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Istat, pubblicati i dati sulle abitazioni del censimento 2011.

by Chiara Bianchi
on Dicembre 24, 2013
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L'Istat ha reso noti i dati relativi all'ultimo censimento, quello del settembre 2011. Nella parte afferente la diffusione delle abitazioni si legge ancora una volta la conferma di quanto gli italiani siano legati alla casa di proprietà, anche se in alcune zone della penisola la percentuale di aumento delle famiglie in affitto è a due cifre.

censimentoSono 17.666.209 le famiglie che vivono in una casa di proprietà in Italia, ossia il 72,1% di quelle censite, contro il 18% che abita in affitto. Il 9,9% usufruisce dell'abitazione nella quale risiede a titolo gratuito o come prestazione di servizio, e c'è anche una minima parte di cittadini che vive in baracche, roulotte o cantine, situazione che si riscontrano più numerose nelle regioni del sud. Sono queste le cifre risultate dal censimento del 13 settembre 2011 ed elaborate dall'Istat, che le ha rese note ieri in un comunicato stampa suddiviso in diverse categorie, fra le quali quella relativa alle abitazioni. Al 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, circa due milioni e mezzo in più del 2001 (+11,5%). La zona con il più alto numero di case di proprietà è il nord-ovest con il 28,2%, seguita dal nord-est e dal centro (19,8%) e il restante 32,2% nel mezzogiorno. In 40 anni (1971-2011) le abitazioni occupate dalle famiglie che le possiedono sono dunque cresciute del 58%, solo tra il 2001 e il 2011 l'aumento è stato del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia centrale e un minimo nel meridione (+9,7%).

 

Per quanto riguarda l'affitto, i numeri sono i seguenti: nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale censito, a fronte del 20,1% registrato nell'Italia nord-occidentale, il 18,1% dell'Italia nord-orientale, il 16,4% nell'Italia centrale e il 18,3% nell'Italia meridionale. Rimane dunque pressoché stabile la percentuale di famiglie in affitto rispetto al 2011: +0,9%, con l'eccezione del nord-est dove l'aumento è del +12,2%.

 

Un dato caratterizzante dei tempi è quello sulle famiglie che condividono una casa, che nel periodo intercorso fra i due censimenti sono quasi triplicate, passando da 236.064 del 2001 alle 695.908 censite nel 2011, con un aumento del +194,8%. Le famiglie coabitanti vanno così a rappresentare il 2,8% del totale delle famiglie che vivono in una casa, con l'Italia centrale che da sola ospita il 3,9% dei casi, seguita dalle regioni del nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene vicina al valore nazionale, attestandosi rispettivamente al 2,4% e al 2,2%, mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita dall'Emilia-Romagna (4,4%). La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%.

 

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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