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La rivincita della cedolare secca.

by Chiara Bianchi
on Maggio 23, 2013
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Il 32% dei contratti d'affitto nel 2012 è stato registrato con la formula della cedolare, un incremento dell'11% rispetto al 2011, anno dell'introduzione del regime fiscale "secco". Sono queste le cifre rese note dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, interrogato circa la bontà dell'imposta a due anni dal suo avvio.


E9025A2E8DC63ACB22F584B15192 h353 w598 m2 q90 cjhxQVygPNel 32% dei casi di affitti a canone concordato registrati nel 2012, la scelta è caduta sulla cedolare secca. Un incremento nell'utilizzo di questo regime fiscale dell'11% rispetto al 2011, anno della sua introduzione. I dati ufficiali sono stati diffusi dal ministro dell'Economia e delle Finanze Luigi Casero durante un'interrogazione parlamentare.

 

Secondo i dati del ministero, nel 2010 sono stati registrati 1.252.398 contratti di locazione ad uso abitativo, aumentati di quasi centomila unità nell'anno successivo, quando si è arrivati a quota 1.346.793. E' stato proprio nella primavera del 2011 che ha fatto il suo ingresso la cedolare secca, un regime fiscale alternativo all'Irpef, scelta in quei primi mesi di introduzione nel 21% dei casi. Vero è che nel 2012 il numero dei contratti di locazione registrati è ulteriormente aumentato, portandosi a 1.445.296 (quasi centomila in più rispetto al 2011 e quasi duecentomila in più rispetto al 2010), con una tendenza all'incremento confermata nei primi quattro mesi del 2013.

 

Nel comunicato diffuso da Confedilizia in seguito alle dichiarazioni del ministro Casero, si afferma che tali dati "fanno giustizia della cattiva stampa che è stata creata intorno alla cedolare secca", anche se poi si precisa: "Il segmento degli affitti residenziali si sta spegnendo sotto il peso della tassazione".

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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