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Nuovo Isee, scompare la valutazione degli immobili ai fini Ici. E per i proprietari di prima casa diventa difficile l'accesso alle agevolazioni.

by Chiara Bianchi
on Dicembre 01, 2014
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Il 1 gennaio 2015 farà il suo debutto il nuovo Isee, che contiene alcune importanti novità riguardanti i proprietari di prima abitazione. La casa di proprietà verrà considerata maggiormente ai fini della valutazione economica dal momento che verrà preso in considerazione non più l'imponibile Ici ma quello Imu, con la conseguenza che molti proprietari verranno esclusi dalle agevolazioni.


isee-riccometro9Si configura come una nuova penalizzazione per molti proprietari di abitazione il nuovo Isee, che farà il suo debutto a partire dal 1 gennaio 2015. L'Indicatore della situazione economica equivalente serve a certificare la situazione economica di quei contribuenti che richiedono prestazioni sociali agevolate, ed è calcolato tenendo conto del reddito e del patrimonio del nucleo familiare richiedente. Dal prossimo anno si utilizzeranno però regole completamente nuove il calcolo, fissate dal Dpcm 159/2013 ma non entrate ancora in vigore a causa della tornata di elezioni amministrative che si sono tenute a maggio di quest'anno e che hanno causato ritardi nell'aggiornamento delle norme per l'erogazione delle prestazioni sociali all'interno delle amministrazioni comunali.

 
Nel nuovo Isee la casa di proprietà avrà un ruolo maggiore perché sarà incluso nel calcolo il valore degli immobili così come definito ai fini dell'imponibile Imu e non più dell'Ici. Ma questo cosa comporta, in definitiva? Nel calcolo Imu, la base imponibile è elevata del 60% rispetto all'Ici a causa dell'accresciuto valore catastale degli immobili. Malgrado il patrimonio immobiliare incida ai fini Isee solo per un 20%, dal prossimo anni molti proprietari di prima casa che con i vecchi parametri rientravano fra gli aventi diritto alle agevolazioni, d'ora in poi verranno esclusi o se le vedranno corrispondere solo in parte.


Viene eliminata anche la franchigia da 100milioni di lire, corrispondente attualmente a 51.646 euro, al cui posto viene introdotto un abbattimento automatico di un terzo: il valore Imu dell'immobile dovrà quindi essere ridotto del 33% prima di essere considerato nel patrimonio per la valutazione Isee. Tuttavia il taglio non compensa il rincaro derivato dall'Imu, che risulterà più gravoso per le case di valore fiscale inferiore, ad esclusione di quelle con un valore uguale o inferiore a 52.500 euro che non verranno considerate. Una soglia che aumenta di 2.500 euro per ogni figlio convivente dal terzo in avanti.


Buone notizie arrivano invece per chi sta pagando un mutuo e per chi è in affitto: nel primo caso, infatti, il debito residuo va sottratto dai calcoli. Per gli inquilini, invece, aumenta l'importo massimo dei costi di affitto che si può portare in detrazione dal reddito ai fini della valutazione della situazione economica, passando da 5165 a 7000 euro, cifra che cresce di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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