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Le spese detraibili in dichiarazione dei redditi, dall’abitazione principale agli immobili da affittare.

by Chiara Bianchi
on Marzo 07, 2016
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Dichiarazione dei redditi e spese per la casa da detrarre

In periodo di dichiarazione dei redditi, i dubbi su quali spese si possano o meno portare in detrazione sono sempre dietro l’angolo. Nuovi chiarimenti in materia arrivano dalla Circolare n. 3/E l’Agenzia delle Entrate del 2 marzo, che fra le precisazioni fornite ai Caf e ad altri operatori annovera anche quesiti riguardanti la casa e gli affitti. Vediamo le interpretazioni dell'AdE.

Pertinenza abitazione principale.

Un garage, box o posto auto, posseduto in comproprietà da due diversi soggetti e utilizzato da entrambi a servizio dell’abitazione principale, può essere considerato pertinenza per entrambi? La risposta delle Entrate tiene conto del parere della Cassazione che ammette la costituzione di una pertinenza in comune fra due distinte unità immobiliari per cui, ai fini delle imposte sui redditi, ogni comproprietario potrà portare in detrazione una quota di rendita della pertinenza pari alla percentuale di possesso. Considerata la rilevanza del vincolo pertinenziale anche in relazione alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio abitativo, la stessa circolare delle Entrate chiarisce che il limite di spesa su cui calcolare la detrazione (che comunque non può superare i 96 mila euro) si calcola tenendo conto del numero delle unità immobiliari abitative servite dalla pertinenza.

Sostituzione caldaia e bonus mobili.

Le sostituzioni delle caldaie, per le quali si opta per la detrazione del 50%, danno diritto all’agevolazione fiscale per l’acquisto dell’arredo? Secondo l’Agenzia delle Entrate la risposta è positiva, in quanto tale intervento si configura fra quelli di manutenzione straordinaria, requisito indispensabile per ottenere il bonus mobili. Tuttavia il bonus è dovuto solo se la sostituzione garantisce risparmi energetici rispetto alla situazione preesistente.

Spese per sostituzione sanitari.

La stessa detrazione del 50% spetta anche ai contribuenti che procedono alla sostituzione dei sanitari, ed in particolare per quella della vasca con altra vasca con sportello apribile o con box doccia, in nome dell’eliminazione delle barriere architettoniche? In questo caso si tratta di lavoro annoverato fra quelli di manutenzione ordinaria, per i quali non si ha diritto all’agevolazione fiscale. Inoltre, benché l'Agenzia riconosca che tale intervento sia in grado di ridurre almeno in parte gli ostacoli fisici, tuttavia non lo considera tra i lavori finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche. Naturalmente la sostituzione dei sanitari, compresa la vasca, può ricadere nell’agevolazione fiscale se rientra all’interno di un intervento maggiore come il rifacimento in toto degli impianti idraulici del bagno con innovazione dei materiali, che comporti anche la sostituzione dei sanitari.

Acquisto immobili da locare.

La deduzione del 20%, introdotta dal decreto Sblocca Italia per gli acquisti o la costruzione di immobili abitativi destinati alla locazione è soggetta ad un limite massimo di spesa pari a 300 mila euro che vale per l’acquisto di una singola abitazione o rappresenta il limite anche in caso di più abitazioni? Le Entrate chiariscono che il limite di 300mila euro costituisce l'ammontare massimo di spesa complessiva su cui calcolare la deduzione, per l'intero periodo di vigenza dell'agevolazione, ovvero per gli acquisti effettuati dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2017. Il riferimento al limite vale tanto per l’abitazione quanto per il contribuente, quindi vale anche nel caso di acquisto di più abitazioni. Inoltre viene precisato che le modalità di calcolo dell'importo degli interessi passivi per l'acquisto dell'immobile da destinare alla locazione hanno un loro limite autonomo di deducibilità, allineato a quello relativo agli interessi pagati per l'acquisto di abitazione da destinare ad abitazione principale. Ai fini della deducibilità degli interessi passivi valgono gli importi effettivamente pagati, non quelli maturati nell’anno d’imposta, ed è possibile fruire di questa deduzione per l’intera durata del mutuo. La deduzione del 20% del prezzo di acquisto è valida anche nel caso in cui sia stato stipulato un contratto di locazione a canone concordato la cui durata è stabilita in 6 anni + 2, poiché la legge prevedere una proroga di diritto fino alla durata minima di 8 anni prevista dal decreto Sblocca Italia.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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