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Affitto transitorio, a misura di lavoratore precario

by Andrea Saporetti
on Febbraio 19, 2013
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Cerco casa in affitto per un anno. Ma perché in Italia gli affitti devono essere per forza di almeno quattro anni? Nell'epoca dei contratti di lavoro a tempo determinato, dei co.co.pro e dei "giovani precari" che smettono di essere giovani e continuano ad essere precari, l'affitto transitorio è senz'altro la soluzione ideale.

In un mondo in cui la mobilità sociale aumenta di pari passo con gli spostamenti alla ricerca di un lavoro, c'è sempre più bisogno di casa per non più di qualche mese.

Se aggiungiamo a questo la dilagante precarietà, che costringe tanti giovani (e tanti ormai ex-giovani) a spostarsi in cerca di un'occupazione (comunque precaria...), è evidente come il settore immobiliare debba trovare soluzioni per gli inquilini che devono far fronte a esigenze di alloggio temporanee.

Il classico contratto di affitto a canone libero, di durata 4 anni rinnovabili di altri 4, è decisamente "scomodo". Calza male nei ritmi della vita di oggi. Serve una formula che sappia adattarsi alle esigenze di temporaneità di chi si sposta per lavoro e, ancor di più, di chi un lavoro sa di averlo oggi, ma non domani.

È naturalmente possibile stipulare un contratto di affitto di normale durata, dandone poi adeguata disdetta in un secondo momento. Ma se già ora so che me ne andrò da qui a qualche mese dall'abitazione che prendo in affitto, perché dovermi complicare la vita con inutili disdette, scadenze e tempistiche contrattuali?Meglio scegliere fin da subito un contratto di affitto che tenga conto della temporaneità della permanenza nell'abitazione.

Parliamo quindi di affitto transitorio con Cristina Serafini, titolare dell'agenzia Solo Affitti di Saint Vincent, in Valle d'Aosta.

2013-02 Affitti transitori per lavoratori precariSa.: È un fenomeno diffuso dalle sue parti il contratto di affitto transitorio?

Se.: Assolutamente sì. A Saint Vincent e nelle vallate circostanti questa forma contrattuale è piuttosto frequente. Circa il 27% dei contratti di affitto che gestiamo in un anno sono contratti transitori.

Sa.: Perfettamente in linea con il dato nazionale. L'ultima rilevazione condotta da Solo Affitti in collaborazione con Nomisma registra un 26% circa di contratti di questo tipo nelle principali città italiane. Ma chi ricorre all'affitto transitorio nella sua zona?

Se.: Si tratta per lo più di persone con contratti di lavoro a tempo determinato o a progetto. Clienti che, con un termine molto in uso, potremmo definire "precari".

Sa.: Quanti?

Se.: Oltre il 95% dei contratti di affitto transitori che gestisco prevedono come esigenza di transitorietà la scadenza del contratto di lavoro.

Sa.: E quanto possono durare questi affitti di natura transitoria?

Se.: La legge permette durate comprese tra 1 e 18 mesi.

Sa.: Al di là dei termini di legge, secondo la sua esperienza qual è la durata contrattuale che in media viene pattuita tra le parti?

Se.: Come dicevamo, si tratta per lo più di lavoratori a termine, quindi la scadenza è legata al contratto di lavoro. Direi che, mediamente, la durata dei contratti transitori si attesta sui 12 mesi.

Sa.: E lato proprietario? Come viene presa la richiesta di stipulare un contratto transitorio, anzichè di durata 4+4 anni?

Se.: In realtà il proprietario è molto rassicurato dalla durata breve dell'affitto. Sapere che il proprio immobile non sarà vincolato per troppo tempo ed entro alcuni mesi ritornerà, in caso di necessità, nella propria piena disponibilità, è sicuramente un vantaggio.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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  • chiara

    Buongiorno,
    ho due appartamenti (con due distinti ingressi) ma accatastati come un unico immobile. L'appartamento più grande vorrei affittarlo a due ragazzi. Il primo è una lavoratore che ha un contratto a tempo determinato. Il secondo è un praticante in uno studio legale.

    Mi chiedevo quanto segue:
    1. posso stipulare due contratti differenti così da non vincolare i due inquilini l'uno all'alto?
    2. per stipulare un contratto transitorio con il ragazzo lavoratore è sufficiente che lo stesso autocertifichi la natura determinata del suo contratto di lavoro da allegare al contratto? o è nessario che intervenga una certificazione del suo datore di lavoro?
    4. nel caso del ragazzo
    3. stessa autocertificazione è sufficiente anche nel caso del praticante dello studio?

    Ringrazio anticipatamente

  • Gentile Chiara, è possibile stipulare due contratti distinti andando di solito ad individuare la porzione concessa; se si ha il contratto potrebbe essere allegato e per il secondo vale il rapporto di praticantato.

