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Professione studente: prezzi stabili e canone concordato per chi cerca una sistemazione in affitto.

by Chiara Bianchi
on Settembre 14, 2015
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Mancano due settimane all’apertura del nuovo anno accademico, quello della Buona università che secondo le intenzioni del Governo segnerà l’inizio di una rinascita degli atenei italiani. Intanto, migliaia di immatricolati sono alle prese con la ricerca dell’abitazione che li ospiterà durante i mesi di studio, e cominciano solo ora a prendere confidenza con una materia di cui non sanno nulla o quasi: il mercato dell’affitto. In un precedente articolo abbiamo visto i numeri di questo esercito di studenti fuori sede; oggi l’Ufficio Studi Solo Affitti ha invece analizzato le scelte di inquilini e proprietari rispetto al contratto di affitto e alle caratteristiche che deve possedere l’appartamento ideale.

Affitti studenti 2015I prezzi.

Ma partiamo dalla mappa dei costi. Anche per il prossimo anno accademico, gli studenti che spenderanno di più per l’alloggio in affitto saranno quelli iscritti alle università milanesi: qui un posto letto costa circa 397 euro al mese, a fronte di una media nazionale di 243 euro. La spesa mensile per l’affitto è nettamente superiore rispetto alle altre città anche a Roma e Venezia, dove agli studenti, o più spesso alle loro famiglie, vengono richiesti rispettivamente 338 e 300 euro. Gli studenti che se la passano meglio sono quelli iscritti all’università di Palermo, dove i canoni mensili rimangono di 100 euro al di sotto della media nazionale, mentre chi cerca un alloggio a Genova e a Torino dovrà sborsare un affitto mensile che si aggira intorno ai 175 euro.

Le richieste.

Tra le caratteristiche più richieste per l'alloggio, a farla da padrone ci sono ovviamente la comodità negli spostamenti (esigenza che il 78% degli agenti immobiliari Solo Affitti segnala prioritaria per la propria clientela universitaria) o, almeno, la vicinanza alla facoltà (63%). Per il 41% degli studenti/inquilini è fondamentale anche la presenza di un arredamento moderno e adeguato, una richiesta manifestata forse in conseguenza allo stato spesso malandato dell'arredo di molte case affittate a studenti. L’esigenza di mantenere una propria privacy e di disporre di una maggiore tranquillità è ritenuta importante da chi cerca la disponibilità di alloggio in stanza singola (37% dei casi), mentre meno prioritarie risultano la dotazione di lavatrice e/o lavastoviglie e il wi-fi (26% in entrambi i casi).

I contratti.

Ma qual è la tipologia contrattuale più utilizzata per questa particolare categoria di inquilini? Di gran lunga il più utilizzato (60% dei casi) è il contratto concordato per studenti universitari fuori sede, che beneficia di agevolazioni fiscali ad hoc. Tuttavia rimangono forti le differenze locali, a causa del fatto che questa tipologia di contratto è utilizzabile solo nelle città con accordi territoriali aggiornati di recente, mentre in città come Bari e Palermo, in cui gli accordi sono più datati, sono le alternative ad avere la meglio. Eclatanti i casi di Milano e Napoli, dove solo da pochi mesi le associazioni dei proprietari e i sindacati inquilini hanno raggiunto un accordo: qui sembra che non si sia ancora diffusa la consapevolezza della convenienza nello stipulare un contratto per studenti, visti i magri riscontri (2% solo per Milano). O forse, oltre che per ragioni di abitudine ancora consolidata, il contratto libero permette di mantenere canoni molto alti, approfittando della ripartizione delle spese tra gli studenti. Nei casi di affitti a studenti in molte città si fa ricorso al transitorio, che rassicura molto i proprietari sulla possibilità di mantenere ridotta la durata contrattuale, pur non potendo godere delle agevolazioni fiscali previste per il canone concordato (cedolare secca al 10% anzichè al 21%): questa tipologia è scelta nel 21% dei casi, mentre solo il 10% ricorre al contratto libero e il 9% al contratto di posto letto.

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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