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Tasi, quanto e come si paga nel 2015?

by Chiara Bianchi
on Maggio 18, 2015
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Se pensavamo che il caos Tasi fosse terminato con la fine del 2014, ci sbagliavamo di grosso. A meno di un mese dalla scadenza della prima rata 2015, le incertezze sono ancora tante: arriveranno i bollettini precompilati? E le nuove aliquote sono state deliberate? Vediamo cosa ci riserva quest'anno l'appuntamento con il pagamento delle tasse sulla casa.

Tasi pagamentoSi avvicina il 16 giugno, una data che per milioni di contribuenti italiani rappresenta ormai un incubo. Perché quello è il giorno in cui bisogna pagare il primo acconto Imu e Tasi, che malgrado le rassicurazioni di chi ci governa, sembrano pesare sempre di più sulle nostre tasche. E anche perché, come lo scorso anno, il caos regna sovrano. Non sappiamo ancora, e non lo sapremo probabilmente neanche al momento del versamento del 16 giugno, quanto pagheremo di aliquote quest'anno. E non sappiamo neppure come pagare, perché i bollettini precompilati promessi non arriveranno. Vi raccontiamo perché.

Aliquote. Il termine per l'approvazione dei bilanci preventivi dei Comuni è stato spostato dal 23 maggio al 30 luglio, con la conseguenza paradossale che l'amministrazione comunale non ha l'obbligo di fissare l'aliquota prima dell'appuntamento del 16 giugno. In questi casi il pagamento della prima rata viene perciò calcolato sulla base delle aliquote e delle detrazioni stabilite dal Comune per il 2014, con un eventuale conguaglio nel momento del saldo di dicembre nel caso di variazioni delle aliquote e delle detrazioni, che dovranno essere pubblicate dai Comuni, come già accaduto l'anno passato, sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze entro il 28 ottobre 2015. Se invece il Comune emette in tempo la delibera sulle aliquote e le detrazioni Imu e Tasi, il contribuente potrà fare riferimento ad esse già nel momento del pagamento dell'acconto di giugno.

Bollettini precompilati. Stabilito (o no) quanto bisogna pagare, il secondo problema che il contribuente deve affrontare riguarda la modalità di versamento. Ci avevano illusi di poter contare quest'anno sul bollettino precompilato che ci sarebbe stato recapitato direttamente a casa dal Comune. Ma l'Ifel, l'Istituto per la Finanza e l'Economia Locale, spiega che tale obbligo non emerge dalla Legge di Stabilità, ed è peraltro difficilmente attuabile perché non esiste "l'esatta conoscenza dei soggetti passivi" e perché "l'invio di modelli precompilati è incompatibile con la data di pagamento dell'acconto e confligge con la scadenza della dichiarazione Tasi, fissata dalla legge al 30 giugno dell'anno successivo a quello di riferimento". Insomma, quando nella Legge di Stabilità si parlava di "semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati" si rinviava in realtà a uno o più decreti direttoriali mai emanati, perciò la disposizione non è mai diventata operativa. I Comuni devono comunque assicurare servizi di assistenza al contribuente,che può fare richiesta tanto del bollettino Tasi quanto di quello Imu, contenente l'importo corretto dell'imposta dovuta per l'anno 2015, semplicemente recandosi all'ufficio competente.

La speranza è che la local tax, rinviata al prossimo anno, semplifichi la vita dei contribuenti non solo in termini di numero dei tributi, ma anche nei metodi di versamento. Ma questa è un'altra storia...

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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