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Cedolare secca, risparmio garantito

by Andrea Saporetti
on Dicembre 11, 2012
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Facile da calcolare, leggera per le tasche del proprietario, equa con il contribuente onesti: la cedolare secca in tre aggettivi. Il nero emerso è sotto le aspettative, ma per i tanti che l'hanno preferita è stata una vera rivoluzione. E il risparmio dal 2013 si moltiplica.

È stata bollata da molti come un flop. Secondo il Governo doveva produrre un gettito di quasi 3 miliardi di euro, grazie al nero che si sperava sarebbe emerso nel mercato dell'affitto grazie alla sua introduzione. In realtà il gettito da questa tassazione si è fermato molto prima, nel primo anno dalla sua introduzione: poco meno di 700 milioni di euro.

Se l'intento era quello di recuperare sommerso, probabilmente una campagna di controlli a tappeto sarebbe stata una ricetta più efficace. Chi prima dell'introduzione della cedolare secca non registrava all'Agenzia delle Entrate il proprio contratto di affitto ha, nella maggior parte dei casi, continuato su questa strada. In un Paese dove i controlli sono pochi, non è certo il "pagare un po' meno" che può ridurre l'istinto all'evasione fiscale. Con un'immagine: se in passato tanti hanno potuto entrare in un cinema dalla porta di servizio, senza pagare e senza subire controlli, che effetto avrà uno sconto sul biglietto di ingresso? Lo troverà conveniente chi ha sempre preferito comprare regolarmente il biglietto per vedere gli spettacoli, non chi, impunemente, è sempre entrato senza pagare.

Rivolgendo invece la nostra attenzione all'altra faccia della medaglia, quella di chi ha sempre registrato il contratto di affitto e ha pagato fino all'ultimo centesimo di Irpef sui redditi derivanti dai canoni di locazione percepiti, la faccenda cambia e di molto. La cedolare secca è stata tutto tranne che un flop, come i dati confermano.

Oltre la metà (56%) dei proprietari che hanno stipulato un contratto d'affitto con una delle agenzie Solo Affitti presenti nelle principali città italiane ha preferito assoggettare il reddito da locazione a questa "flat tax", preferendola alla classica tassazione Irpef. Chi ha un regolare contratto d'affitto, calcolatrice alla mano, ha trovato interessante questa novità per le proprie tasche e ha colto la palla al balzo.

2012-12 Risparmio fiscale 2012 con cedolare seccaIl risparmio fiscale medio che l'Ufficio Studi Solo Affitti rileva per l'anno che volge al termine parla di oltre 300€ l'anno di minori tasse versate nelle casse dello Stato per ogni proprietario (306€, per la precisione). Analizzando i dati, il risparmio fiscale si aggira nella maggior parte dei casi tra 100€ e 500€. Sommando le fette della torta, si nota che oltre il 50% dei proprietari gode di un risparmio fiscale superiore a 250€ l'anno: un dato decisamente significativo. Naturalmente i livelli di risparmio più elevati si registrano nelle città in cui i canoni sono più alti (Roma, Milano, Firenze solo per citarne alcune): in queste città il reddito da affitto, se assoggettato al regime Irpef, dovrebbe scontare un'aliquota decisamente gravosa.

Un regime di tassazione separato, quale è appunto la cedolare, risulta l'ideale per evitare che molti proprietari preferiscano tenere sfitto il proprio immobile pur di non far passare quei redditi ad un'aliquota più elevata. La cedolare secca è uno strumento importante per lo stimolo al mercato degli affitti. Dal 2013, quando la deduzione forfetaria sui redditi da affitto scenderà dal 15% al 5% per tutti gli immobili, la convenienza fiscale della cedolare secca rispetto alla tassazione tradizionale risulterà ancora maggiore.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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  • Giuseppe Polli

    La cedolare secca sugli affitti ha avuto un avvio assai stentato nel corso del 2011 data la novità del sistema forfettario e gli adempimenti non sempre chiari che il locatore deve mettere in atto per esercitare l'opzione.

    Ma nel corso del 2012, chiariti i numerosi dubbi e superate le diffidenze verso un sistema di tax flat, ho notato un marcato interessamento dei locatori verso la cedolare secca tant'è che nella maggior parte dei casi per i nuovi contratti e per quelli la cui annualità contrattuale è scaduta nel corso del 2012, personalmente nel mio studio vi è stata una adesione al 100% verso la cedolare secca.

    Per quanto riguarda il flop messo in luce anche nella relazione della dott.ssa Fabrizia Lapecorella del Dipartimento delle Finanze, era cosa assai prevedibile considerando che gli italiani sono poco propensi a fare da spia all'erario e nella maggior parte dei casi sono complici dell'evasione fiscale. Nel caso specifico dei contratti di locazione, un inquilino che magari risiede nell'immobile condotto in affitto magari da diversi anni, ben difficilmente denuncia il proprietario se ad esempio pagasse da contratto 250 euro ma in realtà ne paga 600 oppure fosse totalemnte con contratto a nero.

    Basterebbe fissare la soglia del contante a 50 euro oppure eliminare del tutto la moneta cartacea per sostituirla con la moneta elettronica che buona parte del nero verrebbe a sparire.

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