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Decreto Milleproroghe, ennesima proroga del blocco sfratti. Ma solo per pochi

by Andrea Saporetti
on Gennaio 14, 2014
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Sospensione sfratti, un provvedimento che ci accompagna dal 1978. È il 29° di questo genere a coinvolgere un settore delicato e importante come quello delle procedure di rilascio degli immobili ad uso abitativo. Ma chi coinvolge? Ed è una iniziativa sufficiente ad arginare le difficoltà economiche delle tante famiglie colpite dalla crisi, in difficoltà con il pagamento dei canoni di affitto?

Sfratti, una piaga sociale che in Italia, vista la crisi economica, colpisce sempre più famiglie.

I dati del Ministero dell'Interno ci dicono che è quanto avvenuto in questi ultimi anni: +6,2% di nuovi provvedimenti di sfratto emessi nel 2012 rispetto al 2011 e un complessivo +70% circa, se si considera l'arco temporale 2007-2012. Tanti italiani in più rispetto a prima per i quali pagare l'affitto non è più possibile, avendo perso il lavoro e quindi anche il reddito con il quale fare fronte alla rata mensile da corrispondere al padrone di casa.

Quali politiche vengono messe in campo dallo Stato per soccorrere chi non ce la fa a fare fronte alle obbligazioni che il contratto di affitto di casa propria prevede?

Qualcosa si è mosso durante l'estate 2013, con l'approvazione da parte del Governo del D.L. 31 agosto 2013, n. 102. In esso, oltre alla previsione di 30 milioni di euro l'anno per due anni come incremento del "Fondo nazionale di sostegno per l'accesso alle abitazioni in locazione" istituito dalla Legge 431/98, sono anche stati stanziati ulteriori 20 milioni di euro per due anni per la creazione di un "Fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli". Questo stanziamento, che tiene senz'altro conto del periodo di difficoltà di tanti conduttori coinvolti dalla crisi economica, è un buon inizio. Vista la gravità della situazione, comunque, si tratta di un inizio, non certo di una soluzione al problema.

Un ulteriore passo è stato di recente fatto dal Governo, con la ormai classica "proroga del blocco sfratti". Di cosa si tratta?

A partire dal 1978, per ormai 29 volte consecutive, lo Stato ha disposto una sospensione delle procedure di rilascio degli immobili ad uso abitativo adottate nei confronti di inquilini in situazione di particolare disagio.

Non si tratta, ovviamente, di una sospensione generalizzata dei provvedimenti di sfratto: misura, questa, che costituirebbe un freno per qualsiasi proprietario intenzionato a concedere la propria abitazione in affitto. Con il blocco sfratti si vanno ad individuare alcune fasce sociali ben determinate alle quali circoscrivere la sospensione della procedura di sfratto. Vediamo quali.

Il D.L. 30 dicembre 2013, n. 150, comunemente definito "Milleproroghe", ha disposto la sospensione fino al 30 giugno 2014 dei provvedimenti esecutivi di rilascio di immobili ad uso abitativo. Con il provvedimento si stabilisce che, affinché il conduttore non subisca un provvedimento di sfratto, debbano contemporaneamente risultare verificate le seguenti condizioni:

- appartenenza ad un nucleo familiare con reddito annuo lordo inferiore a 27.000 euro

- residenza in un Comune capoluogo di provincia, in un Comune ad esso limitrofo con più di 10.000 abitanti o in uno dei Comuni ad alta tensione abitativa tra quelli individuati dal CIPE

- che il conduttore (o un appartamento al suo nucleo familiare) si trovi in una di queste condizioni: avere figli fiscalmente a carico, oppure avere oltre sessantacinque anni di età, o ancora essere malato terminale o portatore di handicap con invalidità superiore al 66%

- che non si disponga di un'altra abitazione, adeguata al nucleo familiare, all'interno del territorio della Regione di residenza

La norma, che potrebbe quindi coinvolgere un elevato numero di inquilini in condizioni di disagio, prevede però un ulteriore vincolo: è applicabile ai soli casi di sfratto per finita locazione. Vincolo che, va precisato, non costituisce una novità: già i precedenti provvedimenti di proroga della sospensione degli sfratti escludevano dall'applicazione i casi di sfratto per morosità e di sfratto per necessità del locatore.

2014-01 Decreto Milleproroghe ennesima proroga del blocco sfratti Ma solo per pochiQuesta ulteriore condizione, tuttavia, incide pesantemente sulla rilevanza sociale del provvedimento. Le statistiche ufficiali ("Gli sfratti in Italia: andamento delle procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo. Aggiornamento 2012", redatto dal Ministero degli Interni in collaborazione con il Sistema Statistico Nazionale) mostrano infatti la portata piuttosto limitata di questa casistica.

All'interno della (purtroppo ampia) platea dei provvedimenti esecutivi di sfratto disposti dal giudice a favore dei locatori che intendono riappropriarsi del proprio immobile locato, gli sfratti per finita locazione costituiscono solamente il 9,4% del totale (per un valore assoluto, nel 2012, di soli 6.394 procedimenti di sfratto, contro un totale di 67.790).

Una proroga, quindi, che – pur rappresentando una risposta alle difficoltà di alcune famiglie in affitto – ha una rilevanza del tutto parziale se confrontata con il grave problema degli sfratti in Italia. E che lascia aperto il problema più spinoso: quale risposta dare agli oltre 60.000 inquilini che non sono in grado di pagare l'affitto e che hanno subito uno sfratto per morosità.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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