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Di andata o di ritorno, una vita da single in affitto

by Andrea Saporetti
on Agosto 06, 2013
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Per scelta propria o per scelta altrui. Andare a vivere da soli, generalmente in affitto, comporta uno stile di vita, abitudini ed esigenze del tutto particolari. Ma la scelta di andare in affitto da soli, quando si è single, è una scelta che dipende dal sesso (...non in quel senso, maliziosi!)? Chiediamolo a chi ogni giorno aiuta tanti single ad accasarsi (neanche stavolta in quel senso!).

Vivere la propria vita da single. Problema per molti, grande opportunità per molti altri. Libera scelta per tanti, situazione imposta dalla volontà altrui per altrettanti. Cercare casa è il primo step e, ovviamente, l'affitto di un piccolo appartamento è la strada più battuta da chi decide di andare a vivere da solo, o con la stretta compagnia del proprio cane, al massimo.

Ma sono più gli uomini o le donne single ad andare a vivere in affitto da soli? Domanda alla quale non è facile rispondere: la vita di coppia (o, dall'altra parte, la vita da single) è uno di quegli argomenti in continua evoluzione, che solo i sociologi e chi vive da dentro la problematica conoscono per davvero. Chiediamo quindi di raccontarci la sua esperienza a Sara Femiano, titolare dell'agenzia Solo Affitti di Caserta 1.

S: Argomento single. Le è capitato spesso di sentirsi dire "cerco casa in affitto da solo", immagino.

F: Tantissime le richieste di questo tipo! La vita dell'agente immobiliare, in questo senso, mi permette di avere uno spaccato della società davvero molto interessante. Una bella analisi di sociologia applicata!

S: Veniamo al dunque. Affittare casa da soli è una scelta dei single maschi o delle single femmine? Ha notato differenze dovute al genere, tra chi cerca casa in affitto senza essere sposato o convivere con il proprio partner?

F: Certamente. In questo gli uomini prevalgono ancora, non siamo ancora al livello di società più emancipate, come ad esempio quella americana. Almeno, nella mia zona. Ci sono però delle differenze.

S: Quali?

F: La distinzione fondamentale è tra chi è single "di andata", alla prima esperienza fuori dalla casa dei propri genitori, e chi invece è single "di ritorno", in uscita da un rapporto stabile e duraturo, sia che si tratti di un matrimonio che di una convivenza.

2013-08 Di andata o di ritorno una vita da single in affittoS: Partiamo da quelli alla prima esperienza di vita da soli: i "single di andata". Come si ripartiscono uomini e donne?

F: Il rapporto tra uomini e donne è in questo caso un 70% - 30%.

S: Che tipo di immobile scelgono?

F: Circa una metà dei single alla prima esperienza di vita in solitaria sono disposti a condividere il proprio appartamento con amici, anche dopo gli anni dell'università. Generalmente preferiscono un immobile già arredato, con due camere da letto, un soggiorno e una cucina. L'altra metà, cioè chi prende in affitto un appartamento tutto per sé, preferisce invece limitarsi al classico bilocale: una sola camera da letto, soggiorno e cucina. Il canone si aggira, per questi ultimi, generalmente tra i 450€ e i 500€ a Caserta.

S: Per questa categoria di single, da cosa dipende la scelta tra appartamento condiviso con altri o una abitazione tutta per sé?

F: In questo, effettivamente, il sesso dell'inquilino è una discriminante. Per gli uomini la scelta della condivisione dell'abitazione o dell'autonomia dipende principalmente da quanto possono spendere per l'affitto. Per le donne, invece, oltre a questa componente, un ruolo fondamentale, almeno qui da me (nella provincia del Sud Italia), l'emancipazione dalla famiglia è ancora molto importante. Nella prospettiva di una ragazza, uscire di casa è un passo da compiere non da sola, ma da accompagnata. Brutto a dirsi, nel 2013, ma ancora spesso le cose stanno così!

S: E se parliamo invece di "single di ritorno"?

F: Qui le cose cambiano radicalmente. Le donne sono davvero poche, non oltre il 10% del totale delle richieste di affitto provenienti da single in uscita da una relazione stabile.

S: Come mai questa netta prevalenza maschile, tra i separati?

F: Da donna un po' mi pesa confessarlo, ma il motivo è che, quando finisce un matrimonio, nella maggior parte dei casi la casa rimane alla ex moglie, anche quando il tetto coniugale era di proprietà del marito. È quindi quest'ultimo che deve mettersi alla ricerca di un nuovo appartamento, e spesso con budget limitatissimi a causa dell'assegno di mantenimento da corrispondere.

S: Che tipo di ricerca le viene sottoposta dall'ex marito che si trasferisce in affitto da solo?

F: Un immobile generalmente abbastanza grande, con almeno due camere da letto, per poter ospitare i figli quando possibile. Non si cerca mai un appartamento vuoto, l'arredamento è in questo caso una richiesta obbligata: non si dispone spesso delle risorse necessarie a comprare i mobili per la nuova casa. La capacità di spesa è molto bassa, a Caserta mai oltre i 350€, e un alloggio di questo tipo, di medio-grandi dimensioni ma a canone molto basso è senz'altro difficile da trovare. Spesso ci si deve adattare ad immobili vecchi, di scarso comfort o molto periferici.

S: Un quadro sconfortante per una femminista. Qual è il caso più eclatante che le è capitato?

F: Ricordo che vennero da me, senza saperlo, entrambi gli ex coniugi. Potenza dell'assegno di mantenimento che lui doveva a lei, il signore non poteva spendere oltre i 300€-350€ di affitto mensile, mentre la signora poteva tranquillamente permettersi immobili da 600€-650€.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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