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Novità sulle esenzioni Iva per le casevacanze.

by Chiara Bianchi
on Aprile 03, 2014
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Gli immobili turistici concessi in locazione e provvisti di servizi di pulizia e cambio periodico della biancheria sono assimilabili agli alberghi, e per questo non risultano esenti da Iva. Lo afferma la Corte di Cassazione, che ha individuato proprio nei servizi di carattere personale la discriminante fra l'attività di affittacamere e quella alberghiera.

Fotolia 62023009 XSNiente esenzione dall'imposta sul valore aggiunto per quegli immobili concessi in godimento per una vacanza, se comprendono anche il servizio personale di pulizie o il cambio periodico della biancheria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 6501 del 19 marzo 2014 che ha ribaltato la sentenza dei giudici regionali, i quali avevano qualificato l'attività come locazione immobiliare atipica e, pertanto, non imponibile ai fini Iva.

 

La sentenza è arrivata dopo che un contribuente, titolare di una ditta individuale di affittacamere, aveva fatto ricorso contro l'Agenzia delle Entrate, rea di avergli notificato un avviso di rettifica ai fini Iva relativo al recupero della tassa non versata sul ricavato dell'affitto di una serie di unità immobiliari a uso di casa vacanze. Inizialmente il ricorso era stato accolto sia in primo sia in secondo grado dai giudici della Commissione tributaria regionale, secondo cui l'avviso dell'AdE era da ritenersi ingiustificato dal momento che le cessioni costituivano semplici locazioni immobiliari qualificabili come operazioni esenti dall'Iva in base all'articolo 10, n. 8, Dpr 633/1972.


Ma l'Agenzia delle Entrate ha impugnato in Cassazione la sentenza lamentando un errore dei giudici che avrebbero qualificato l'attività del contribuente come locazione immobiliare atipica, benché l'annessione di servizi di carattere personale quali il cambio periodico della biancheria e le pulizie facessero configurare la prestazione come assimilabile a quella alberghiera. E in effetti la Corte suprema ha dato ragione all'AdE cassando la sentenza della Ctr, in base all'argomentazione che "l'attività di affittacamere, pur differenziandosi da quella alberghiera per le sue modeste dimensioni, presenta analoga natura, in quanto richiede non solo la cessione del godimento di locale ammobiliato e provvisto delle necessarie somministrazioni (luce, acqua, ecc.), ma anche la prestazione di servizi personali, quali il riassetto del locale stesso e la fornitura della biancheria da letto e da bagno".


Pertanto, nei casi di concessione in godimento di uno o più immobili arredati, con annessi servizi di carattere personale, come le pulizie o il cambio settimanale, il rapporto "specialmente se si inserisca in un attività avente ad oggetto la cessione di una pluralità di immobili, non è qualificabile come locazione immobiliare ai sensi e per gli effetti dell'articolo 10, punto 8, D.P.R. 633/72". E il proprietario è quindi tenuto al pagamento dell'Iva.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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  • Giacomo

    Gent.ma Chiara,
    in relazione al suo articolo sull'esenzione o meno dell'IVA per le casevacanze, è quindi sostenibile che un'azienda la quale ha per sua natura imprenditoriale quello di prendere in locazione diretta un certo numero d'immobili che poi sub-affitta (non camere, veri e propri "interi" appartamenti e/o case) senza prestare alcun tipo di servizio "personale"
    ai locatari (non solo nessun cambio biancheria ma neppure la fornitura della stessa, no pulizie durante il soggiorno, ecc.)
    potrebbe essere soggetta all'articolo 10, punto 8, D.P.R. 633/72?
    Cioè no IVA?
    Grazie.
    Giacomo

  • Gentile Giacomo,
    dalla sua spiegazione risulta che l'impresa non sia paragonabile a una struttura ricettiva che affitta camere o appartamenti fornendo servizi aggiuntivi, bensì che tratti espressamente di mediazione nel settore della locazione immobiliare. Dunque può star tranquillo: tale business non ricade nell'attività soggetta ad iva, in base all'articolo da lei stesso ricordato.
    Saluti!

  • Giacomo

    Gent. Chiara,
    innanzitutto grazie per l'attenzione.
    Cerco di spiegarmi meglio. Abbiamo un'azienda (iscritta alla CCIAA) che gestisce case e appartamenti per vacanze, e non agisce come intermediaria (no mediazione). Prendiamo in affitto dai proprietari le case per l'estate garantendo loro una certa cifra (con contratti regolarmente registrati) e poi, avendo la disponibilità di tali immobili, li sub-affittiamo (i proprietari ne sono consapevoli) senza prestare alcun servizio "personale", ma solo assistenza se gli immobili presentano problemi tecnico-strutturali.
    Preciso che ciò è regolato dal punto di vista amministrativo dalla Regione Emilia Romagna attraverso
    • L.R. n.16 del 16/07/2004
    • Delibera Giunta Regionale n.2186 del 19/12/2005
    • Delibera Giunta regionale n.802 del 04/06/2007
    • Determinazione Servizio Turismo Regione E.R. n.14543 del 15/12/2010
    atti con cui la Regione ha regolamentato questo settore del ricettivo extra-alberghiero.
    A mio parere in un caso come il nostro, è difficile sostenere che solo per il fatto di non prestare "servizi personali agli ospiti" si possa essere esentati dall'IVA, a meno che la normativa fiscale sull'IVA non si possa ritenere in contrasto con quanto stabilito dal punto di vista amministrativo.
    Non nascondo che sarebbe una gran bella notizia se gli affitti fossero sgravati del 10% di IVA!
    Chiedo scusa se troppo prolisso, e ancora grazie.
    Saluti
    Giacomo

  • Grazie per la spiegazione, ora è più chiaro. In tal caso si deve far riferimento alla Risoluzione 18/E del 2012 dell’Agenzia delle Entrate, nella quale viene stabilito che
    “gli immobili abitativi, quando sono destinabili, secondo la normativa regionale di settore, ad attività turistico-alberghiera, danno luogo a prestazioni di alloggio imponibili ad IVA con l’aliquota del 10 per cento, ai sensi del n. 120 della Tabella A, Parte III, allegata al decreto IVA».
    Saluti!

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