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Affitto in tempo di crisi: è boom di riduzioni del canone

by Andrea Saporetti
on Aprile 23, 2013
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La crisi morde le famiglie italiane. La spesa, le bollette, le tasse, mettiamoci anche un affitto da pagare ed ecco che una famiglia di medio reddito, se uno dei componenti perde il lavoro o viene messo in cassa integrazione, rischia di non farcela ad arrivare a fine mese. I proprietari di casa cominciano a rendersene conto: si moltiplicano le riduzioni del canone di affitto concordate agli inquilini.

Di fronte a una crisi come quella attuale, ormai non ci si stupisce più di nulla.

Lavoratori che stringono intese con gli imprenditori, concordando contratti di solidarietà per mantenere i posti di lavoro e al contempo aiutare l'azienda a superare il periodo di crisi. Italiani che fino a qualche anno fa erano a tutti gli effetti considerati "classe media che oggi sono costretti a rivolgersi alle mense dei poveri per un pasto o agli ospedali di Emergency per le cure sanitarie. I flussi migratori che, anziché essere in entrata nel nostro Paese, ricominciano ad essere in uscita, come nei primi del Novecento.

La notizia che emerge dallo studio condotto dal franchising immobiliare Solo Affitti è altrettanto sorprendente.

Si sa, tra proprietario di casa ed inquilino non corre sempre buon sangue, anzi! Soprattutto se l'inquilino si trova in difficoltà, il proprietario bene e spesso non sente ragioni. La frase più ricorrente è "o paghi o ti sbatto fuori di casa".

2013-04 Affitto in tempo di crisi è boom di riduzioni del canoneQualcosa, evidentemente, sta cambiando, se si pensa che si sta diffondendo una pratica in precedenza davvero rara: quella della riduzione volontaria del canone di affitto. Il proprietario – questo rileva l'indagine condotta tra le circa 300 agenzie Solo Affitti in Italia – è sempre più disponibile, a fronte di una situazione di difficoltà economica del proprio inquilino, a concedere una riduzione del canone di affitto previsto nel contratto.

L'89% delle agenzie Solo Affitti segnala di aver supportato almeno una volta negli ultimi sei mesi proprietario ed inquilino nelle pratiche di riduzione del prezzo d'affitto a suo tempo stabilito contrattualmente. Prassi davvero inconsueta anche solo fino a qualche anno fa.

Addirittura, l'indagine evidenzia come ben il 25% delle agenzie abbia registrato molti (oltre 10) casi di decurtazione del valore delle mensilità di affitto dovute al padrone di casa: un dato sbalorditivo.

La crisi coinvolge un numero ormai elevatissimo di lavoratori nel nostro Paese. Secondo dati CGIL, la Cig (Cassa Integrazione Guadagni) si attesta, nel mese di marzo 2013, poco al di sotto delle 100 milioni di ore: ciò equivale a circa 520.000 lavoratori in "cassa a zero ore". Si tratta di oltre un +20% su base annua, incremento record rispetto a valori già molto alti. Per non parlare dei tantissimi che sono in mobilità o hanno già perso il lavoro e non riescono a trovarne uno nuovo: la disoccupazione è tornata ad essere il problema sociale n° 1.

Tutti fattori che finalmente fanno fare una riflessione a tanti proprietari di casa, una riflessione nuova ma senz'altro sensata (e, perché no?, solidale): che non sia il caso di tagliare l'affitto richiesto, permettendo alla famiglia che vive in casa mia di non avere l'acqua alla gola? D'altronde, meglio chiedere qualcosa in meno ed essere pagato regolarmente, tenendo conto che il reddito disponibile all'inquilino è inferiore rispetto a prima, piuttosto che irrigidirsi e trovarsi in casa un inquilino che non è in grado di pagare l'affitto, con tutte le conseguenti spese legali e il tempo perso nel procedimento di sfratto.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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  • Anna

    Sono proprietaria di una unità immobiliare che ho affittato alle Poste Italiane. Oggi mi è stato richiesta una diminuzione del canone di affitto di circa il 30% sul canone pattuito al momento della stipula del contratto di affitto. Preciso che non ho mai chiesto aumento (ISTAT) . Io non ho nessuna intenzione di diminuirlo dato che circa un terzo di quanto percepisco lo verso allo Stato con le tasse dovute. Posso rifiutarmi e loro pagare il canone pattuito fino alla scadenza di contratto?. E se decido di accettare in che percentuale posso accettare una diminuzione in modo da non essere molto penalizzata? Grazie

