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La cedolare secca è applicabile anche ai contratti di affitto uso foresteria.

by Chiara Bianchi
on Novembre 05, 2014
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Gli immobili in affitto a uso foresteria possono usufruire del regime fiscale della cedolare secca? La risposta dell'Agenzia delle Entrate finora è stata negativa, ma una recente sentenza riconosce la possibilità di optare per il regime secco anche quando l'inquilino dell'immobile non è una persona fisica, ma un'impresa.


469668877La sentenza n. 470/03/14 della Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, depositata lo scorso 4 novembre, ribalta l'opinione dell'Agenzia delle Entrate in merito all'applicazione del regime fiscale della cedolare secca. Interpretando quando deliberato con l'articolo 3 del Dlgs 23/2011, che istituisce la tassazione alternativa all'Irpef, l'Agenzia delle Entrate ha finora sostenuto che la cedolare secca fosse applicabile solo nel caso in cui entrambi i contraenti di un contratto di affitto siano persone fisiche. Nella Circolare 26/2011 si trova infatti scritto: "Esulano dal campo di applicazione della norma in commento i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell'esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell'immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti". Ma secondo i giudici tributari che hanno accolto il ricorso di un proprietario nel contenzioso con l'AdE, anche il contratto di affitto ad uso foresteria, che viene stipulato quando l'inquilino è un'impresa che usa l'alloggio per ospitarvi i suoi dipendenti, può beneficiare dell'opzione cedolare secca.

 
La sentenza è stata pronunciata a seguito del caso riguardante una società che aveva sottoscritto un contratto di locazione residenziale per un proprio dirigente. Il locatore si è visto negare la registrazione del contratto in misura fissa e ha pertanto versato l'imposta proporzionale per intero, per poi presentare un'istanza di rimborso, che l'Agenzia delle Entrate ha respinto. A seguito di ciò, il proprietario ha avviato il ricorso davanti alla Commissione tributaria, sostenendo che nessun requisito soggettivo è previsto dalla norma per il locatario, che potrebbe dunque essere una persona fisica, una società o un'impresa, al contrario di quanto è stabilito per il proprietario che deve essere necessariamente una persona fisica. Per i giudici tributari l'Agenzia delle Entrate ha torto; la legge specifica infatti che la cedolare sia applicabile esclusivamente ai contratti di locazione ad uso abitativo, e inoltre: "Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5 del presente articolo non si applicano alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate nell'esercizio di una attività d'impresa, o di arti e professioni". L'Agenzia delle Entrate è stata pertanto condannata a corrispondere il rimborso dell'imposta versata dal proprietario, oltre alle spese di giudizio.

 

Resta da vedere se e quando la norma verrà recepita, in base all'orientamento dato da questa sentenza, anche dall'Agenzia delle Entrate; il rischio è che il proprietario che vada a registrare un contratto debba ripercorrere lo stesso iter del locatario del caso sopra indicato, prima di vedersi riconosciuta l'opzione fiscale.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • Giuseppe

    Geniale Signora Isabella,
    Mi scusi ma non capisco come si può dire al di sopra delle parti quando si prendono le parti dell'Agenzia delle Entrate. Se mi potesse dire dove posso trovare la risposta ufficiale su sito dell'Agenzia delle Entrate (la faq cui fa cenno) alla sentenza di una commissione Tributaria di Reggio Emilia, le sarei molto grato. Per me una tale differenza significa più di 10.000 euro/anno (cioè 40.000 su 4 anni) e l'impossibilità di locare un immobile uso abitazione senza correre il rischio di avere problemi di pagamento del canone. Comunque ad una sentenza si risponde con un'altra sentenza. Se no è come dire :"un giudice ha sentenziato che devo pagare ma io me infischio e non pago". E' così? Voi che lavorate nell'ambito immobiliare avete notizie precise e documentate? Se sì' potete dare riscontri certi e non pareri? La questione è molto seria perché incide di molto sulla decisone se valga la pena locare o piuttosto vendere un immobile.Grazie.

  • I nostri, gentile Giuseppe, possono essere pareri, non potendo emettere sentenze. In ogni caso se lei affitta l'immobile abitativo ad un privato può applicare la cedolare secca. Trova qui il link alle faq citate http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Contatta/Faq/Contratto+locazione+-+cedolare+secca/

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