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Dietrofront sul divieto di pagamento dell'affitto in contanti. Sarebbe servito a ridurre il nero?

by Andrea Saporetti
on Febbraio 18, 2014
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Pagare l'affitto con metodi esclusivamente tracciabili. Era diventato (o così era parso a tutti) un obbligo dal 1° gennaio, con la Legge di Stabilità 2014; ora un'interpretazione del Ministero dell'Economia e delle Finanze sancisce un improvviso quanto inaspettato dietrofront. Il divieto di pagamento dei canoni di locazione in contanti e l'obbligo di utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili ha avuto vita breve: il Ministero mette da parte così una norma che aveva creato malumori. Pur essendo una prescrizione inserita nella normativa antiriciclaggio, aveva il fine dichiarato di contrastare il dilagante nero presente nel mondo dell'affitto. Ma la norma sarebbe stata efficace per contrastare l'evasione fiscale dilagante nel mondo della locazione?

Il 2014 era iniziato con un diffuso malumore nel mondo della locazione. Proprietari e inquilini non avevano affatto digerito la previsione, inserita nella Legge di Stabilità 2014, volta a limitare i mezzi di pagamento consentiti per l'affitto.

Il divieto di pagamento in contanti del canone di affitto, che derivava dall'art. 1/129 della Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147), prevedeva infatti che, a partire dal 1° gennaio 2014 "i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità". Una disposizione inserita nel più ampio contesto della normativa antiriciclaggio, ma che aveva il primario obiettivo di recuperare risorse dal contrasto all'evasione fiscale nel mondo dell'affitto.

La norma, apparentemente di chiarissima lettura e comprensione, si riteneva disponesse l'obbligo di utilizzo, per il pagamento dei canoni di locazione abitativi, di soli strumenti tracciabili. Tracciabilità che, nella comune interpretazione, risultava esclusa per i soli contratti di affitto di immobili ad uso diverso dall'abitazione (negozi, uffici, laboratori, capannoni artigianali e industriali, garage che non costituiscano pertinenza di un'abitazione) e per gli alloggi abitativi ricadenti nella categoria ERP.

Chiarezza della norma evidente a tutti tranne che al Governo. Incredibile ma vero, infatti, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha di recente diramato una nota di chiarimento che smentisce l'interpretazione che tutti avevano dato.

Stando al parere del Ministero, infatti, risulta ancora perfettamente regolare il pagamento in contanti del canone di locazione per immobili abitativi, a fronte di semplice rilascio di ricevuta o pezza giustificativa. La nota del Dipartimento del Tesoro specifica infatti che "la finalità di conservare traccia delle transazioni in contante, eventualmente intercorse tra locatore e conduttore, può ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione, anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali, necessaria all'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali previste dalla legge a vantaggio delle parti contraenti".

Un'interpretazione che snatura la lettura letterale dell'art. 1/129 della Legge di Stabilità, ma che risulta un bel sollievo per i tanti che non avevano digerito la novità normativa. Il divieto di pagamento dell'affitto in contanti anche per canoni di locazione di importo inferiore ai 1.000€, che tutti ritenevano fosse entrato in vigore dal 1° gennaio, avrebbe creato oggettive difficoltà a diverse categorie di soggetti che si rivolgono al mondo dell'affitto.

● In primis ai moltissimi pensionati che, non superando 1.000€ di trattamento pensionistico mensile percepito dall'INPS, non avevano mai provveduto ad aprire un conto corrente postale o bancario.

● Ancora, i tanti stranieri (comunitari ed extracomunitari) che si trovano temporaneamente in Italia per ragioni di lavoro o come studenti universitari e che, allo stesso modo, non hanno mai ritenuto necessario aprire un conto corrente, non sapendo quanto a lungo si tratterranno nel nostro Paese.

● Infine, sarebbero ricaduti nell'ambito di applicazione presunto della normativa anche i contratti di locazione turistici, utilizzati per l'affitto di una casa per vacanze. Questi contratti, seppure spesso non soggetti all'obbligo di registrazione all'Agenzia delle Entrate (qualora abbiano durata inferiore a 30 giorni), comunque parevano dover essere gestiti con metodi di pagamento tracciabile, ai sensi dell'art. 1/129 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147. Non sembrava affatto facile spiegare al turista, magari proveniente dall'estero, che il pagamento sarebbe dovuto avvenire con bonifico o assegno, anzichè con il classico saldo al momento della consegna delle chiavi.

Una vasta platea di inquilini a cui l'obbligo di utilizzo di bonifico, bancomat, carta di credito, assegno o vaglia postale per il pagamento dei canoni di locazione abitativi avrebbe creato forti disagi. Ma che, viste le specifiche ministeriali, sarà invece ancora comodamente gestibile tramite contanti, con il semplice rilascio di ricevuta.

Certo è che il Dipartimento del Tesoro ha in questo modo ridimensionato notevolmente una misura che, per quanto impopolare potesse risultare, pareva quantomeno cercare di ridurre l'imperante nero che da sempre caratterizza tanti contratti di affitto.

Il provvedimento infatti aveva la finalità di rendere più stringente il controllo sul pagamento degli affitti, al fine del contrasto della diffusa evasione. In particolare, poteva generare qualche ostacolo, a chi volesse registrare il contratto di locazione all'Agenzia delle Entrate per valori di canone più bassi rispetto a quelli realmente scambiati, l'obbligo di pagamento tramite mezzi bancari o postali "anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore", come recita l'art. 1/129 della Legge di Stabilità. Da questa disposizione tutti avevano ritenuto - erroneamente, vista la nota ministeriale - che, per poter usufruire delle agevolazioni fiscali, sarebbe servito l'estratto conto delle movimentazioni di pagamento dei canoni.

La domanda allora sorge spontanea: sarebbe stata una misura efficace, al fine di un vero contrasto del "nero" negli affitti, l'obbligo di tracciamento del pagamento dei canoni di locazione abitativi?

2014-02 Divieto di pagamento dell-affitto in contanti Utile per combattere il neroÈ quello che BlogAffitto ha chiesto ai propri lettori in un sondaggio condotto nei primi mesi 2014. L'esito ci dice che i cittadini erano comunque scettici riguardo all'effettiva utilità della norma: il 54,5% dei rispondenti riteneva infatti che non avrebbe portato particolari benefici, a fronte di un 45,5% di persone che, al contrario, riteneva la misura valida e utile per far emergere del nero.

È comprensibile il motivo dell'opinione espressa dai lettori: nonostante l'imposizione della tracciabilità dei pagamenti, sarebbe comunque rimasto facile per proprietario ed inquilino aggirare la norma continuando ad effettuare i pagamenti in nero grazie all'uso del contante. Questo, sia che lo si facesse evitando di registrare il contratto di locazione all'Agenzia delle Entrate tout court ed effettuando l'intero pagamento in nero, sia che ci si fosse organizzati per pagare il canone passando dal c/c bancario per la quota risultante da contratto e tramite contanti per la parte di corrispettivo da nascondere al fisco.

Resta il fatto che, efficace o meno, la nuova normativa, come di recente interpretata dal Dipartimento del Tesoro, pare del tutto priva di un'utilità concreta e ci si chiede quindi con quale obiettivo sia stata inserita nella Legge di Stabilità, a fine anno.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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