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Tasi, quanto mi costi? Ecco quanto si spenderà nei Comuni che hanno già stabilito le aliquote 2014.

by Chiara Bianchi
on Maggio 19, 2014
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Si avvicina la scadenza per la pubblicazione delle delibere Tasi sul sito del Ministero dell'Economia, ma al momento solo 832 Comuni hanno deciso le aliquote, e di questi soltanto 514 hanno reso nota la propria delibera. In 12 città capoluogo l'imposta sui servizi indivisibili risulterà più cara dell'Imu, mentre sono 23 le città dove la spesa sarà meno onerosa del 2012.


Bergamo (+ 21 euro); Ferrara (+ 60 euro); Genova (+ 67 euro); La Spezia (+ 47 euro); Mantova (+ 89 euro); Milano (+ 64 euro); Palermo (+ 2 euro); Pistoia (+ 75 euro); Sassari (più 40 euro); Savona (+ 28 euro); Siracusa (+ 16 euro): l'elenco è quello delle città capoluogo nelle quali, secondo i calcoli della Uil Servizio Politiche Territoriali basato sullo studio delle delibere già pubblicate nel sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Tasi 2014 sarà più cara dell'Imu pagata nel 2012.


In totale sono 832 i Comuni che hanno deliberato le aliquote, ma soltanto 514 quelli che le hanno pubblicate sul sito del Mef. Il caos si preannuncia alle porte: non solo perché sono ancora migliaia i comuni che non hanno preso una decisione, ma anche perché, fra aliquote e detrazioni, si avranno oltre 75 mila combinazioni differenti di applicazione dell'imposta. E in molti casi i contribuenti dovranno sborsare più di quanto pagarono nel 2012 per l'Imu.


Fatta eccezione per Aosta e Pordenone, infatti, dove per le case non di lusso le aliquote sono state fissate rispettivamente al livello base dell'1 per mille e all'1,25 per mille, tutte le altre città hanno aumentato le aliquote sulle prime abitazioni. In undici Comuni, fra cui Ancona, Bologna, Cagliari, Cremona, Ferrara, Genova, La Spezia, Piacenza, Reggio Emilia, Torino e Vicenza, è stata adottata l'addizionale dello 0,8 per mille per la prima casa, che arriva così al 3,3 per mille. Soltanto Milano e Roma hanno deciso di aumentare la Tasi sulle seconde case, arrivando in questo caso all'11,4 per mille.


La spesa media per l'imposta, nelle città campione, è di 240 euro a famiglia, a fronte dei 267 euro pagati nel 2012 con l'Imu. A Torino mediamente la Tasi costerà 468 euro (475 euro era il costo dell'Imu); a Genova 439 euro (372 euro era il costo dell'Imu); a Milano 430 euro (396 euro era il costo dell'Imu); a Roma 410 euro (537 era il costo dell'Imu); a Ferrara 308 euro (248 euro era il costo dell'Imu); ad Ancona 306 euro (341 euro era il costo dell'Imu); a Bologna 301 euro (321 euro era il costo dell'Imu ); a Cagliari 264 euro (351 euro era il costo dell'Imu); a Palermo 154 euro (152 euro era il costo dell'Imu).


Secondo il Segretario Confederale della Uil Guglielmo Loy, ciò che emerge dalle detrazioni è che la quasi totalità, se si esclude Milano che introduce anche il reddito IRPEF, sceglie per le detrazioni la rendita catastale (detrazioni decrescenti con il crescere della rendita), altri, insieme a questa detrazione, introducono anche detrazioni per figli minori di 26 anni. Questo perché i Comuni intendono fare cassa con dati certi, come le rendite catastali, anziché introdurre criteri più equi, come il reddito ISEE, rispetto a rendite catastali "vetuste" oppure legate genericamente all'età dei figli a prescindere dalla loro condizione (occupati, disoccupati ecc).

tasi 22

Presentazione Autore
Chiara Bianchi

Archeologa, guida turistica, formatrice. E poi esperta di social media e copywriter. Se si volesse cercare il filo rosso che collega queste esperienze, lo si potrebbe trovare in una sola parola: comunicazione. Che, in fondo, è più uno stile di vita. La sua missione in questo blog: censurare la prolissità magniloquente di Andrea Saporetti.


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