in cui l'ha ricevuto, in conformità della descrizione che ne sia stata fatta dalle parti, salvo il deterioramento o il consumo risultante dall'uso della cosa in conformità del contratto. In mancanza di descrizione, si presume che il conduttore abbia ricevuto la cosa in buono stato di manutenzione. Il conduttore non risponde del perimento o del deterioramento dovuti a usura: ad esempio non è tenuto a sostituire il rivestimento delle pareti se ingiallito o a lucidare i pavimenti. Le cose mobili si devono restituire nel luogo dove sono state consegnate.
Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


Fai una domanda o lascia il tuo commento

0 Restrizione caratteri
Il tuo testo deve essere più lungo di 10 characters
  • Andrea

    Grazie, bell'articolo!
    Una domanda: sono locatore di un locale commerciale direzionale attualmente affittato a una banca. Ora, dopo 25 anni, la Banca se ne va e ho notato che un vetro è danneggiato, le pareti sono da tinteggiare, il pavimento in marmo presenta numerose irregolarità, nel garage è stato costruito un muretto che divide alcune macchine per trattamento aria.
    Il conduttore che obblighi di ripristino ha?
    Grazie!!
    Andrea

  • Gentile Andrea, nel momento in cui l'inquilino restituisce l'immobile lo stesso va riconsegnato nello stesso stato in cui lo aveva trovato, quindi di solito tinteggiato, senza modifiche (se non espressamente approvate) e con eventuali danni riparati; al più potrebbe rifarsi sul deposito per essere risarcito.

  • guglielmo

    Spero di non aver sbagliato blog, comunque il mio problema riguarda l'inquilino di un appartamento la cui madre è divenuta disabile da qualche tempo. Ora l'inquilino mi chiede di mettere il bagno a norma. Ho letto che è obbligatorio per edifici pubblici di nuova costruzione, non per abitazioni private. E' corretto? cosa debbo fare? Certo non mi piace l'idea che la signora possa cadere entrando nella vasca, però penso anche che un futuro nuovo inquilino potrebbe avere figli piccoli e quindi preferire una vasca alla doccia.
    Grazie per la risposta che mi darete

  • Buongiorno Guglielmo, quello che dice è corretto. Lei non ha nessun obbligo, potrebbe al più acconsentire al fatto che l'inquilino svolga questi lavori considerando la necessità e quindi riservarsi di valutare alla fine della locazione se mantenerli o chiedere di riportare le cose allo stato precedente.

Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.

×
Rimani in contatto con noi
Iscriviti per essere informato sulle novità di Blogaffitto
×
Articoli correlati
Le 8 cose da sapere sul mercato dell’affitto nel 2016Le 8 cose da sapere sul mercato dell’affitto nel 2016
Canoni di affitto a due velocità tra nord e sud. Va forte l’abbinamento tra cedolare secca e canone concordato. In aumento chi si...
Donald Trump, da immobiliarista a presidente. Una carriera iniziata negli affittiDonald Trump, da immobiliarista a presidente. Una carriera iniziata negli affitti
Breve storia dei brillanti (ma controversi) esordi nel real estate del nuovo presidente degli Stati Uniti   Fresco di laurea, diventò a...
Affitto, la checklist del bravo agente immobiliareAffitto, la checklist del bravo agente immobiliare
Cosa significa qualità del servizio per un’agenzia immobiliare che si occupa di affitti, in 10 semplici regole   Le 10 regole d&...
Buonentrata e buonuscita: il commercio dei negozi.Buonentrata e buonuscita: il commercio dei negozi.
La prima scelta per chi decide di aprire un'attività è quella di selezionare la location giusta e adatta. Il sogno di aprire nella "via...
Negozi, in sei anni la crisi ha ridotto del 30% i canoni di affitto dei locali commercialiNegozi, in sei anni la crisi ha ridotto del 30% i canoni di affitto dei locali commerciali
Cali importanti nei prezzi delle locazioni commerciali, frutto della ridotta richiesta di negozi in affitto che la crisi economica ha portato con s&...