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Istat, ecco come sono cambiate le abitudini degli italiani

by Chiara Bianchi
on Dicembre 20, 2012
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C'è un appuntamento che si rinnova tutti gli anni dal 1878, che pochi italiani conoscono anche se li riguarda da vicino: quello con la pubblicazione dell'Annuario statistico italiano. Un documento realizzato da Istat, scaricabile dal sito www.istat.it, che fotografa, attraverso numeri e dati, i cambiamenti sociali ed economici del nostro Paese nell'anno appena trascorso.


iStock 000007832360SmallScorrendo le pagine veniamo così catapultati all'interno di uno spaccato dell'Italia di oggi, quella che barcolla ma non molla, sconquassata dalla crisi ma proiettata verso il futuro, con tante insicurezze e poche, intoccabili, certezze.


Come quella dell'attaccamento al mattone. Perché se è vero che la crisi ha marchiato in maniera profonda il settore immobiliare e l'accesso a credito e mutui è sempre più difficoltoso, gli italiani continuano a preferirlo come tipo di investimento. Nel 2011 ben il 72,4% delle famiglie è proprietaria dell'abitazione in cui vive, mentre il 18% ha scelto di andare in affitto. Di queste famiglie in affitto, il 73,5% vive in abitazioni di proprietà di un privato, e il 20,8% in case di proprietà di enti pubblici.


Fra i beni durevoli, il cellulare è sicuramente quello di cui ormai non si può più fare a meno: l'89,6% delle famiglie ne possiede almeno uno, mentre sono in crescita la presenza in casa di personal computer (56,8%), lavastoviglie (45,3%), e condizionatori d'aria (33,4%).


Il pranzo veloce fuori casa, ormai un must in altri Paesi, in Italia non riesce proprio a prendere piede. Sarà perché abbiamo una delle cucine più buone al mondo, sarà per abitudine culturale o per necessità di risparmio, ma ben il 74,3% delle persone preferisce pranzare a casa e la percentuale è in crescita rispetto all'anno precedente, soprattutto tra i giovani di 25-34 anni (+4,1%).


Il livello tecnologico sta lentamente crescendo: gli utilizzatori di pc nel 2012 sono il 52,3% della popolazione, con un piacevole aumento anche della quota 65-74enni (17,2% contro il 14,9% di un anno prima). L'uso di Internet si sta diffondendo un pò ovunque  e a qualunque fascia d'età, anche se permane un certo squilibrio territoriale: al Nord naviga il 57,3% della popolazione, mentre nel Sud Italia appena il 44,6%.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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