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Parte il bonus del 20% per chi compra casa e la affitta a canone concordato.

by Chiara Bianchi
on Dicembre 07, 2015
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Deduzione Irpef 20% su casa comprata e locata

Il Decreto Sblocca Italia aveva anticipato l’arrivo di una misura volta ad agevolare gli affitti, grazie ad una deduzione del 20% per chi compra, costruisce o ristruttura un immobile con l’intenzione di concederlo in locazione. Finalmente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il documento che definisce le regole operative per accedere all’agevolazione. Vediamole insieme.

Buone notizie per chi ha intenzione di comprare, costruire o ristrutturare un immobile da affittare: adesso potrà usufruire di una deduzione fiscale ai fini Irpef pari al 20% delle spese sostenute, fino a un tetto di 300 mila euro. Lo stabilisce il Decreto del Ministero delle Infrastrutture datato 8 settembre 2015 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 282 del 3 dicembre 2015, che definisce le modalità attuative dello sconto su immobili concessi in affitto previsto dal Decreto Sblocca Italia (D.L. n. 133/2014) all’articolo 21, comma 6.

A beneficiare dell’incentivo fiscale sono quei contribuenti che hanno acquistato (o acquisteranno) casa tra il 1 gennaio 2014 e il 31 dicembre 2017 e che potranno ottenere il bonus fino a massimo di 300 mila euro di spesa, comprensivi di IVA. Requisiti essenziali sono:

- il beneficiario deve essere una persona fisica non imprenditore;
- il cedente deve essere un’impresa di costruzione o una cooperativa edilizia (per le nuove abitazioni); un’impresa di ristrutturazione o una cooperativa edilizia (per le abitazioni ristrutturate);
- l’unità immobiliare deve essere a destinazione residenziale, ma rimangono escluse quelle riconducibili alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (abitazioni di tipo signorile, ville, castelli e palazzi). Inoltre deve essere di nuova costruzione, invenduta al 12 novembre 2014, oppure oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia o di restauro e di risanamento conservativo. Altri requisiti indispensabili per quanto riguarda l’unità immobiliare sono i seguenti: che non sia ubicata in zone destinate a usi agricoli, di particolare pregio ambientale o in zone di carattere artistico o storico e che la classe di efficienza energetica rientri nelle categorie A o B;
- il contratto di locazione deve essere a canone concordato, avere durata minima di 8 anni continuativi ed essere registrato entro 6 mesi dall’acquisto, mentre per le abitazioni ristrutturate o costruite i 6 mesi valgono dal rilascio del certificato di agibilità o dalla data in cui si è consolidato il silenzio-assenso. Se, per motivi non imputabili al locatore, il contratto di affitto si risolve prima, il diritto alla deduzione permane a condizione che entro un anno dalla risoluzione del primo contratto ne venga stipulato un altro. Il bonus non riguarda però gli affitti stipulati tra parenti di primo grado..

Scorrendo oltre il decreto attuativo, scopriamo anche che le deduzioni spettano per una sola volta e per ogni singolo immobile e non sono cumulabili con altre agevolazioni del comparto edile (come il bonus ristrutturazione o quello sul risparmio energetico). La deduzione viene ripartita in 8 quote annuali di pari importo, a partire dal periodo d’imposta nel quale avviene la stipula del contratto di locazione.

Segnaliamo, riguardo ai canoni di locazione oggetto dell’agevolazione fiscale, la contraddizione tra la durata minima del contratto, che sembra richiamare quello libero 4+4, e la tipologia prevista per usufruire del bonus, ovvero il canone concordato (3+2).

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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