  • Vittorio Giovine

    Aver messo in vendita, per esigenze economiche familiari, una casa che forniva una rendita mensile tale da consentire il pagamento del canone di locazione dell'attuale residenza, e che dal momento della recessione del contratto, già comunicata con lettera raccomandata all'inquilino, con conseguente impossibilità, da quel giorno, in assenza dell'importo del canone relativo già detto, di sostenere la prosecuzione del pagamento del canone in corso della propria residenza attuale, è giusto motivo per richiedere al proprietario di questa il recesso, da quel momento, dal contratto di locazione in essere?
    Sperando di essere stato sufficientemente chiaro, e in attesa di cortese risposta, porgo distinti saluti.
    arch. Vittorio Giovine

  • Isabella

    Bentrovato sig. Giovine, la gravità dei motivi è aspetto su cui è complesso rilasciare pareri, se non prendendo atto della giurisprudenza, ovverosia di come i giudici chiamati a dirimere le controversie a riguardo si siano pronunciati e dei criteri alla base di tali pronunce.
    Ormai costantemente la giurisprudenza ritiene che i motivi siano "gravi" (e giustifichino il recesso, sempre col dovuto preavviso ovviamente) solo quando essi siano indipendenti dalla volontà del conduttore, sopravvenuti, imprevedibili al momento della costituzione del rapporto locatizio, e tali da rendere oltremodo gravosa – anche solo per ragioni economiche - la persistenza del rapporto di locazione.
    Nel suo caso mancherebbe l'indipendenza dalla sua volontà.
    Tuttavia non siamo giudici, e soprattutto non tutti i locatori eccepiscono e contestano la gravità dei motivi di recesso. Più frequentemente essi chiedono solo il rispetto del preavviso.
    Se intende lasciare l'immobile entro un periodo inferiore ai 6 mesi deve invece verificare la disponibilità del locatore ad una risoluzione consensuale. Saluti!

  • Vittorio Giovine

    Essere in attesa dell'esito dell'attività di vendita dell' immobile di proprietà, per motivi economici e di sistemazione più stabile, da parte di Agenzia immobiliare autorizzata con cui è in atto il Contratto di mediazione relativo, è motivo valido per accedere all'affitto breve di un appartamento nella stessa città ove si ha la residenza, avendo già recesso dal contratto 4+4 in essere, per i 'gravi motivi' previsti, come da Legge 431/98?

  • Salve sig. Giovine,
    l'esigenza di transitorietà del conduttore dovrebbe essere certificabile e venire allegata al contratto di locazione.
    La semplice messa in vendita dell'immobile di proprietà in cui si abita da parte sua non costituisce di per sé una condizione transitoria, non essendo predeterminabile il termine entro il quale verrà venduto l'immobile stesso: sarebbe perciò più adatto e giustificabile un contratto libero 4+4.
    Ad ogni modo, visto che è il conduttore a poter eventualmente rivendicare la trasformazione del transitorio in libero 4+4 e che invece, nel suo caso, è proprio lei a preferire la forma transitoria, potrete probabilmente procedere senza ostacoli anche con il transitorio.
    Cordiali saluti

  • vincenzo

    Buongiorno, se possibile avrei delle domande sui contratti transitori. Questa tipologia di contratto si può stipulare nel caso in cui l’affittuario non ha ancora reddito dimostrabile? Questa può essere una condizione valida per stipularlo?
    Mi è capitata una persona che versa in questa situazione, la stessa però mi ha proposto che eventualmente si può fare un contratto(classico 4+4) "co-intestato" insieme ad una seconda persona, che invece può mandarmi tutte le garanzie del caso, con un redddito dimostrabile.
    Il problema è che in quest'ultimo caso, la persona che ci abiterebbe è quella senza reddito, quindi, non so cosa potrebbe comportare questo, in caso di problemi tra locatore e conduttore. Grazie ed un saluto. Vincenzo



    (seconda domanda)

    Ci possono essere controindicazioni nello stipulare contratti a 2 persone nel caso in cui la persona che realmente abita l'appartamento è soltanto una?



    Grazie ed un saluto.

  • Gentile Vincenzo,
    il contratto transitorio non è legato a questioni economiche, bensì a motivazioni per cui è necessario prevedere una durata più breve di quella standard.
    Intestare il contratto a due persone, di cui una con un reddito regolare, credo sia una soluzione valida, visto che l'intestatario sarebbe a questo punto obbligato a rispettare tutti gli accordi contrattuali, anche se non abita lì. é una pratica spesso utilizzata per gli studenti che risultano cointestari dei contratti insieme ai genitori. oppure può valutare la figura del garante. il tutto indipendentemente dalla tipologia contrattuale.

  • Gentile Andrea, stipulare un contratto transitorio di sei mesi è possibile, se il motivo di transitorietà è legato al suo contratto di lavoro, però, direi che la durata dei due dovrebbe coincidere. Quindi per una durata di sei mesi le consiglio di trovare una motivazione diversa.

  • andrea

    buongiorno a tutti, qualcuno sa se è possibile stipulare un contratto transitorio di 6 mesi anche se il contratto di lavoro a tempo determinato (che è vincolante per poter stipulare questo tipo di contratto) ha una durata di 18 mesi.
    grazie

  • Gentile Andrea, effettivamente il contratto uso turistico è molto semplice e con meno oneri burocratici, il fatto è che per essere regolare dev'esserci una motivazione reale di turismo... e se lavoro in città direi che non sono propriamente un turista! Magari a breve approfondiamo la questione nella rubrica dell'esperto.

  • Andrea

    Credo sia interessante citare il contratto di Affitto turistico per chi ha necessità di affittare per pochi mesi, o comunque con una certa flessibilità di decisione. Nella realtà di Parma, città dove io abito, noto esserci grande offerta di questo genere di contratti: conosco direttamente persone che affittano appartamenti di proprietà esclusivamente con questa formula, una via di mezzo tra il Bed&Breakfast e l'affitto classico 4+4. Credo sia molto comodo anche in termini burocratici. Comunque sia, la cosa più importante rimane il buonsenso e la correttezza reciproca tra affittuario e proprietario: se tutto viene concordato in modo chiaro e onesto, l'accordo si trova (quasi) sempre. Termino indicando che spesso gli immobili disponibili con questa formula di contratto sono rintracciabili nella categoria Bed&Breakfast.

  • Tina

    Io avevo un contratto di un anno. Il padrone di casa non aveva niente in contrario, ha fatto scegliere me quale preferivo.

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