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Fisco più leggero, sfratti più veloci. Ecco come ridurre la burocrazia negli affitti

by Andrea Saporetti
on Marzo 18, 2014
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Il Governo Renzi ha posto fin da subito l'attenzione su un tema importante per la vita quotidiana dei cittadini e per la competitività delle imprese: la lotta alla burocrazia e la semplificazione del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Vediamo quali sono le priorità sulle quali il nuovo esecutivo dovrebbe concentrarsi per permettere al settore dell'affitto di avere ancora più slancio, liberandolo di tutta quella inutile complicazione e lentezza che ancora oggi intimorisce molti proprietari di casa ad avvicinarsi al mondo della locazione, quando pure sarebbe per loro conveniente. Qualcosa già si è fatto, nel frattempo!

C'è chi la identifica con la figura dei cosiddetti "lacci e lacciuoli". C'è chi parla di "fardello" o di "palla al piede" dell'economia italiana. Chi, ancora, la vede come una "gabbia" che imprigiona il dinamismo dei privati e delle imprese e che, di conseguenza, tarpa le ali della crescita del nostro Paese.

È la burocrazia. Vero cruccio per ogni imprenditore che desideri investire puntando sulla velocità d'azione, sulla competitività della propria formula imprenditoriale e muovendosi in un contesto di norme chiare ed efficaci; ma anche per ogni cittadino che, volente o nolente, prima o poi nella vita ha avuto l'occasione di scontrarsi contro i muri di gomma della pubblica amministrazione. 

Il nuovo Governo, guidato da Renzi, ha tra le principali linee guida della propria azione quella di replicare sulla pubblica amministrazione italiana quel modo "smart" con cui il premier si comporta e comunica. Un tratto distintivo in riferimento al quale il Presidente del Consiglio dovrà mantenere le aspettative che i cittadini ripongono in lui.

Proprio sulla capacità di rendere la pubblica amministrazione meno ostile e più vicina ai cittadini dovrà concentrarsi l'azione di governo.

Riguardo al nostro mondo, quello dell'affitto, la redazione di BlogAffitto ha chiesto ai propri lettori di segnalare quali siano gli ostacoli "di sistema" che secondo loro hanno finora contribuito a tenere lontani molti proprietari dal mondo della locazione. Mondo al quale vorrebbero rivolgersi, ma avendo prima il bisogno di sentirsi rassicurati sulla gestione degli adempimenti che richiedono di interfacciarsi con la pubblica amministrazione e la giustizia. Aspetti che, se il Governo riuscirà a rendere più chiari e semplici per il cittadino, potrebbero fungere da stimolo ai tanti proprietari di seconde case che finora hanno deciso di mantenere vuote queste abitazioni, tenendole a disposizione per sé o sperando, spesso invano, di rivenderle, ma che potrebbero porle in affitto, fornendo alle stesse una collocazione economicamente e socialmente più utile.

L'esito del sondaggio non è univoco, proprio perché i timori da parte dei proprietari di casa sono tanti.

2014-03 Fisco più leggero sfratti più veloci Ecco come ridurre la burocrazia negli affitti

Certificazioni (energetica, impianti, etc)

Pur avendo una posizione di minor rilievo rispetto agli altri elementi, una fetta importante degli intervistati (22,6%) ritiene prioritario snellire la burocrazia legata alle certificazioni: impianto elettrico e di riscaldamento in primis. Sono tantissime, infatti, le occasioni di litigio tra proprietario ed inquilino riguardo alla mancanza di certificazione degli impianti, con insicurezza dell'inquilino sullo stato di manutenzione dell'immobile e delle sue dotazioni base e con la conseguente guerra che può scatenarsi tra le due parti sulla mancanza di queste certificazioni. Anche la certificazione energetica degli edifici (APE – Attestato di Prestazione Energetica), divenuta obbligatoria nei casi di locazione di immobile, ha contribuito a rendere più costoso e macchinoso l'iter che porta all'affitto della propria casa, senza che questo abbia in generale un valore positivo per gli inquilini.

Procedura di sfratto

Lentezza e farraginosità della giustizia, procedura troppo burocratica e macchinosa, tempi di recupero dell'immobile lunghi, necessità di ricorso al giudice e assenza di procedure di urgenza anche a fronte di palesi inadempimenti da parte dell'inquilino. Sono queste le ragioni che inducono una quota importante dei rispondenti al sondaggio (38,7%) a ritenere che la semplificazione nel mondo dell'affitto debba obbligatoriamente passare da un procedimento di sfratto più snello e rapido di quello attuale. Ovviamente, se la giustizia è lenta, il mercato si muove per compensare questi costi e queste lungaggini: si stanno diffondendo formule assicurative che permettono il recupero delle spese legali, dei canoni non pagati dall'inquilino e dei danni procurati all'immobile. Una riforma del sistema di gestione degli sfratti va comunque senz'altro previsto, per superare i timori di tanti proprietari immobiliari.

Adempimenti fiscali

Se su una cosa il Governo Renzi è riuscito a rispondere in anticipo alle esigenze degli italiani che gravitano attorno al mondo della locazione, questa è senz'altro la tassazione. E' capitata infatti a proposito la tanto attesa riduzione dal 15% al 10% dell'aliquota della cedolare secca sui contratti di affitto concordati, che attribuisce alla locazione un livello di carico fiscale persino inferiore a quello destinato ai titoli di Stato (BOT e BTP, infatti, scontano il 12,5% sul reddito maturato). Il Piano Casa del Ministro Lupi ha permesso così di rispondere alla preoccupazione dei tanti proprietari di casa (38,7% dei rispondenti all'indagine di BlogAffitto) che vogliono sapere di pagare, sui redditi da locazione, poche tasse e facilmente calcolabili. Questa misura sarà efficace? Non sembrano esserci dubbi: l'aliquota fiscale al 10% sui contratti di locazione agevolati è senz'altro assai vantaggiosa. Tutto, comunque, dipenderà da quanti Comuni vedranno le associazioni di categoria ritrovarsi per aggiornare gli accordi territoriali sulle locazioni agevolate, aspetto troppo spesso trascurato dalle associazioni di categoria di proprietari e inquilini, ma che determinerebbe un vero stimolo all'utilizzo di queste forme contrattuali di utilità sociale.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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  • Susanna Repetti

    Sto per comprare un immobile locato (ultimi 2 anni) quindi teoricamente l'appartamento sarà mio tra due anni quali dischi posso incontrare? Cosa succede se l'inquilino non mi paga il canone di locazione o peggio non lascerà l'appartamento al termine del contratto?

  • Gentile Susanna,
    nel caso l'inquilino dovesse iniziare ad essere insolvente del canone di affitto potrà avviare una procedura di sfratto per morosità.
    Se invece a scadenza contrattuale, a seguito della sua disdetta, l'inquilino dovesse rifiutarsi di lasciare l'immobile, lei avrà la facojtà di avviare una procedura di sfratto per finita locazione.
    Per informazioni più dettagliate le consiglio questo articolo: http://www.blogaffitto.it/categorie/esperto/sfratti-conoscerli-per-evitarli.html
    Buona giornata

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