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Pochi sconti e aliquote alte, l’analisi sulle delibere Tasi.

by Chiara Bianchi
on Settembre 08, 2014
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Il 10 settembre scade il termine per inserire la delibera Tasi nel portale del Dipartimento delle Finanze da parte di quei Comuni ancora in ritardo con il provvedimento. Al momento sono circa 4 mila le delibere mancanti. Ma nei Comuni che hanno già stabilito le regole e l'ammontare del prelievo, quanto si pagherà?


HiRes StatisticamenteDopo l'inserimento della delibera nel sportale del federalismo fiscale, i Comuni dovranno attendere che il Dipartimento delle Finanze la pubblichi entro il 18 settembre. Nel caso uno di questi due passaggi saltasse, o nel caso il Comune inviasse il proprio atto al Ministero attraverso canali diversi dal portale, i contribuenti dovranno pagare l'intera Tasi nel saldo del 16 dicembre con aliquote standard: 1 per mille sull'abitazione principale, stessa aliquota per le seconde case se l'Imu non supera lo 0,96%, in caso contrario si pagherà un'aliquota che, sommata a quella dell'Imu, arrivi all'1,06%. Certo, escluse le eventuali maggiorazioni fino allo 0,8 per mille.

 
Al momento sono ancora circa 4mila le delibere mancanti, ma sulle 4.058 già pubblicate (arrivate a quota 4.752 venerdì scorso) il Caf Acli ha effettuato un'analisi per capire l'andamento del tributo. Da questa emerge che l'85,4% dei Comuni applica la Tasi sull'abitazione principale, mentre il 51,3% la richiede per gli altri immobili in generale (immobili non affittati, immobili industriali di categoria D, aree edificabili e immobili agricoli strumentali) e anche su quelli affittati. Per quanto riguarda questi ultimi, dalle analisi preliminari risulta che su un importo massimo a loro attribuito del 30%, gli inquilini dovranno versare in media il 21,7% della tassa, mentre la restante parte toccherà ai proprietari.


Solo il 15% dei Comuni ha esentato l'abitazione principale dalla Tasi. In generale la tendenza è stata quella di alzare le aliquote, in realtà pressochè raddoppiate rispetto al livello base dell'1 per mille. L'aliquota media sulla prima casa risulta pari all'1,94 per mille; per gli altri immobili l'aliquota corrisponde all'1,28 per mille, tranne che per quelli locati che salgono all'1,3 per mille. Per quanto riguarda le agevolazioni, per le quali le amministrazioni comunali mantengono ampia libertà decisionale, sembra che non ne abbiano fatto in sostanza grande uso: sono state istituite solo nel 43% dei casi, ivi comprese le città obbligate a prevederle a causa della decisione di alzare il prelievo oltre il 2,5 per mille, un'opportunità concessa grazie allo sfruttamento della maggiorazione extra fino allo 0,8 per mille. Fra le agevolazioni più utilizzate, quelle con detrazioni extra per i figli (484), quelle in detrazione fissa (664), con detrazione legate alla rendita catastale (489) e per portatori di handicap (105).

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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