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Gli italiani in affitto stanno meglio che nel resto d’Europa

by Andrea Saporetti
on Febbraio 05, 2013
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Smentito il pregiudizio secondo cui gli italiani in affitto sono quelli a maggior rischio povertà. Almeno, mettendoci a confronto con gli altri Paesi d'Europa. Gli inquilini italiani, secondo i dati Eurostat, hanno risentito della crisi, ma meno che altrove nel Vecchio Continente: vediamo perché.

La crisi economica, negli ultimi anni, ha colpito, in fasi diverse, ciascun Paese dell'area Euro. Alcuni Stati hanno risentito di più della contrazione del reddito, altri se la sono cavata meglio. E l'Italia non è certo tra questi ultimi.

L'Ufficio Studi Solo Affitti si è chiesto se chi vive in affitto abbia una condizione economica mediamente sostenibile, facendo un confronto con l'Europa. Il dato che emerge è senza'altro inaspettato.

2013-02 Confronto Italia - Europa inquilini a rischio povertàIl franchising immobiliare leader nella locazione in Italia ha analizzato i dati Eurostat, confrontando la quota di inquilini che in Italia hanno un reddito inferiore al 60% del reddito medio nazionale con i loro omologhi delle restanti nazioni d'Europa. Il parametro del reddito inferiore al 60% di quello medio nazionale è un classico indicatore di rischio povertà, che permette un agevole confronto tra Paesi dal tenore di vita differente.

Come dicevamo, il risultato dell'analisi, pur confermando un trend crescente di cittadini in affitto che sono entrati nella fascia definita convenzionalmente a "rischio povertà", ci mette in guardia da facili disfattismi. Negli anni 2010 e 2011, quando la crisi a iniziato a mordere sul serio, gli altri Paesi dell'area Euro hanno visto impennarsi questo indicatore di rischio povertà assai più che l'Italia.
Mentre nel complesso dei Paesi facenti parte dell'Area Euro, infatti, la quota di persone con reddito insufficiente è schizzata dal 43%-44% circa degli anni pre-crisi al 53% abbondante del 2011, l'Italia è riuscita a mantenere contenuto questo valore. Un aumento, nel giro di cinque anni, di poco più di 1 punto percentuale, da paragonare ai 10 punti percentuali di crescita del resto d'Europa.

Cause. Difficile stabilire con certezza quali possano essere. Senza dubbio, strumenti come la cassa integrazione e l'indennità di mobilità, che tutelano il reddito di perde il posto di lavoro o vede ridursi il monte ore lavorato annuo, hanno contribuito a proteggere ampie fasce sociali toccate dalla crisi. Ma l'analisi prende in considerazione dati Eurostat fermi al 2011. E sappiamo bene che il 2012 ha visto notevolmente acuirsi la dinamica di contrazione del reddito degli italiani: moltissimi prima in mobilità sono stati lasciati a casa dalle proprie aziende, o perché l'impresa ha chiuso o, talora, perché questa, non potendo più rinnovare gli ammortizzatori sociali per i propri dipendenti, si è trovata costretta a licenziare forza lavoro.

Se quindi gli italiani in affitto hanno, fino ad alcuni mesi fa, retto meglio l'urto della crisi rispetto agli inquilini dei restanti Paesi europei, il perdurare della situazione di difficoltà economica del nostro Paese, senza gli opportuni interventi di politica economica, rischia di creare un pericoloso disagio abitativo per chi vive in affitto. Gli sfratti sono in forte aumento negli ultimi anni e di politiche abitative che possano invertire questo trend non se ne vedono, purtroppo, all'orizzonte.

La casa, in questa breve ma intensa campagna elettorale, è un tema fin troppo dibattuto sul fronte fiscale, ma sicuramente troppo trascurato sul versante del sostegno alle famiglie in affitto che si trovano in difficoltà perché rimaste senza alcuna fonte di reddito.

Presentazione Autore
Andrea Saporetti

Laureato in economia, da sempre interessato a qualsiasi cosa sia misurabile. L'innata passione per la statistica e lo stile descrittivo a metà tra il magniloquente ed il prolisso fanno di lui il blogger più alternativo dell'ultimo decennio. L'impegno nel volontariato e la passione per la letteratura russa completano la sua immagine giovane e dinamica.


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