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Nel 2015 cresce la cedolare secca sugli affitti, +17,9%.

by Chiara Bianchi
on Marzo 10, 2016
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La cedolare secca funziona bene ed è diventata, nel giro di pochi anni, il regime fiscale preferito dai proprietari italiani. Dopo i recenti dati registrati dal report Solo Affitti sulla locazione nel 2015, che testimoniano il sorpasso della cedolare secca rispetto al regime tradizionale Irpef, arrivano anche quelli del Ministero dell’Economia e delle Finanza che pubblica il documento sulle entrate tributarie riferito allo scorso anno.

Dal documento emerge che nel 2015 la cedolare secca è stata scelta come regime fiscale nel 17,9% di casi in più rispetto all’anno precedente, con un gettito pari a 2.012 milioni di euro; l’incremento, secondo la nota, deriverebbe anche da un aumento delle frequenze dei contributi versati, spronati probabilmente anche dall’aliquota particolarmente agevolata della cedolare nei casi di contratto a canone concordato, che nei comuni ad alta densità abitativa è pari al 10%.

Secondo Confedilizia il successo che sta riscuotendo la cedolare secca nel campo degli affitti abitativi dovrebbe essere esteso anche agli affitti di negozi e uffici, un settore nel quale le imposte a carico dei proprietari erodono fino all’80% del canone di locazione, senza considerare le spese di manutenzione dell’immobile e l’eventuale indennità di avviamento. Per il presidente dell’associazione dei proprietari “Si tratterebbe di una misura che avrebbe, fra gli altri, il pregio di aiutare il commercio e l’artigianato e di contribuire a combattere la desertificazione e il degrado di tante aree urbane”.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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