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Difficile trovare casa in affitto per uno straniero? Eppure un inquilino su tre non è italiano

by Andrea Saporetti
on Marzo 31, 2015
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Vuoi prendere in affitto casa mia? Sì, ma non se sei straniero. È recente il caso di una coppia di inquilini di origine nordafricana che, nonostante ottime referenze e un reddito più che rassicurante per sostenere la locazione, si sono visti rifiutare ogni richiesta avanzata per un appartamento in affitto a Bologna. Motivazione: il pregiudizio verso inquilini stranieri e di religione musulmana. Ma è una condizione diffusa? È davvero così difficile per cittadini comunitari o extracomunitari affittare un immobile?

 

È caso di cronaca recente quello di Ilias e Rassmea, coppia di italiani di origine nordafricana che, desiderosi di trasferirsi in affitto a Bologna, hanno ricevuto per sette volte la porta chiusa in faccia. Nonostante due ottimi lavori. Nonostante ottime referenze. Nonostante siano una famiglia normalissima.

Sette proposte di locazione avanzate da questa coppia di (potenziali) inquilini in cinque mesi, sette dinieghi. Il reddito è senz'altro sufficiente: lui lavoratore a tempo indeterminato in una organizzazione non governativa a carattere umanitario, Islamic Relief, lei in condizioni lavorative analoghe. E con la possibilità di avere come garanti i genitori, anch'essi ben posizionati dal punto di vista lavorativo. Un trasferimento, quello da Sassuolo a Bologna, che pareva avere tutte le carte in regola per essere facile e veloce.

Così, però, non è stato. E i due inquilini, che non hanno ancora perso la speranza, si chiedono –pubblicamente- il perché. Ponendosi seri dubbi sulla capacità di integrazione di una città considerata aperta ed accogliente come Bologna. Che sia colpa, forse, dei natali marocchini di Ilias, comunque cittadino italiano, o del velo che Rassmea, italianissima, indossa per scelta religiosa?

 

Il dubbio sorge. E, sebbene nulla vieti ai proprietari di casa bolognesi di assegnare in affitto il proprio appartamento a chi desiderano, appare quantomeno ottusa la motivazione del diniego. Se un inquilino è integrato, ha un buon reddito e le dovute garanzie, ha una stabilità lavorativa comprovabile e ottime referenze, che differenza fa se si tratta di Ilias o Mario, di Rassmea o Giulia?

Quando si tratta di affari, e l'affitto è senz'altro business, il punto di vista dovrebbe essere guidato da considerazioni legate al rischio e al rendimento (in questo caso, alle capacità reddituali, alle garanzie, alla stabilità occupazionale, alle valide motivazioni che accompagnavano la richiesta di locazione), anziché da pregiudizi.

Pregiudizi che, nel caso di questa coppia italiana di origine straniera, in alcuni casi sono stati persino esplicitati da alcuni proprietari; i quali, tratti forse in inganno dal velo di Rassmea, hanno segnalato all'agenzia immobiliare che preferiscono affittare ad italiani. Come se italiani, Ilias e Rassmea, non fossero.

 

Ma è questa una condizione frequente e diffusa nel nostro paese? È, come in questo caso di cronaca, davvero diffusa la difficoltà per gli stranieri, cittadini comunitari o extracomunitari che siano, trovare casa in affitto?

A darci una visione differente, al di là del caso specifico affrontato, sono i confronti fra la popolazione straniera residente nel nostro paese, registrata dall'Istat nel 2014, e il numero di richieste gestite dall'Ufficio Studi del franchising immobiliare Solo Affitti, specializzato nella locazione.

2015-03 Difficile trovare casa in affitto per uno straniero Eppure un inquilino su tre non è italiano

Se infatti in Italia solamente l'8,1% della popolazione residente è straniera (meno di 5 milioni di persone, rispetto alla popolazione complessiva che di poco supera le 60 milioni di unità), per l'affitto si tratta di una fetta importante di inquilini.

Risulta infatti superiore a un terzo delle richieste, per la precisione il 34,3%, la quota di domanda di affitto proveniente da cittadini stranieri, nelle città capoluogo di regione del nostro paese. Situazione senz'altro estendibile alla generale richiesta di casa in affitto nelle restanti città d'Italia, con le dovute differenze territoriali.

 

Una certa diffidenza è comprensibile, da parte dei proprietari. Soprattutto se si tratta di inquilini con uno scarso radicamento sul territorio, il rischio che da un giorno all'altro l'appartamento risulti vuoto senza una regolare disdetta è da tenere in considerazione.

Rischio limitato, perché almeno si dispone dell'immobile per un nuovo affitto. E ancor più perché, oggi, sono disponibili garanzie che -oltre alle garanzie sull'affitto dell'immobile senza pagare il canone, sui danni lasciati all'appartamento al termine della locazione e sulle spese legali sostenute in caso di sfratto per morosità- possono persino coprire, a forfait, una mensilità di affitto qualora l'inquilino se ne vada senza dare preavviso.

Da nessuna parte, però, è scritto che sia più probabile che sia l'inquilino straniero, rispetto a quello italiano, a smettere di pagare l'affitto volontariamente, per semplice volontà di approfittare delle lungaggini dei tempi della giustizia. In un articolo su Blogaffitto, qualche tempo fa, avevamo affrontato la questione, vedendo che le statistiche non confermano affatto il pregiudizio legato alla maggiore propensione degli stranieri ad essere inquilini morosi.

 

È quindi importante sgombrare il campo dai pregiudizi, per fare buoni affari, ma preferire un'analisi attenta delle motivazioni all'affitto dell'inquilino straniero, del reddito disponibile e della capienza di questo rispetto all'impegno economico che l'affitto comporta, ma anche e soprattutto delle garanzie fornite.

Perché non scegliere, senza particolari patemi d'animo, di ospitare un cittadino straniero, in regola con la documentazione richiesta dal nostro ordinamento (permesso di soggiorno, se necessario) e che già da anni risulti residente e lavori in Italia, magari a tempo determinato o -ancor meglio- indeterminato? Perché non ritenere che possa essere una buona scelta, se è presente in Italia con la famiglia e disponga di legami familiari sul territorio italiano che lo possano spingere a ricercare un alloggio adeguato?

 

Conducendo questo genere di analisi e magari tutelandosi con un'adeguata copertura assicurativa (che garantisca almeno la regolarità del pagamento del canone e il rimborso degli eventuali danni arrecati all'immobile), la tranquillità di mettere casa propria nelle mani di un inquilino può essere ben maggiore che se ci si basa sulla provenienza, la religione, il colore della pelle o la scelta di indossare un velo.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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