  • Andrea Saporetti

    Gentile Anna,
    le aziende statali godono, in virtù del D.L. 66/2014, di un regime di agevolazione per gli immobili affittati ad uso istituzionale. I contratti di locazione già in essere al momento dell'entrata in vigore del decreto in oggetto godevano in automatico di uno sconto, fissato per legge.
    Tuttavia, il suo contratto di locazione non dovrebbe ricadere in questa normativa, dato che lo sconto richiestole è del 30% (mentre il decreto prevedeva il 15%) e, soprattutto, poichè Poste Italiane non è più un ente dello Stato ma una semplice società quotata in Borsa e partecipata dallo Stato. Vale la pena fare una verifica su questo secondo aspetto, tuttavia, per sicurezza.
    Posto ciò, lei può decidere se accettare la riduzione del canone, al fine di mantenere le Poste come suo inquilino, negoziando con esse l'importo della diminuzione; oppure, legittimamente, rifiutarsi. Poste Italiane S.p.A., in questo secondo caso, rimarrà obbligata al versamento del canone di locazione fino alla scadenza del contratto o, qualora inviasse disdetta per trasferirsi in un locale più economico, fino al termine della disdetta.
    Cordiali saluti

  • giorgio

    Mi è stato richiesti una diminuzione del canone di affitto dato che la mia inquilina non lo ritiene più equo. Io non ho nessuna intenzione di diminuirlo dato che le tasse mi stanno mangiando tuutoi il canone. Posso rifiutare? Grazie

  • Buonasera Giorgio,
    nulla la obbliga ad accettare la richiesta di diminuzione del canone di affitto avanzata nei suoi confronti dall'inquilina.
    Se tuttavia ritenesse meritevole l'inquilina in questione, ad esempio in virtù della regolarità dei pagamenti, e volesse cercare un accordo che le garantisca che questa non disdica il contratto per cercare soluzioni più economiche, potrebbe valutare alternative più valide per entrambe le parti.
    Ad esempio, se l'immobile si trovasse in un Comune ad alta tensione abitativa e il contratto di locazione fosse un libero (4+4) con reddito assoggettato a regime Irpef, potreste consensualmente valutare la convenienza di risolvere l'attuale contratto libero 4+4 e stipularne uno nuovo a canone agevolato (probabilmente di importo mensile inferiore a quello attuale). In questo caso la diminuzione del reddito lordo di sua spettanza potrebbe, grazie al passaggio dal regime Irpef sull'affitto al regime di cedolare secca (più conveniente), coincidere con un aumento del reddito netto da affitto, assicurando al contempo all'inquilina un canone più contenuto.

  • camelutza

    Per favore,mi serve un consiglio.vivo in una porzione app.con contratto 4+4 dal 2006,ho pagato sempre preciso non ho creato mai probleme.Adesso il mio marito e rimasto senza lavoro,ci troviamo in difficulta per pagare affitto,posso chiedere al proprieatario prima che ci arriva la disocupazione ,di levare importo dall fondo di caparra (2 mesi di anticipo)?grazie mille

  • Gentile, la richiesta è lecita e magari il prorpeitario potrebbe accettare, ma è una sua libera scelta.

  • Sara

    Gent.mi, io vivo da sola in un monolocale di 45 mq da due anni e ho sempre pagato puntualmente ma, considerato il periodo di crisi e la mia situazione personale di salute (sto combattendo con un tumore da 5 anni) volevo chiedere un abbassamento dell'affitto. Non ho fatto in tempo a formulare questo pensiero che mi è arrivata dal mio padrone di casa l'ennesima richiesta di adeguamento Istat dell'affitto (l'anno scorso era stato di 11 euro, quest'anno 4, più il pagamento al 50% delle spese di registrazione del contratto). Inoltre sono 2 anni che richiedo la sistemazione del parquet che si è scalzato per colpa delle tubature che hanno fatto fuoriuscire acqua ma, al di là di avermi mandato un operaio a controllare 8 mesi fa, non ha fatto asolutamente nulla per risolvermi il problema. Come dovrei comportarmi secondo voi? Grazie...

  • Carissima Sara purtroppo per questi aumenti e spese npn può che contribuire. Magari può insistere per la riparazione del parquet e guardarsi intorno. I canoni negli ultimi anni sono in discesa, magari trova qualcosa di meglio. In bocca al lupo.

  • andrea

    Buon giorno, a seguito di una raccomandata da parte del conduttore di una attività commerciale mi viene richiesta la diminuzione del canone di affitto ad € 800,00 dai € 1350,00 da contratto con argomentazione crisi settore (BAR), io accetto con una contro proposta a 1100,00 inviatagli tramite raccomandata, ma non ho avuto risposta e ora mi viene versato l'importo da lui deciso come canone di affitto (€800,00), a questo punto cosa posso fare per avere ciò che richiedo nella mia contro proposta?
    grazie andrea

  • Gentile ANdrea, finchè non c'è un accordo lei ha diritto di ricever el'intero canone pattuito, quindi può procedere a richiedere la restante parte non versata e trovare a questo punto un accordo su una cifra più bassa e registrare la scrittura di riduzione presso l'agenzia delle entrate.

