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Nel 2013 al via tre nuove tasse

by Chiara Bianchi
on Gennaio 03, 2013
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Chi sperava che nella calza della Befana, invece del carbone, avrebbe trovato una riduzione del carico fiscale, anche quest'anno resterà deluso. Perché la gentil vecchietta consegnerà agli italiani una sorpresa speciale: tre nuove imposte, due delle quali riguardanti la casa.

 

tasse robSe il buongiorno si vede dal mattino, il 2013 non sembra cominciare nel migliore dei modi. La pressione fiscale, raggiunta quota 44,7% nell'anno appena trascorso, secondo le stime del Governo arriverà nei prossimi mesi al livello record di 45,3%. Concorrerà a questo aumento l'esordio di tre nuove tasse, oltre alla minaccia sempre pendente dell'aumento dell'Iva previsto per luglio.

 

Almeno due delle tre nuove imposte riguardano da vicino la casa, già tartassata lo scorso anno dall'introduzione dell'Imu.

 

L'Ivie è scattata il 1° gennaio, e riguarda gli immobili situati all'estero. Gli italiani che hanno investito nel mattone oltre confine saranno chiamati a versare un'imposta pari allo 0,76% del valore della casa, che corrisponde in sostanza alla stessa aliquota versata per la seconda casa in Italia. Dalle prime stime il Governo spera di incassare almeno 98 milioni di euro, anche se, com'è prevedibile, nel settore l'evasione è forte e qualsiasi ipotesi potrebbe risultare quanto mai azzardata.

 

Dal 1° marzo prenderà il via la Tobin Tax, l'unica delle nuove imposte a non riguardare, direttamente o meno, le abitazioni. Si tratta di una tassa sulle transazioni finanziarie: si applicherà per un importo pari allo 0,22% su tutti i trasferimenti di azioni e titoli partecipativi, mentre per i mercati regolamentati è prevista un'aliquota ridotta allo 0,12%.

 

Come l'Ivie, anche la Tares è scattata dal 1° gennaio, ma il pagamento si effettuerà ad aprile. La nuova tariffa sui rifiuti e sui servizi urbani ha sostituito la Tarsu e la Tia e si calcolerà in base alla dimensione degli immobili. Come già per l'Imu, i Comuni potranno decidere di aumentarne l'aggravio fiscale; la Tares comporterà infatti un carico fiscale minimo di 30 centesimi per metro quadro, calcolati sull'80% della superficie calpestabile registrata al catasto, cifra che potrà essere rialzata fino a quota 40 centesimi al metro quadro dagli stessi enti locali. La Tares ha l'arduo compito di coprire l'intero costo del servizio per le utenze domestiche sostenute dai Comuni, la cui copertura media con la vecchia Tarsu era del 79%. Inoltre dovrà finanziare anche il costo dei "servizi indivisibili", ossia l'illuminazione pubblica e la manutenzione delle strade.

 

Anche in questo caso, insomma, ogni famiglia dovrà sborsare qualcosa in più: la stima prevista è di 80 euro a famiglia. E a nulla serve la promessa di un calo delle tasse grazie al fondo proveniente dalla lotta all'evasione, alimentato dal nuovo redditometro: adesso, davvero, ci occorrono fatti. O ancora meglio, miracoli.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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