  • giovanni fallace

    Salve!!! Mi chiamo Gioavnni Fallace, sono un pensionato di anni 67 da circa 8 mesi ho preso in affitto un appartamento in zona Ardea (Roma) di circa 47 mq.
    vorrei chiedere la riduzione del canone alla mia proprietaria poiché sono in grande dificolta economica, siamo io e mia moglie, come dicevo sono un pensionato e percepisco una pensione di €.442,00 al mese, non riesco più a sostenere le spese quotidiane e tanto meno il costo dell'affitto. In questi mesi sono stato sempre preciso nei pagamenti mensili, ma ora non ho più possibilità di poter far fronte al pagamento mensile di affitto. Ed inoltre questa casa a delle spese esagerate . sia come elettricità e tanto più come idrica. In soli 6 mesi ho dovuto pagare oltre 900,00 €. di Luce ed ora mi è arrivata da pagare l'acqua circa 600,00€. Qui in questa casa che è tipo villino aveva il pozzo e la proprietaria non ha nessuna intenzione di ripristinarlo..Potete darmi un consiglio su come chiedere alla proprietaria la riduzione del canone? E se è possibile? Grazie aspeto un Vostro riscontro. Distinti Saluti. Giovanni Fallace

  • Gentilissimo Sig. Giovanni
    innanzitutto un caro in bocca al lupo per la sua situazione e complimenti per la forza con cui sa affrontarla. È possibile ridurre il canone con una scrittura privata ma deve essere il proprietario a volerlo. Quindi possiamo solo consigliarle di far leva sulla sua puntualità ed onestà sperando di avere di fronte una persona ragionevole e disponibile umanamente.

  • lorena

    Salve,
    vorrei chiedere la riduzione del canone alla mia proprietaria poiché sono una donna sola con un figlio e mono redditto. Da Aprile la mia azienda mi ha messo in cassa integrazione e non riesco più a sostenere le spese quotidiane e tanto meno il costo dell'affitto. Sono 18 anni che ho il contratto di affitto ed ho pagato tutti i mesi regolarmente. Potete darmi un consiglio su come chiedere alla proprietaria la riduzione del canone?

  • Cara Lorena,
    come l'articolo le testimonia, il suo non è certo un caso isolato al giorno d'oggi. Facendo riflettere la sua proprietaria sulla temporanea difficoltà, sul lungo rapporto in essere e sull'affidabilità di pagamento dimostrata negli anni, un accordo potrebbe assolutamente essere trovato.
    In questo caso, basterà sancire le nuove condizioni pattuite in una scrittura privata che definisca il nuovo canone del contratto di locazione. Questa scrittura andrà registrata alla competente Agenzia delle Entrate, con marca da bollo e imposta fissa da 67€.
    Troverà ulteriori informazioni in merito nell'articolo apposito dell'Esperto di BlogAffitto: http://www.blogaffitto.it/categorie/esperto/contratto-in-corso-lecita-la-riduzione-del-canone-mai-laumento.html
    In bocca al lupo!

  • Gentile Lorena,
    l'unico consiglio che possiamo darle è quello di essere sincera con la sua proprietaria e far leva sui 18 anni di ottimi rapporti. Purtroppo non c'è una legge che la tutela, ma solo il buon senso che ci auguriamo possa contraddistinguere in questo caso il prorpietario di casa.

  • Massimiliano

    Salve! Soprattutto nelle grandi città ci sono affitti troppo alti, non al passo con i tempi difficili che stiamo vivendo. Se i tassi dei mutui sono scesi insieme alla valutazione di vendita degli immobili, se il reddito medio (per chi ha un lavoro...) è diminuito notevolmente..dovrebbero diminuire considerevolmente anche gli affitti! I proprietari si nascondono dietro al solito/banale discorso dell'Imu, ecc....poi però non dicono mai quanto ci guadagnano (spesso al nero) sull'affitto annuo. Sanno solo lamentarsi! L'Imu è molto più bassa, ad esempio, di un'assicurazione RC per l'auto o la moto. Ma almeno con la casa uno possiede un'immobile che ha un alto valore nel tempo! E che anzi si rivaluta! Insomma, si dovrebbe cambiare mentalità e non "speculare" ancora sulla casa e su chi è stato meno fortunato. Molti proprietari hanno avuto diversi immobili solo per eredità, quindi NON per meriti personali...e dovrebbero capirlo e fare del bene a chi è stato meno fortunato. Dove non c'è merito non deve esserci profitto! Non è giusto moralmente!!
    Ottima Vita a Tutti Voi!
    Max

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